martedì 26 ottobre 2021

Honda NT1100, ecco la crossover turistica con il motore dell'Africa Twin


Dire che l'arrivo sul mercato della Honda NT1100 sia un fulmine a ciel sereno, non sarebbe appropriato, visto che già da diversi anni si parla di una crossover che possa sfruttare l'ottimo bicilindrico parallelo dell'Africa Twin. Ora il momento è arrivato e la nuova motocicletta giapponese esprime un carattere prettamente turistico, seppure inserito nello schema della crossover a manubrio alto e posizione di guida eretta che negli ultimi anni va per la maggiore. Secondo Honda, la NT1100 si rivolge a chi cerca una moto per macinare chilometri con sicurezza, comfort e divertimento, sia nella guida di tutti i giorni che nei viaggi più brevi o in quelli più lunghi, anche con il passeggero e a pieno carico. Incastonato nel telaio a semi-doppia culla in acciaio - il telaietto reggisella è in alluminio - c'è il due cilindri in linea che eroga 102 CV e 104 Nm, con una messa a punto specifica di aspirazione e scarico che privilegia la fluidità di erogazione e definisce un sound molto personale. Tutto questo con un occhio all'efficienza, visto che il consumo medio è di 20 km/l e l'autonomia di 400 km in virtù del serbatoio da 20 litri. Il cambio a 6 rapporti può essere tradizionale oppure doppia frizione DCT, una tecnologia su cui Honda investe da tempo e che finora è stata scelta da oltre 200.000 motociclisti. Le sospensioni hanno un'escursione di 150 mm: sia la forcella Showa SFF-BP che l'ammortizzatore posteriore sono regolabili nel precarico (al posteriore con il pomello esterno). Continua su La Stampa

lunedì 25 ottobre 2021

Auto dei film, quanto costerebbero se fossero davvero in vendita


Quanto costerebbero le auto dei film se fossero davvero in vendita? È una domanda molto curiosa a cui è quasi impossibile rispondere. Innanzitutto perché alcune semplicemente non esistono, ma sono frutto della fantasia di qualche disegnatore. Altre, invece, sono state costruite partendo quasi da zero per le esigenze funzionali al film. Altre ancora sono state modificate in maniera profonda e sono praticamente degli esemplari unici. In questi ultimi due casi, poi, interviene il discorso delle aste, nel senso che molto spesso i veicoli di scena vengono venduti anni dopo la realizzazione degli show oppure dei film. In questi casi capita che queste vetture raggiungano cifre da capogiro come per esempio accaduto con la Lotus Esprit S1 bianca del 1977 di La spia che mi amava, nota come Wet Nellie. Elon Musk l'ha acquistata per 616.000 sterline (839.000 dollari) all'asta di RM Sotheby's nel 2013 a Londra, pagandola quasi il 5.000% in più rispetto al valore medio di mercato. In quell'occasione il boss di Tesla aveva dichiarato di essere un accanito fan di 007 e di sognare di poter ripetere la scena del «tuffo» in acqua con la Lotus. No, la domanda su quanto costerebbero le auto dei film se fossero vendute nella vita reale si riferisce proprio a uno scenario ipotetico, in cui chiunque si potesse recare in una concessionaria e acquistare esattamente la stessa auto. Il portale Uswitch.com ha provato a dare una risposta. Continua su GQ

domenica 24 ottobre 2021

Ducati raccoglie la sfida dell'elettrico, dal 2023 sarà fornitore unico della MotoE

Con una mossa a sorpresa Ducati ha annunciato il suo ingresso nel mondo dell'elettrico e in particolare nella MotoE, di cui sarà fornitore unico a partire dal 2023, prendendo di fatto il posto di Energica. L'azienda modenese ha fornito le motociclette a zero emissioni fin dalla nascita del campionato riservato alle due ruote elettriche, nel 2019. Nel 2022 ci saranno ancora le Energica Ego Corsa - più leggere e personalizzabili rispetto al passato - sulla griglia di partenza e il numero delle gare salirà a quattordici. Tornando alla Ducati e alla sua nuova impresa, l'accordo siglato con Dorna Sports (organizzatore e promotore di MotoGP e Superbike) durerà al 2026 e coprirà quindi quattro edizioni della Coppa del Mondo MotoE. Si tratta di un passo storico per la Casa di Borgo Panigale che entrerà nel mondo dell’elettrico partendo dall’ambito più sportivo, quello della classe elettrica del Campionato del Mondo MotoGP. Continua su La Stampa

sabato 23 ottobre 2021

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio, una supercar travestita da SUV


Definire l'Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio un SUV sportivo non è esattamente appropriato. È meglio parlare di una supercar travestita da SUV e non tanto per i numeri delle sue prestazioni, tanto per le sensazioni che sa regalare alla guida. Ma andiamo con ordine: il cuore della Stelvio Q è il 2.9 V6 Bi-Turbo di derivazione Ferrari che, con i suoi 510 CV e 600 Nm di coppia la spinge fino a 283 km/h e da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi. Un tempo ragguardevole ottenuto anche grazie alle quattro ruote motrici e alla trasmissione è automatica a 8 rapporti con tempi di cambiata di soli 150 millisecondi. A proposito di tempi, nel 2017 l'Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio aveva fermato i cronometri del Nurburgring a 7 minuti, 51 secondi e 7 decimi. Un crono poi migliorato da altri SUV ad alte prestazioni che però costano almeno il doppio rispetto alla Stelvio Q che parte da 102.000 euro. Tornando alle sensazioni, basta salire a bordo e guidarla per qualche chilometro per capire di che pasta è fatta. Inizia tutto con lo sterzo che oltre a essere molto diretto, ha un feeling unico. Riesce a trasmettere così tante informazioni, che è come se le vostre mani si trovassero sugli splendidi cerchi da 19 pollici. Poi viene il telaio rigido che permette alle sospensioni attive di lavoro in modo assai preciso. Continua su GQ

venerdì 22 ottobre 2021

Auto e moto d'epoca di Padova, giornata inaugurale per l’edizione 2021


L'edizione 2021 di Auto e moto d'epoca di Padova apre i battenti e si conferma come il più grande evento europeo dedicato alle storiche. Il richiamo è fortissimo sia per gli appassionati che per i collezionisti e gli operatori del settore, tanto che ogni spazio fieristico è andato esaurito. I veicoli classici saranno protagonisti alla Fiera di Padova da oggi fino a domenica 24 ottobre, su uno spazio di 115.000 mq, suddivisi in undici padiglioni e con oltre milleseicento espositori. ci sono oltre cinquemila automobili, la presenza ufficiale di diversi brand e quattro mostre tematiche. Si parte con L'Italia che vince le corse, dedicata ai marchi italiani che hanno segnato la storia delle competizioni sia nel mondo dell’auto che nel mondo delle moto. È realizzata in partnership con il Mauto di Torino e con la Collezione Veloce Classic di Londra: tra le auto esposte ci sono la Lancia-Ferrari D50 che conquistò il mondiale 1956 con Juan Manuel Fangio e la Maserati mod. 26B del 1928, seconda vettura da corsa realizzata dai fratelli Maserati nelle officine di Bologna. Per le moto è presente la Gilera 500 4 cilindri GP del 1956 che di mondiali ne vinse ben sei tra il 1950 e il 1957. Nell'Asi Village dell’Automotoclub Storico Italiano c'è la mostra Universo Bertone: ad eccezione della Lamborghini Miura S del 1967, prodotta in serie, sono tutti modelli unici e concept-car, tra cui la Citroën Camargue del 1972, la Ferrari Rainbow del 1976, la Chevrolet Ramarro del 1984, la Bertone Bliz del 1992, l’Aston Martin Jet2 del 2004 e la Jaguar B99 del 2011. Continua su La Stampa

giovedì 21 ottobre 2021

Conor McGregor, le sue auto sono tutte appariscenti e molto costose


Le auto di Conor McGregor sono tutte abbastanza appariscenti e molto costose, ma del resto il lottatore irlandese non è certo famoso per le sue tendenze all'understatement. McGregor è una leggenda dell'MMA, categoria in cui ha avuta una lunga carriera partita dal basso e piena di successi, che in meno di dieci anni lo ha fatto diventare The Notorious e uno degli atleti più ricchi dello sporto mondiale, con un patrimonio stimato in circa 200 milioni di dollari. E pensare che fino al 2013 percepiva un sostegno economico da parte del governo irlandese. La sua bravura è stata anche quella nel gestirsi fuori dal ring e la sua vita privata ha uno stile e un livello di spesa che in pochi si possono permettere: ottimo fiuto per gli affari, un’immagine internazionale e l’abitudine a far parlare di sé per eventi di ogni tipo sportivi e non. Alla prima categoria appartiene l’incontro con Mayweather, il secondo evento più seguito nella storia delle pay-per-view che nonostante il ko gli ha fruttato 30 milioni di dollari solo come montepremi ufficiali. Alla seconda appartengono gli episodi aggressivi, di cui quello denunciato da Francesco Facchinetti è solo l'ultimo di una lunga lista. Poco più di due mesi fa, a settembre, durante gli MTV Video Music Awards 2021 al Barclays Center di Brooklyn, McGregor ha tentato di aggredire il rapper Machine Gun Kelly, in seguito ad un presunto rifiuto da parte di quest'ultimo di fare una foto con lui. Ad ogni modo, socialità difficile a parte, le auto di Conor McGregor rispecchiano questo suo carattere molto focoso. Continua su GQ

mercoledì 20 ottobre 2021

Honda HR-V e:HEV, la prova de Il Fatto.it – L’ibrida “alternativa” è anche alla moda


Con la nuova HR-V e:HEV Honda tenta l’assalto al mercato dei B-suv, ovvero quello attualmente più frizzante sia in Europa che in Italia. Un segmento dove la concorrenza è ampia e variegata, con una ulteriore divisione tra i veicoli più piccoli ed economici (lunghezza tra i 4,10 e i 4,25 metri, prezzi da 18.000 a 25.000 euro) e quelli più grandi e costosi (lunghezza tra i 4,25 e i 4,40 metri, prezzi da 25.000 a 35.000 euro). Con 4,34 metri e un prezzo di attacco di 30.900 euro, la Honda si colloca nel secondo gruppo; un mare magnum dove navigano tutti i costruttori, ognuno con i propri punti di forza. Quelli della HR-V e:HEV sono tanti, sebbene la sigla che contraddistingue il suo sistema ibrido sia tanto facile da dimenticare quanto impossibile da pronunciare. Un powertrain lanciato nel 2018 con la CR-V e poi evoluto sulla di Jazz in una variante meno potente. Con quest’ultima la HR-V condivide sia la base tecnica – la Global Small Platform – sia la tecnologia ibrida, che però in questo caso ha guadagnato un po’ di potenza. Continua su Il Fatto Quotidiano

martedì 19 ottobre 2021

Alberto Bombassei, fondatore e presidente di Brembo, vince il Premio Barsanti e Matteucci


Alberto Bombassei, fondatore e presidente di Brembo, ha vinto il ventesimo Premio Internazionale Barsanti e Matteucci dedicato agli inventori del motore a scoppio. Questa del 2021 è stata un'edizione dal sapore particolare, sia per il ritorno dopo un anno di stop causato dalla pandemia, sia perché proprio in questi giori ricorre il bicentenario della nascita del padre scopolio. Padre Eugenio Barsanti, nacque a Pietrasanta il 21 ottobre del 1821 e insieme all’ingegnere Felice Matteucci inventò nel 1854 il motore a combustione interna. Il premio, promosso dal Comune di Pietrasanta e dal Rotary Club Viareggio Versilia con il patrocinio dell’Università di Pisa, della Regione Toscana e della Provincia di Lucca, è stato consegnato durante la tradizionale cerimonia che si è tenuta nel Chiostro di S. Agostino. Il sindaco, Alberto Stefano Giovannetti ha consegnato il premio in bronzo realizzato dalla Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro, alla presenza del Governatore della Regione Toscana, Eugenio Giani e di altri rappresentanti delle istituzioni. «Questo Premio - ha spiegato Stefano Iacoponi, coordinatore del comitato scientifico e primo vincitore nel Premio nel 2000 come Presidente del Centro Ricerche Fiat - è un riconoscimento che va alla capacità di Brembo di portare ai massimi livelli il saper fare italiano, un’eccellenza che unisce creatività, design e tecnologica e che gli permette di realizzare prodotti non solo di grande qualità ma anche di gusto estetico e amore per la bellezza. Il freno è un oggetto di design distintivo ed anticipatore delle evoluzioni tecnologiche del settore». Continua su La Stampa

lunedì 18 ottobre 2021

Carlos Sainz: «Correre per la Ferrari è un sogno e voglio vincere il Mondiale»


Carlos Sainz non è solo uno dei due piloti della scuderia Ferrari di Formula 1, ma è anche un ragazzo di 27 anni che ama vivere le sue passioni fuori dai circuiti. Lo abbiamo incontrato e abbiamo fatto una chiacchierata con lui, parlando non solo di F1 ma anche di vita quotidiana, di stile e di tempo libero. Un'intervista che abbiamo realizzato prima dell'ultima gara in Turchia, dove Carlos Sainz è stato grande protagonista: partito dall’ultima fila, sorpasso dopo sorpasso lo spagnolo si è issato fino alla zona punti già dopo 13 giri. Poi, un problema al pit stop (al giro 36) lo ha fatto ritornare in pista alle spalle di Esteban Ocon, già superato in precedenza, che invece aveva mantenuto le intermedie montate alla partenza. In quelle condizioni, la gomma usata dava un vantaggio quindi non era facile superare, ma quando Sainz è riuscito a farlo, ha mostrato un passo velocissimo che lo ha riportato quasi a ridosso di Norris. Che la prova di Carlos sia stata maiuscola lo hanno riconosciuto anche i fans, che lo hanno votato Driver of the Day. Continua su GQ

domenica 17 ottobre 2021

Transformers, tra le auto del nuovo film c'è anche una Porsche


Il nuovo film dei Transformers sta per arrivare e le sue auto, o meglio gli Autobot, si annunciano più in forma che mai. La settima (sesta se si considera Bumblebee come uno spin-off) pellicola della saga iniziata nel 2007 si intitola Transformers - Il risveglio e arriverà nelle sale cinematografiche americane nel giugno del 2022 e poco dopo anche in quelle italiane. Bisogna dunque aspettare ancora qualche mese prima di poter vedere il nuovo film dei Transformers nei cinema. Ma nel frattempo il regista del film, Steven Caple Jr. (già molto apprezzato per Creed II con Michael B. Jordan), ha pubblicato un interessante anticipazione sul suo profilo Instagram, ovvero una foto che lo ritrae con le auto principali che vedremo sul maxi-schermo. Ovviamente la parte del leone la fanno il camion, ovvero Optimus Prime, e la Chevrolet Camaro, alias Bumblebee, ma ci sono anche una Porsche 911 serie 964, un furgone Volkswagen T1 e una Ducati 916. Nella stessa immagina compaiono anche alcuni Decepticon: una Nissan Skyline GT-R R33, un carroattrezzi GMC Topkick e un semirimorchio nero Mack. Ovviamente non saranno gli unici mezzi a comparire in Transformers: Rise of the Beasts - questo è il titolo originale - ma intanto sappiamo già qualcosa su chi avrà il ruolo principale e ha spiegarlo è stato proprio Steven Caple Jr. Continua su GQ

sabato 16 ottobre 2021

Mercedes-Benz e Virgil Abloh disegnano la Maybach del futuro


Mercedes-Benz e Virgil Abloh tornano a collaborare dopo il progetto dello scorso anno, che ha avuto come protagonista la Classe G, leggendaria fuoristrada della casa tedesca. La nuova collaborazione prende il nome di Project Maybach e coinvolgerà l'omonimo marchio di lusso tedesco, definendo nuovi standard nella creatività collaborativa e nel connubio tra i settori automotive, moda e design. L'eclettico artista, architetto, direttore creativo e stilista lavorerà insieme al responsabile del design Mercedes Gorden Wagener, alla realizzazione di una show car elettrica che sarà svelata il 1° dicembre 2021 nella cornice della fiera Art Basel Miami Beach. Questa concept car avrà la peculiarità di essere completamente svincolata da progetti esistenti o da specifiche di produzione. Il suo design, dunque, sarà frutto solamente della creatività. Il Project Maybach firmato Mercedes-Benz e Virgil Abloh coincide con il centenario del debutto della prima Maybach W 3, con la quale Karl Maybach e suo padre Wilhelm ambivano a presentare il best of the best, facendo di Mercedes-Maybach uno dei marchi automobilistici più straordinari ed esclusivi di sempre. Continua su GQ

venerdì 15 ottobre 2021

Corvette Stingray, la prova - assumere regolarmente almeno una volta al giorno


Il grande protagonista della nuova Corvette Stingray è senza dubbio il motore e lo è per due motivi: innanzitutto si trova in una posizione dove non era mai stato prima, in secondo luogo ha un carattere unico ed entusiasmante, con un ruggito che ti abbraccia da dietro le spalle e ti scalda il cuore. Il posizionamento posteriore centrale e le 2 valvole per cilindro sono una combinazione che appartiene a poche vetture, tutte del passato remoto e con natali europei. L'unica americana ad avere un motore del genere con questa disposizione era la leggendaria Ford GT 40. Questo layout, dunque, è una vera rarità per una sportiva made in USA e del resto le precedenti sette generazioni della Vette hanno sempre utilizzato quello classico. La ragione di questo radicale cambiamento fu spiegata dal Presidente di General Motors Mark Reuss, il giorno del debutto dell'ottava "Per quanto la Corvette a motore anteriore fosse fantastica era arrivata al limite dello sviluppo. Per competere con le supercar europee l'unico modo era spostare il motore". Continua su La Stampa

giovedì 14 ottobre 2021

Le auto dei film di James Bond vengono vendute al 1000% in più


Le auto dei film di James Bond aumentano clamorosamente di valore e quando vengono vendute costano almeno 100 volte di più. Come si spiega questa dinamica? Andiamo con ordine. Attualmente 007 è in tutte le sale cinematografiche italiane con No Time to Die, ovvero il venticinquesimo film di quella che è a tutti gli effetti la saga più famosa di sempre. Nelle numerose scene di azione si vedono modelli diversi, partendo dalla leggendaria e immancabile Aston Martin DB5. Ma nel lungometraggio diretto da Cary Fukunaga compaiono anche una Maserati Quattroporte, una Land Rover Defender e una Toyota Land Cruiser, auto che valgono rispettivamente circa 100.000, 50.000 e 60.000 dollari. Tuttavia, quando verranno messe in vendita oppure all'asta, probabilmente costeranno molto di più, perché le auto dei film di James Bond salgono inesorabilmente di valore, almeno secondo una ricerca degli analisti di Hagerty. Secondo costoro, aver avuto un ruolo in uno degli 007 aumenta il valore della vettura in questione di almeno il 1.000% rispetto alla media degli stessi modelli «non scritturati». Inoltre, per alcune auto particolari questo valore ha superato anche il 5.000%. Continua su GQ

mercoledì 13 ottobre 2021

Maserati Mexico, la coupé granturismo del Tridente compie 55 anni


La Maserati Mexico è una di quelle auto la cui storia si perde tra realtà e leggenda, con una trama ricca di personaggi famosi, gare motoristiche e viaggi intercontinentali. Dopo la 5000GT e la Quattroporte, la Mexico rappresenta la terza vettura di serie del Tridente spinta dalla versione stradale del motore V8 con doppio albero a camme in testa progettato per le competizioni della 450 sport. Con la limousine di rappresentanza condivideva l'idea costruttiva generale, sebbene il primo prototipo della Mexico fosse in realtà derivato da una 5000GT danneggiata e fosse pertanto alimentato da un motore da 4,9 litri. Ma la genesi di questa vettura è molto interessante, iniziando dal fatto che al contrario delle altre coupé a quattro posti modenesi non portava il nome di un circuito da corsa. Ed è proprio sulla genesi del nome che si raccontano svariate storie. Continua su La Stampa

martedì 12 ottobre 2021

Con Mazda MX-5 riscopri la purezza della guida


La Mazda MX-5 nasce intorno a una ricetta semplice ma efficace: motore anteriore, trazione posteriore, meno di quattro metri di lunghezza, due posti secchi e niente tetto. Un mix vincente e invariato dal 1989, anno del debutto e da cui è stata prodotta in oltre un milione e centomila esemplari. Un successo limpido, che ha creato comunità di appassionati in tutto il mondo, una generazione di MX-5 dopo l'altra, fino ad arrivare alla attuale, la numero quattro. Ormai è sul mercato dal 2015 ma non è invecchiata di un giorno, perché i suoi concetti fondanti sono rimasti gli stessi e sono frutto della filosofia progettuale che i giapponesi definiscono ancora oggi «Jinba Ittai». Si basa su quattro pilastri: tutti i componenti devono combinarsi per offrire la massima forma di comunicazione tra la vettura e il suo conducente; la creazione di un posto guida deve fare appello ai cinque sensi, focalizzandosi sul conducente; il piacere del pilota deve essere l'obiettivo principale, ancor prima delle prestazioni elevate; la vettura deve dare risposte rapide e dirette per un controllo perfetto. Dalla teoria alla pratica, guidare la Mazda MX-5 è sempre un piacere, sia con il piccolo motore 1.5 da 132 CV affamato di giri che con il 2.0 che nell'ultima evoluzione ha raggiunto i 184 CV, che bastano a far scattare la piccola spider giapponese da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi e a spingerla fino a 219 km/h. Basta affrontare un paio di curve per capire tutto, avere una rivelazione, una specie di «pillola azzurra o pillola rossa». Continua su GQ

lunedì 11 ottobre 2021

Testarossa by Officine Fioravanti, il restomod ispirato agli anni Ottanta


Quella dei restomod è una tendenza dilagante degli ultimi anni. Il concetto del restauro non conservativo, bensì migliorativo delle prestazioni ma salvaguardando l'originalità del progetto, fa sempre più breccia tra gli appassionati. L'unico limite è che solitamente bisogna essere facoltosi e la Testarossa sviluppata da Officine Fioravanti non fa eccezione, visto che il suo prezzo di listino partirà da poco meno di mezzo milione di euro, al netto delle personalizzazioni. Questo perché le Officine Fioravanti si propongono di soddisfare qualsiasi desiderio da parte del cliente, sempre che non voglia “arrogarsi il diritto di cambiar radicalmente aspetto esteriore e stravolgere le peculiarità tecniche originarie” della vettura donatrice. Osservando le immagini della bianca Testarossa si capisce subito che non è questo il caso. L'estetica è quella iconica della supercar dalle forme squadrate simbolo degli anni Ottanta. Le Officine Fioravanti hanno lavorato su una versione della prima serie della Ferrari Testarossa, quella presentata al Salone di Parigi nel 1984 con lo specchietto singolo e i cerchi monodado. Così la purezza delle linee create da Pininfarina è stata salvaguardata e rinfrescata in alcuni piccoli dettagli, mentre per quanto riguarda il piacere di guida è stata utilizzata la tecnologia più avanzata oggi disponibile sul mercato. La parola d'ordine, in ogni caso, è una sola: analogico. E, sempre a proposito di coerenza, siccome negli anni Ottanta la fibra di carbonio non si era ancora diffusa, a bordo non ce n'è traccia. Il reparto sospensioni, invece, è stato notevolmente affinato: gli ammortizzatori Ohlins regolabili elettronicamente sono stati sviluppati su misura e all'anteriore includono il sollevatore per alzare il muso della Testarossa di 7 cm. Continua su La Stampa

domenica 10 ottobre 2021

Auto e moto d'epoca Padova, l'anteprima dei modelli più preziosi


Auto e moto d'epoca Padova si prepara all'edizione 2021, in programma dal 21 al 24 ottobre negli spazi espositivi della Fiera di Padova. Sono previste grandi novità dislocate su ben 115.000 mq, con la prestigiosa area mercato, le mostre e le grandi Case automobilistiche da tutto il mondo. Inoltre, l'edizione 2021 del salone di Padova sarà l'unica grande fiera europea del settore e l’attenzione è altissima. «Il settore del classic continua a dimostrare grande energia, gli appassionati di tutte le età crescono e si respira una grande voglia di partecipazione. Dealer e commercianti hanno risposto con entusiasmo e gli spazi espositivi sono andati a ruba. Arriveranno qui collezionisti e amanti dei motori da tutto il mondo e noi siamo pronti ad accoglierli con molte novità», racconta Mario Carlo Baccaglini, da più di trent’anni organizzatore di Auto e moto d’epoca Padova. Un focus speciale sarà dedicato al motorsport d’epoca e alle auto da competizione che vantano sempre più appassionati: ci saranno le barchette e i «siluri» che correvano prima della guerra, le monoposto di Formula 1, i bolidi del mondiale Turismo e le protagoniste dei grandi rally degli anni Sessanta e Settanta. Un altro focus di sicuro interesse è dedicato alle «altre» classiche: parliamo dei nuovi  artigiani dell’auto e di Restomod, una delle ultime tendenze in fatto di restauri  «creativi», contaminati dalle tecnologie moderne ma mantenendo la continuità con il  passato del veicolo storico. Il fascino delle auto classiche quindi, rendendole attuali e,  perché no, più divertenti. Un filone in rapida ascesa nel mondo dei motori e che oggi si riconosce in una corrente di pensiero consolidata, grazie anche a rinomati collezionisti  privati e all’interesse di qualche casa automobilistica. Continua su GQ

sabato 9 ottobre 2021

MV Agusta Nürburgring, solo 150 esemplari con cerchi in carbonio e kit racing


Se nel mondo delle quattro ruote il circuito del Nürburgring rappresenta una specie di Olimpo delle prestazioni, che sia gli appassionati che le Case auto possono provare a scalare, in quello delle due ruote la sua fama è meno assoluta, già solo per la sua conformazione poco adatta (oltre che piuttosto pericolosa) per le motociclette. Ciononostante rimane uno dei tracciati più famosi del mondo e MV Agusta ha scelto di omaggiarlo con una nuova versione della Brutale che ne riprende il nome. Se state già pensando a un eventuale record rimarrete delusi, perché le regole che governano il motociclismo sono diverse da quelle dell'automobilismo e non è costume tentare sfide ufficiali contro il cronometro, men che mai all'Inferno Verde. La MV Agusta Nürburgring, dunque, è legata solo platonicamente alla pista tedesca e del resto la stessa Casa italiana parla di un “graffio della passione che spazza via la logica”. Continua su La Stampa

venerdì 8 ottobre 2021

Zlatan Ibrahimovic è un accumulatore seriale di Ferrari


Zlatan Ibrahimovic ci ha preso gusto e si è comprato un'altra Ferrari, in particolare una incredibile SF90 Spider da 1.000 CV. Solo due anni fa, infatti, il centravanti del Milan aveva aggiunto alla collezione di auto del suo garage una particolarissima Ferrari Monza SP2. E si tratta di due anni precisi perché la barchetta del Cavallino Rampante era stato un regalo per i suoi 38 anni, mentre la SF90 Spider è arrivata esattamente per i 40 anni. Se Ibra mantenesse questa cadenza di acquisto, diventerebbe in breve tempo uno dei maggiori collezionisti di auto di Maranello dell'interno pianeta. Solo il tempo potrà dirlo, ma intanto il campione svedese ha voluto onorare nel migliore dei modi quel vecchio detto che recita «La vita inizia a 40 anni». Proverbi a parte, la nuova Ferrari è stata pubblicata sull'account Instagram di Zlatan Ibrahimovic, che ha scelto lo stesso colore oro opaco con cui è stata presentata la SF90 Spider, che insieme alla versione con il tetto fisso è la prima ibrida-plug in uscita dai cancelli di Via Abetone Inferiore 4. Continua su GQ

giovedì 7 ottobre 2021

Mini Big Love Days, a Varano De' Melegari il raduno-evento dedicato alle Mini


Con il ritorno degli eventi in presenza anche il variegato mondo dell'auto è tornato a organizzare raduni di ogni tipo, come i Mini Big Love Days. Un evento gratuito dedicato alla piccola anglo-tedesca organizzato lo scorso weekend all'autodromo di Varano De' Melegari, in provincia di Parma. Per partecipare era sufficiente registrarsi sul sito dedicato e poi un'altra volta in loco per partecipare al concerto del sabato sera - presentato da Radio 105 - in cui si sono susseguiti Lo Stato Sociale, i Sottotono, Fasma e Nyv, spaziando tra tre generi musicali, dall’hip hop al pop, fino all’indie. Purtroppo il meteo non ha dato una grossa meno e, complici il primo freddo e qualche temporale, non è stata raggiunta la capienza massima (dettata dalle norme Covid-19) di 2.500 persone. Poco male, perché i presenti hanno potuto vivere un fine-settimana molto interessante. Continua su GQ

mercoledì 6 ottobre 2021

Ducati Multistrada V2, la "entry level" delle tourer resta fedele al desmo


Ducati presenta la Multistrada V2, ovvero un consistente aggiornamento della precedente 950. Come quest'ultima mantiene le due versioni, normale e "S", continuando a puntare sul bicilindrico da 937 cc con distribuzione desmodrodmica (al contrario dell'ammiraglia V4 che vi ha rinunciato). Per Borgo Panigale la Multistrada V2 rappresenta la porta d’accesso alla gamma tourer, grazie anche alla inedita versione da 35 kW per chi ha la patente A2 (che costa 1.000 euro in meno). Così i focus principali del progetto sono stati: ergonomia, riduzione del peso, aggiornamenti al motore e una serie di upgrade elettronici, mentre il design è praticamente invariato. Lo stile è contraddistinto da linee fluide, superfici pulite e dal bilanciamento tra l’importante volume anteriore e la leggerezza del posteriore, con una nuova grafica che riporta il nome della moto su entrambi i lati. Continua su La Stampa

martedì 5 ottobre 2021

La Aston Martin di James Bond è troppo per Vettel e Stroll


La Aston Martin di James Bond è troppo per Sebastian Vettel e Lance Stroll. I due piloti di Formula 1 hanno provato a replicare alcune manovre del prossimo film di 007, No Time To Die, raccogliendo risultati piuttosto magri. Ma andiamo con ordine. In occasione dell'arrivo al cinema del venticinquesimo capitolo della saga di James Bond, Aston Martin ha organizzato un'insolita attività in pista coinvolgendo Lance Stroll e Sebastian Vettel, prima del loro impegno nel Gran Premio di Sochi, dove si sono piazzati rispettivamente all'undicesimo e al dodicesimo posto. Tuttavia, prima di scendere in pista con le loro F1, i due piloti si sono messi al volante di una delle Aston Martin di James Bond, in particolare una DB5, usate nelle riprese del film, come si evince dal roll-bar di sicurezza posto all'interno dell'abitacolo. L'auto è stata consegnata direttamente in autodromo da un camion della DHL con impressi i loghi di 007, dopodiché i due compagni di scuderia l'hanno scoperta da sotto il telone protettivo. Dopo qualche convenevole e dopo aver posato davanti alle altre tre Aston Martin che compaiono nel film - una storica V8 Vantage e due modernissime DBS Superleggera e Valhalla - hanno fatto la sconoscenza di Mark Higgins, ovvero lo stunt-man che ha girato tutte le scene di guida più spettacolari di No Time To Die. Continua su GQ

lunedì 4 ottobre 2021

Roger Federer resta sempre fedele allo stesso brand di auto, con un'eccezione


Le auto di Roger Federer appartengono quasi tutte allo stesso brand, che è sponsor del campione elvetico da molti anni. Proprio in occasione della Laver Cup che si è tenuta nei giorni scorsi a Boston e che la squadra dei tennisti europei ha vinto contro quella del resto del mondo, Federer si è fatto fotografare vicino alla nuova Mercedes EQS 100% elettrica. Roger ha fondato la Laver Cup nel 2017: si tratta sostanzialmente di un grande show, visto che pur facendo parte del circuito ATP dal 2019 non assegna punti per la classifica. Alla Laver Cup, entrambe le squadre gareggiano con sei giocatori. Quattro partite vengono giocate in ognuna delle tre giornate del torneo: tre singolari e un doppio. La squadra vincitrice ottiene punti per ogni partita: una il venerdì, due il sabato e tre la domenica. Per vincere la coppa è necessario un minimo di 13 punti, quindi la squadra vincente può essere decisa solo domenica. Quest'anno l'otto volte campione a Wimbledon non ha giocato a causa dell'infortunio che lo tiene lontano dai campi già da diversi mesi, ma ha dichiarato che il prossimo anno a Londra vuole assolutamente giocare. Intanto, per questa edizione, nella sua squadra c'era anche il nostro Matteo Berrettini. «È fenomenale quello che è successo dal primo evento nel 2017: lo spirito di squadra, i tifosi e soprattutto la grande atmosfera fanno della Laver Cup uno dei miei momenti salienti nel calendario dei tornei», ha dichiarato l'asso di Basilea. Tornando invece alle quattro ruote, ecco le auto di Roger Federer. Continua su GQ

domenica 3 ottobre 2021

Porsche 911 Carrera 4 GTS, la prova: alla ricerca dell’equilibrio perfetto


Una delle tante abilità che Porsche mostra nel gestire la gamma della sua auto più famosa - non la più venduta ormai da molti anni a causa dell'avanzata dei SUV - è quella di portare sul mercato le diverse declinazioni della 911 con un tempismo perfetto. Considerato che le combinazioni di motore, trazione e carrozzeria portano a più di venti le 911 disponibili, è quasi incredibile come ognuna sia differenziata e differente dall'altra, ma anche come i modelli precedenti mantengano il loro valore, giacché gli aggiornamenti ai nuovi non sono mai eccessivi. È una specie di lenta ma costante evoluzione continua, dove la prossima sportiva Porsche è migliore della precedente, ma non troppo, e in grado di accontentare ancora più clienti, anche nelle sfumature. Così eccoci a provare la nuova gamma GTS, che arriva a due anni e mezzo dal lancio dell'ultima generazione (992) ed è disponibile in cinque varianti: coupé e cabriolet sia a trazione posteriore che integrale, Targa solo a quattro ruote motrici. Continua su La Stampa

sabato 2 ottobre 2021

Promozioni auto ottobre 2021, le offerte più interessanti


Le promozioni auto di ottobre 2021 sono caratterizzate dal ritorno degli incentivi statali, anche se attualmente sono disponibili solo per alcune tipologie di alimentazione e motorizzazione, ma non per altre. Il consiglio in questi casi è di avere un filo diretto con la concessionaria di riferimento, per essere pronti a prendere decisioni e agire rapidamente, visto che come abbiamo osservato negli ultimi mesi, gli incentivi finiscono in fretta. Ad ogni modo, con l'inizio dell'autunno il mercato dell'auto si prepara ad affrontare il gran finale degli ultimi mesi dell'anno. Per questo le offerte sono interessanti, nonostante non raggiungano i picchi degli scorsi mesi; questo accade perché le concessionarie attendono la fine dell'anno per lanciare le campagne più aggressive, quando devono massimizzare i numeri dei nuovi modelli venduti per raggiungere gli obiettivi e avere poi maggiori vantaggi il prossimo anno. Ecco dunque le promozioni auto di ottobre 2021 più interessanti. Ci sono molte offerte vantaggiose su auto di tipologia e categoria differente. Vediamo quali. Continua su GQ

venerdì 1 ottobre 2021

Opel Grandland, la prova: cambia faccia ma è sempre lei


Dopo quattro anni dal debutto sul mercato la Opel Grandland si aggiorna con interventi piuttosto sostanziosi. Il primo è evidente già nel nome che ha perso la X finale, seguendo l'esempio degli altri crossover della gamma di Russelsheim, cioè la Crossland e la Mokka. Con le sorelle più compatte ora ha in comune anche il Vizor, ovvero la nuova calandra orizzontale e scura ispirata a quella della Manta degli anni Settanta. In questo modo lo stile della parte anteriore cambia molto, mentre quello del posteriore è praticamente invariato creando una leggera disomogeneità tra le due zone dell'auto. Nella vista laterale, invece, spiccano le modanature laterali e i codolini sui passaruota nello stesso colore della carrozzeria.Le altre novità della nuova Grandland sono soprattutto tecnologiche, iniziando dall'abitacolo dove la parte superiore della plancia è stata radicalmente modificata nel design. Ora i due display da 12 (strumentazione) e 10 (infotainment) pollici sono riuniti in un'unica grande cornice. Continua su La Stampa