giovedì 24 maggio 2018

Guardrail assassini: in Italia solo 100 km su 850 mila hanno le protezioni salva-motociclisti

Una banale scivolata in curva che potrebbe terminare con il centauro che scivola sul un prato senza particolari conseguenze, spesso si trasforma in una trappola mortale. Il problema è la presenza dei guardrail che, se trattiene le automobili, per le moto si trasformano in ostacoli fissi contro cui disintegrare i caschi o, ancora peggio in ghigliottine. È argomento noto da tempo, su cui però non sono mai stati presi provvedimenti a livello europeo. Il mensile Dueruote è tornato sull'argomento, facendo il punto della situazione con un’inchiesta pubblicata sul numero di maggio 2018. La triste ironia di questa situazione è che la soluzione già esiste ed è stata introdotta in Alto Adige nel 2007. Dueruote ha lanciato un appello alle istituzioni affinché la norma, pronta ma mai firmata, non venga dimenticata. Continua su La Stampa

mercoledì 23 maggio 2018

Renault Captur, arrivano le nuove versioni Sport Edition e Sport Edition²

La piccola crossover francese, regina del mercato dal 2015, si aggiorna per rimanere sulla breccia dell’onda e lo fa con due nuove versioni ereditate dalla più grande Kadjar. Ecco le novità della Renault Captur in questo 2018. E’ tempo di cambiamenti in casa Renault. Dopo aver battuto ogni record commerciale negli ultimi due anni diventando il marchio straniero più venduto in Italia, grazie soprattutto ai risultati della Clio e della Captur, la Casa francese ha deciso di rinnovare parte della sua gamma, per dare nuova linfa alle vendite. Continua su Autoappassionati

martedì 22 maggio 2018

Prova su strada – BMW Active Hybrid E-Bike


Nella storia della BMW ci sono aerei, motociclette e automobili mentre non v’era traccia di biciclette, almeno fino a poco tempo fa. Oggi è in vendita, a 3.214,70 euro, la seconda generazione della e-bike bavarese. Che peraltro è parte di una gamma di due ruote a pedali piuttosto articolata. La BMW Active Hybrid E-Bike – questo è il suo nome completo – rientra nella categoria city bike, anche se la forcella ammortizzata e i pneumatici dalla sezione generosa le permettono di affrontare senza problemi anche qualche sterrato. A patto che abbia il fondo battuto. Osservando la e-bike BMW e cercando di decifrarne lo stile si notano alcuni elementi dal sapore retrò e altri molto più hi-tech. Con un risultato complessivo unico e originale. C’è anche la tipica gobba delle moto BMW e nel complesso lo si può definire un design elegante. Che però non rinuncia a un po’ di carattere sportivo. Continua su Vaielettrico

lunedì 21 maggio 2018

L'auto del futuro sembrerà un elettrodomestico?

Il design è il primo motivo di acquisto delle auto in Europa e, più in generale, è la prima cosa che colpisce e che si ricorda di una vettura. Dal secolo scorso a oggi è cambiato tantissimo partendo da forme che ricordavano quelle di una carrozza, passando per i favolosi anni Cinquanta e Sessanta, periodo in cui sono nate alcune tra le più belle auto di sempre, arrivando a oggi. Ma come cambierà il design delle auto di domani? Per capire abbiamo intervistato Lowie Vermeersch, già Direttore del Design alla Pinifarina e fondatore della GranStudio Torino di cui è anche Direttore Creativo. Con lui abbiamo parlato della situazione attuale, in cui dominano SUV e crossover, e di che cosa succederà nel prossimo futuro, anche in relazione all'evoluzione dell'industria automobilistica che passa per l'elettrificazione e la guida autonoma. Continua su Motor1

sabato 19 maggio 2018

Mille Miglia 2018, le 10 auto più antiche in gara

Domani, mercoledì 16 maggio 2018, partirà la trentaseiesima edizione della rievocazione della Mille Miglia, con il tradizionale percorso che prevede partenza e ritorno a Brescia. Quattro giorni di viaggio con i passaggi nelle tradizionali località della corsa, compresa la passerella di Roma. Ogni anno, il percorso cambia modifiche per tornare a far transitare la Mille Miglia in località dove era assente da qualche anno: nel 2018 sarà la volta di Lucca e della Versilia ma anche del tratto dell’edizione del 1949, tra Sarzana e il Passo della Cisa. Novantuno anni dopo la prima delle ventiquattro edizioni di velocità, disputate dal 1927 al 1957, e delle tre con la formula dei rally dal 1959 al 1961, le quattrocentocinquanta vetture provenienti da settantadue case costruttrici attraverseranno sette regioni. Continua su GQ

venerdì 18 maggio 2018

Alfa Romeo Stelvio, il meglio del made in Italy

In vendita da poco più di un anno, l’Alfa Romeo Stelvio era il modello che mancava da anni nella gamma del marchio milanese. Lunga poco meno di 4,7 metri e con un listino che parte da poco oltre 46.000 euro, la Stelvio è l’alternativa made in Italy alle classiche SUV tedesche, rispetto alle quali non ha nulla da invidiare, anzi. Sotto il profilo tecnico questa Alfa Romeo ha soluzioni che la pongono al vertice della categoria, come le sospensioni anteriori a doppio quadrilatero o l’albero di trasmissione in carbonio. Il focus principale è la dinamica di guida da vera Alfa, impossibile da ritrovare su altri SUV della stessa categoria. Un pregio che va al di là della scelta dei motori che è sostanzialmente quella tra il 2 litri benzina da 200 o 280 CV e il 2,2 litri diesel da 150, 180 e 210 CV. La trazione è posteriore oppure integrale Q4, mentre il cambio è sempre automatico a 8 rapporti. Continua su Boggi

giovedì 17 maggio 2018

Aston Martin Vantage V600 2018, solo 14 e su misura

Nella lunga storia della Aston Martin ci sono stati un’infinità di modelli speciali, tra cui la Vantage V600 del 1998, ovvero la versione più estrema della prima sportiva costruita a Gaydon nell’era moderna. Sotto il cofano c’era un 5.3 V8 bi-turbo che erogava 600 CV, in un’epoca in cui ne bastavano la metà per fare di un’auto una vera sportiva. Oggi la Vantage V600 rinasce, o meglio rinascerà in soli 14 esemplari – metà coupé e metà cabriolet – a partire dalla fine dell’anno. Tranne il nome le due auto non hanno nulla in comune, a partire dai cilindri che su questa Vantage sono 12 e non 8 perché il motore deriva da quello della vecchia DB9. L’altra particolarità di questa piccolissima serie di auto è che sono state create su commissione di un ignoto cliente, partendo peraltro dalla generazione di Vantage precedente e non da quella che arriverà sul mercato tra poco. Continua su GQ

mercoledì 16 maggio 2018

Fiat Coupé Turbo 20V, ovvero la Fiat più veloce di sempre

Quale è la Fiat di serie più potente di sempre? Se avete pensato la Coupé avete sbagliato, perché lo scettro appartiene alla Freemont e ai 280 CV del 3,6 litri V6 Pentastar. Ma a parte questo record “scippatogli” dalla fu Dodge Journey, la Fiat Coupé rimane una delle auto del Marchio italiano più belle e affascinanti di sempre. Era il maggio 1992 e in edicola comparve, sulla copertina di una delle storiche riviste di settore, nelle edicole una ricostruzione veritiera pressoché al 90% della nuova sportiva Fiat disegnata da Chris Bangle che sarebbe poi diventato famoso come capo del design della BMW. Io ero solo un bambino che amava le auto pur senza capirne granché, ma intuii subito che quella sarebbe stata un’auto dirompente. La Coupé arrivò nelle concessionarie nel febbraio del 1994 e fu subito un successo. Il pianale era quello della Tipo – vero jolly di tutto il Gruppo Fiat per venti anni – la produzione era curata dalla Pininfarina, mentre i motori erano i 2.0 16V Lampredi montati sulle Lancia coeve: aspirato da 140 CV e 180 Nm, turbo da 190 CV e 290 Nm. Continua su Autoappassionati

martedì 15 maggio 2018

Le 10 Jeep Wrangler più esagerate

Dal 1987 la Jeep Wrangler è un’icona tra i veicoli off-road. Ultima evoluzione del progetto CJ, a sua volta derivato dalla Willys prodotta in oltre 650.000 esemplari per l’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale, la Wrangler ha mantenuto negli anni il suo carattere duro e puro. Posseduta e ammirata da migliaia di appassionati in tutto il mondo, è raro trovarne una in condizioni di perfetta originalità, giacché è prassi modificarla per le proprie esigenze di guida in fuoristrada. Una prassi rispettata anche dalla stessa Casa madre che di anno in anno non perde occasione per allestire modelli speciali da portare ai saloni per mandare in solluchero i fan di tutto il mondo. Eccovi dunque la gallery delle 10 Jeep più esagerate viste negli ultimi anni. Continua su GQ

lunedì 14 maggio 2018

Range Rover 6×6 Superyacht Tender, il Suv da yacht

Nella quasi cinquantennale storia della Range Rover non c’era mai stata una versione 6×6, a meno che qualche pazzo non ne abbia costruita una negli anni Ottanta nel suo garage e l’abbia tenuta per sé. Dal 1970 a oggi, attraverso quattro generazione, la Range Rover è sempre stata simbolo del fuoristrada più lussuoso, un ruolo che successivamente ha dovuto condividere con la Classe G e più di recente con qualche altro modello. Nonostante questo, la Range Rover resta sempre il top in termini di SUV di lusso – tanto che alla Land Rover hanno creato una gamma intera intorno a questo nome – soprattutto perché nessun’altra è in grado di unire quell’anima british con prestazioni da vera fuoristrada. Per questo non ci si deve stupire della digressione nel mondo della nautica. Ma andiamo con ordine. Continua su GQ

venerdì 11 maggio 2018

Come nel film di Batman: Ford brevetta la macchina con la moto dentro

Forse alla Ford qualcuno ha voglia di scherzare. O forse no. Del resto depositare un brevetto è una cosa seria anche se si tratta di una soluzione da film di fantascienza, come quella di estrarre una moto dall’interno di un’auto. Il brevetto chiamato “Vehicle with an integrated electric motorcycle” è stato depositato lo scorso ottobre e pubblicato on line nei giorni scorsi. Per rendere meglio l’idea, pensate al Batman di Christopher Nolan, dove la Batpod esce fuori dalla Batmobile e immaginate il tutto con una Ford C-Max. Stupefacente, vero? La descrizione contenuta nel brevetto è quella di un mezzo a due ruote elettrico – più simile a uno scooter che a una moto – che si “accomoda” all'interno della monovolume attraverso la parte anteriore innestandosi in una specie di binario e andando a occupare il posto che si trova tra i sedili anteriori, dove normalmente si trovano il tunnel centrale, il bracciolo e il cruscotto. Continua su La Stampa

giovedì 10 maggio 2018

Volkswagen 411 e 412, 50 anni fa nascevano le ultime discendenti del Maggiolino

Nel 1968, mentre i giovani e gli operai di mezza Europa pretendevano rinnovamento, Volkswagen confermava il rispetto delle sue tradizioni presentando la Tipo 4, ultima evoluzione dello schema tecnico nato con il Maggiolino oltre trenta anni prima. Le 411 e 412 sono dunque le ultime discendenti di una stirpe di modelli con motore posteriore raffreddato ad aria che affondava la sue origini ancora prima della Seconda Guerra Mondiale. Dopo di loro sarebbero arrivate la K70 e la Passat, entrambe con il nuovo layout a motore longitudinale (raffreddato a liquido) e trazione anteriore ereditato dalla NSU che era stata assorbita nel 1969 poco prima del fallimento, e che insieme alla Auto Union avrebbe dato i natali al marchio Audi. La Tipo 4 doveva rappresentare il top di gamma della Volkswagen dell'epoca, allargando il numero dei potenziali clienti oltre all'inossidabile Maggiolino e alla più compatta Tipo 3, anche nota come “1500”. Continua su La Stampa

mercoledì 9 maggio 2018

Nuuk e Schwalbe, i due piccoli scooter elettrici motorizzati Bosch

La mobilità elettrica non riguarda solo le auto e in generale i veicoli a quattro ruote, ma anche i mezzi a due ruote, dove però argomenti come peso e prestazioni diventano centrali. Attualmente il settore delle moto elettriche è praticamente inesistente e sebbene Harley-Davidson abbia detto che saranno parte del suo futuro, è molto più facile trovare sul mercato degli scooter elettrici.  In questa categoria il piacere di guida è molto meno importante e la propulsione elettrica può portare vantaggi sostanziali anche in termini di accessibilità delle aree più centrali delle grandi città. Proprio per soddisfare le esigenze di questo genere di mercato, Bosch ha sviluppato un sistema integrato che fornisce la base di partenza a qualunque azienda voglia sviluppare una moto o uno scooter elettrico di dimensioni contenute. La Nuuk è una di queste e abbiamo avuto occasione di vederla a Renningen, sede del più grande centro ricerca e sviluppo di Bosch. Continua su La Stampa

martedì 8 maggio 2018

Che cosa sono gli “Adas” e perché i sistemi di assistenza avanzata alla guida ci salveranno la vita

Uno sguardo di troppo al cellulare oppure una semplice distrazione e la frittata è fatta. In un paio di secondi di disattenzione del guidatore l'auto percorre decine di metri ed è questione di un attimo trovarsi a un palmo di distanza dal veicolo che precede o a un due metri dal pedone che sta attraversando. A quel punto si può essere bravi e fortunati, oppure può andare tutto male. Ma anche senza evocare scenari funerei, basta pensare alla classica “toccatina” in coda al semaforo per rovinarsi la giornata e fare un danno migliaia di euro di danni. Quella appena descritta è una delle situazioni classiche in cui i sistemi di assistenza avanzata alla guida (Adas) possono dare una grossa mano.

Ecco nel dettaglio i più diffusi "sistemi avanzati di assistenza" alla guida. Continua su La Stampa

lunedì 7 maggio 2018

Bosch “L'intelligenza artificiale sarà fondamentale per la guida autonoma”

Abbiamo chiesto a Volkmar Denner, CEO della Bosch, il suo punto di vista sulla guida autonoma, iniziando da un'opinione sulla discrepanza tra quello che sostengono le Case automobilistiche, che dichiarano il 2021/22 come tempo di commercializzazione delle prime auto di livello 3, e quello che ha detto la Commissione Europea, che reputa il 2050 come più realistico.“L'obiettivo di Bosch è quello di portare sul mercato le tecnologie che supportino la guida autonoma di livello 4 e di livello 5 entro l'inizio del prossimo decennio - ha precisato Denner -. Per questo stiamo lavorando in stretta collaborazione con il Gruppo Daimler. Certamente ci sono ancora molte sfide da vincere dal punto di vista ingegneristico. Il problema più grande è quello della cosiddetta convalida, ovvero la certezza che l'auto si comporti esattamente come abbiamo previsto e progettato in tutte le situazioni che si troverà ad affrontare. L'incertezza sui tempi necessari per definire questa convalida è quella che porta ad avere differenti opinioni su quando la guida completamente autonoma sarà pronta per arrivare sulle strade. Per arrivare a questo risultato sarà fondamentale l'apporto dell'intelligenza artificiale che dovrà sovrintendere al comportamento dell'auto”. Continua su Motor1

venerdì 4 maggio 2018

Blockchain, la tecnologia del futuro, anche dell'auto

Tra poco più di sei mesi la tecnologia blockchain compirà 10 anni e molte persone non sanno ancora di che cosa si tratta, oppure la confondono con i Bitcoin. Sono due cose diverse e la seconda dipende dalla prima, perché la criptovaluta utilizza la “catena di blocchi” come una sorta di libro mastro pubblico di tutte le transazioni. Ma le potenzialità delle blockchain sono tantissime e vanno ben oltre la finanza, andando a toccare diversi settori tra cui quello dell'industria automobilistica che però è solo uno dei tanti. Per fare un esempio diametralmente opposto, sapevate che esiste un'app che sfrutta le blockchain per tracciare il vino? Tramite un QR code si può conoscere tutta la storia di quello che si sta bevendo, risalendo fino alla vite senza timore di contraffazioni o frodi, più in generale di alterazione dei dati. Continua su Motor1.com

giovedì 3 maggio 2018

Honda Monkey, rinasce la piccola moto-giocattolo degli Anni 70

Probabilmente ne avrete vista una attaccata dietro un camper oppure in giro per qualche porticciolo turistico, a meno che non abbiate visitato un parco divertimenti giapponese negli Anni 60. Sì, perché la Honda Monkey era stata sviluppata in origine come moto giocattolo da 49 cc per un parco divertimenti di Tokyo (Tama Tech), ma diventò talmente popolare che ne fu realizzata una versione da strada, esportata inizialmente in America e in Europa nel 1963. Il primo modello aveva il serbatoio cromato, il manubrio pieghevole e le ruote da 5 pollici senza sospensioni. Il design originalissimo, le dimensioni ridotte e il peso ultra leggero, permettevano davvero a chiunque di guidarla facilmente per le strade delle città. Continua su La Stampa

mercoledì 2 maggio 2018

Quale sarà il futuro del motore a benzina?

Dopo avervi raccontato le innovazioni che Bosch ha sviluppato e presentato per il motore Diesel, con gli stupefacenti risultati in termini di emissioni di ossidi di azoto, ci concentriamo sul motore a Ciclo Otto, di cui abbiamo parlato con Rolf Bulander che oltre a essere uno dei membri del CdA della multinazionale tedesca è anche il responsabile del settore mobilità e dei powertrain. Ma prima di entrare nel vivo è bene ricordare che i motori a benzina non hanno avuto la stessa impennata di evoluzione tecnica che invece ha riguardato i  Diesel negli ultimi anni, a partire dal common rail inventato ormai più di 20 anni. I tre macro-trend a cui abbiamo assistito nelle ultime due decadi sono stati sostanzialmente il downsizing, il dilagare dei turbocompressori e la diffusione dell'iniezione diretta. Tutte soluzioni efficaci ma non particolarmente innovative. Dunque abbiamo chiesto a Bulander un parere su invenzioni come quelle di Mazda e Infiniti che negli ultimi mesi hanno presentato rispettivamente un motore a benzina dove l'accensione non ha bisogno della candela e un motore a benzina a rapporto di compressione variabile stravolgendo i tradizionali concetti di biella e manovella. Continua su Motor1.comhttps://it.motor1.com/news/240594/futuro-motori-benzina/

martedì 1 maggio 2018

Suzuki Swift Sport, elogio della leggerezza e vero spirito anni Ottanta

Diminuendo la massa aumentano prestazioni, tenuta e frenata. Un concetto semplice che troppo spesso viene dimenticato. “Less is more”, cioè di meno è meglio. Era una delle frasi preferite di Colin Chapman, fondatore della Lotus e teorico intransigente della leggerezza a tutti i costi, al punto che i suoi detrattori lo accusavano di rinunciare anche alla sicurezza pur di risparmiare qualche chilogrammo. Le Formula 1 di Chapman, infatti, rinunciavano al telaio in traliccio di tubi, che era lo standard dell’epoca, e preferivano una struttura realizzata con pannelli in lamiera di alluminio che venivano piegata e formatati e poi rivettati tra loro, formando una monoscocca. Tecnicismi a parte, il concetto fondamentale alla base della ricerca della leggerezza è quello dei benefici che si conquistano per ogni grammo che si lima. Se un motore più potente migliora la velocità e lo scatto, se pneumatici più grandi e un assetto migliore aumentano la tenuta di strada e se freni più potenti diminuiscono lo spazio che serve per rallentare, abbassare il peso porta tutti questi benefici insieme. Continua su Autoappassionati