sabato 21 luglio 2018

Alfa Romeo 155, l’incompresa che vinceva le corse

Se parlate di lei con un vero alfista preparatevi a non ricevere commenti entusiastici, perché Alfa Romeo 155 porta con sé il peccato originale di sostituire la gloriosa 75, abbandonando la storica trazione posteriore con schema transaxle e, come se non bastasse, utilizzando anche lo stesso pianale della Tipo e di molti altri modelli coevi del Gruppo Fiat. In sintesi, Alfa Romeo 155 aveva perso tutte le peculiarità tecniche della Alfa Romeo, portando con sé dall’esperienza precedente solo il motore Twin Spark. Continua su Autoappassionati

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venerdì 20 luglio 2018

Mazda MX-5, stile e prestazioni senza compromessi

Quando un’auto ha la storia della Mazda MX-5, nulla le è precluso. Quasi trent’anni di carriera e oltre un milione di esemplari venduti ne fanno la spider più popolare di sempre. Un record impareggiabile che pone la due posti giapponese nell’Olimpo automobilistico accanto alle inaccessibili supercar. La MX-5, invece, sa regalare emozioni a tutti grazie al suo carattere ma anche grazie alla passione per la qualità, per il design e per la cura dei dettagli. Caratteristiche che accomunano il suo spirito a quello di una Maison di moda come Pollini e che hanno portato alla realizzazione di una versione unica nel suo genere. E’ la serie speciale la MX-5 Limited Edition In Partnership With Pollini Heritage spinta dal motore 1.5 da 131 CV, che è disponibile in tre esemplari e tre diversi colori di carrozzeria con accessori esclusivi e un kit di borsoni e sneaker firmati Pollini Heritage. Ma la MX-5 vuol dire anche prestazioni da godere a cielo aperto e la versione con il propulsore da 2,0 L è perfetta per questo scopo. Continua su GQ

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giovedì 19 luglio 2018

Michelin Track Connect, in pista con Porsche 911 GTS e GT3

Dopo avervi raccontato che cosa è e soprattutto come funziona il sistema Michelin Track Connect nella teoria è ora di passare alla pratica e dunque di scendere in pista. Davanti a me c'è un'interessatissimo gruppetto di Porsche, quasi tutte gommate con le Michelin Pilot Sport Cup 2 in versione Connect, cioè dotate del sensore brevettato che si interfaccia con il ricevitore Bluetooth nell'abitacolo e da lì con lo smartphone del pilota attraverso una app pensata specificamente per l'utilizzo amatoriale in pista, quello tipico dei track day. L'idea è quella di permettere al pneumatico di dialogare con il guidatore per informarlo sulla temperatura e sulla pressione di ogni singola gomma in tempo reale e per suggerirgli gli aggiustamenti volti a ottenere il miglior comportamento dell'auto in pista. Eccomi dunque pronto ad avviare i boxer, rigorosamente con la mano sinistra e a fare qualche giro con: 718 Cayman GTS, 911 GTS Carrera 2 e Carrera 4, 911 GT3. Continua su Motor1

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mercoledì 18 luglio 2018

Shell, che cos'è la tecnologia Gas To Liquids

Nella ultra-centenaria storia della Shell - fondata nel 1907 - l'innovazione tecnologica è sempre stata una priorità e il livello attuale di investimenti in ricerca e sviluppo, pari a 1 miliardo di dollari all'anno, è lì a dimostrarlo. Una spesa che è la somma delle azioni di oltre 45.000 tecnici e ingegneri, dislocati nei centri Shell Global Solutions di tutto il mondo. L’approccio Shell alla tecnologia si basa su tre pilastri: innovazione, applicazione delle tecnologie ai prodotti e partnership con aziende leader, grazie a cui può aumentare le proprie competenze, facendo tesoro anche dell'impegno in pista: con Ferrari nella Formula 1, con Ducati nella MotoGP, con Hyundai nel WRC e con BMW nel DTM. Guardando un po' indietro, si scopre che le prime ricerche nel settore della lubrificazione risalgono al 1940, mentre negli anni Sessanta, Shell è stata la prima a lanciare sul mercato gli oli motore “multigrado” per l’utilizzo su tutte le tipologie di veicoli e in qualsiasi stagione. Continua su Motor1

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martedì 17 luglio 2018

Cristiano Ronaldo, tutte le auto del suo garage da sogno

È finalmente arrivato il grande giorno di Cristiano Ronaldo in Serie A. Una nuova sfida per il campione portoghese che a 33 anni, dopo cinque Palloni d’oro e altrettante Champions League vinte con il Manchester United e il Real Madrid, vuole ripetersi in quello che una volta era definito come il campionato più bello del mondo. Ma CR7 ha anche altre passioni – una su tutte le automobili – e in attesa di osservare le sue gesta in campo ecco una bella carrellata di tutte le sue auto. Continua su GQ

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lunedì 16 luglio 2018

Honda Super Cub C125, arriva anche in Italia il veicolo a motore più venduto della storia

Di tutti i mezzi che hanno fatto la storia della motorizzazione di massa, dalla Ford T al Volkswagen Maggiolino passando la Fiat 500, ce n’è uno che molto spesso non viene preso in considerazione, ma si tratta a tutti gli effetti del veicolo a motore più venduto del mondo. Stiamo parlando dell’Honda Super Cub, un “moped” nato originariamente nel 1958 - in occasione del 10°anniversario di Honda - con motore 4 tempi 50 cc e venduto quasi in tutto il mondo (160 Paesi) in oltre 100 milioni di esemplari. Continua su La Stampa

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sabato 14 luglio 2018

Michelin Track Connect, l'app per gestire le gomme nei track day

Se avete la fortuna di possedere un'auto sportiva con la “S” maiuscola, tipo con qualche quadrupede di quelli giusti sul cofano, e se avete anche l'ardire di portarla in pista, allora il dispositivo di cui sto per parlare fa sicuramente al caso vostro. Si chiama Michelin Track Connect ed è una app pensata specificamente per l'utilizzo amatoriale in pista, quello tipico dei track day. Funziona con una versione particolare dei Pilot Sport Cup 2, denominata anch'essa Connect e dotata di un sensore sotto il battistrada. Ma prima di entrare nei dettagli è interessante sottolineare come lo sviluppo di questo sistema sia partito dalle esigenze e dall'esperienza degli utenti e non dai freddi calcoli di un reparto marketing. Il lavoro di co-sviluppo con i piloti amatoriali, infatti, è durato un anno e mezzo, ma ancora prima che iniziasse Michelin aveva indagato tra gli appassionati e i soci dei club per capire quali aspetti relativi al veicolo e alla guida ritenessero perfettibili per migliorare l'esperienza della guida sportiva. Continua su Motor1

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venerdì 13 luglio 2018

Porsche, 70 anni di auto da sogno

Settanta anni fa l’Europa tentava di riprendersi dagli anni bui della guerra e le fabbriche ricominciavano con fatica a produrre automobili. C’era da motorizzare un continente intero con modelli convenienti, robusti e affidabili, ma c’erano anche clienti più facoltosi che volevano vetture sportive. Fu così che un certo Ferdinand Porsche, dopo avere inventato la Volkswagen – all’inizio nome e marca coincidevano, fu solo nel 1963 che diventò Maggiolino – si mise a studiarne una derivazione sportiva. I progetti si trasformarono in realtà nel giugno 1948, quando in Carinzia (Austria) fu targata la prima Porsche con la numerazione K 45.268. Era l’antesignana di quella che sarebbe diventata la 356, aveva la carrozzeria barchetta con il motore boxer montato in posizione posteriore a sbalzo, da soli 1,1 litri e 40 CV. Tuttavia, il peso non raggiungeva nemmeno i 600 kg e la potenza ridotta era sufficiente per raggiungere i 140 km/h. Continua su Boggi

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giovedì 12 luglio 2018

Shell Helix Ultra 0W, ovvero “Sua Scorrevolezza”

Alzi la mano chi si è mai preoccupato di scegliere con attenzione l'olio per la propria auto. Ci sarà sicuramente qualcuno che avrà disteso il braccio dietro al PC e che conosce tutto sui lubrificanti ma siamo sicuri che si tratta di una piccola minoranza. La maggior parte degli automobilisti si affida alle scelte o ai consigli del meccanico di fiducia o al massimo approfitta di qualche offerta al supermercato. E' così, l'olio è una di quelle cose che riguardano l'auto a cui si pensa pochissimo. Ed è un errore, perché si tratta di un componente fondamentale per il funzionamento del motore, che ne ha bisogno come il corpo umano ha bisogno del sangue. Questo perché quasi tutto quello che è in movimento all'interno del motore deve essere lubrificato per evitare che si surriscaldi e che possa gripparsi. Le parti che non necessitano di lubrificazione sono, per esempio, le cinghie o le frizioni a secco. E questo discorso vale per tutti i motori, dai piccoli monocilindrici degli scooter 50 cc 4 tempi ai V6 turbo delle Formula 1. Continua su Motor1

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mercoledì 11 luglio 2018

Tesla Model 3, la produzione raggiunge l’obiettivo delle 5.000 unità settimanali

Quante auto a settimana producono la Ford, la Volkswagen oppure la Toyota? Molte più di 100.000, ma è un numero che pochi conoscono e che interessa ad ancora meno persone. E allora perché tutti sanno che il traguardo della produzione della Tesla Model 3 era di 5.000 unità a settimana? La risposta è quasi banale, ma la Casa californiana si conferma come un unicum nel panorama automobilistico internazionale, come un'azienda che vive di regole proprie e che continua ad avere una capitalizzazione incredibile rispetto alla sua produzione industriale. Continua su La Stampa

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martedì 10 luglio 2018

Le 10 auto più brutte della storia

Quali sono le automobili più brutte mai concepite e disegnate da mente umana? Ecco le nostre dieci. Posto che il gusto estetico è sempre personale e soggettivo, ci sono dei canoni di oggettività impossibile da superare, soprattutto per quanto riguarda le proporzioni. Il resto lo fanno le colorazioni e spesso anche la storia, a volte immeritata. Ecco dunque a voi la lista delle 10 auto più brutte di sempre, ovviamente secondo noi. Continua su GQ

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lunedì 9 luglio 2018

Aston Martin DBS Superleggera, figlia del vento

Poche case automobilistiche sono abili come la Aston Martin nell’allestire versioni speciali di un modello, modificandone il carattere e ringiovanendone l’immagine. Un’abilità maturata nella scorsa decade, quando non c’erano risorse per progettare modelli completamente nuove e l’unica possibilità era rinfrescare quelli esistenti. Ma ora è tutto diverso, perché la DB11 è nuova fiammante e preparare una variante più estrema è una scelta ben ponderata. Ecco dunque la DBS Superleggera che prende il posto della precedente Vanquish S e rispolvera un nome ricorrente nella storia del marchio di Gaydon che negli anni Cinquanta e Sessanta si era affidato al carrozziere italiano per vestire i suoi modelli più veloci. La Superleggera pesa dunque meno della DB11 V12 da cui deriva e l’ago della bilancia è sceso da 1.710 a 1.693 kg principalmente grazie all’utilizzo della fibra di carbonio per la carrozzeria, portiere a parte che rimangono in alluminio. Continua su GQ

sabato 7 luglio 2018

Alfa Romeo 75, l’ultima berlina a trazione posteriore prima della Giulia

Per tanti appassionati, a dire la verità un poco integralisti, l’Alfa Romeo è morta con lei ed è rinata solo da poco con l’arrivo della Giulia. Stiamo parlando ovviamente della Alfa Romeo 75, l’ultima del Marchio progettata prima dell’acquisto da parte della Fiat, ma anche l’ultima con il leggendario schema transaxle e ponte De Dion. Andiamo con ordine e partiamo dal nome che era stato scelto per festeggiare il settantacinquesimo anniversario del Marchio del Biscione. All’inizio degli anni Ottanta non tirava una buona aria dalle parti di Arese, i cui bilanci erano pesantemente in rosso. Tuttavia, bisognava sostituire la Giulietta che era ormai sul mercato dal 1977, ma bisognava farlo con risorse economiche limitatissime: la meccanica non si sarebbe potuta toccare e nemmeno le parti della scocca più onerose da progettare e soprattutto da stampare in catena di montaggio. Continua su Autoappassionati

venerdì 6 luglio 2018

Lewis Hamilton: le auto e le moto, lo stile e gli orologi. L’intervista di GQ

Giovedì pomeriggio al Paul Ricard, il circuito di Le Chatelet dove questo weekend si corre il GP di Francia. Il paddock della F1 è apparentemente tranquillo, anche se l’attività dei tecnici dietro le quinte è frenetica. Il giorno prima delle prove libere la pista rimane chiusa e i piloti hanno l’opportunità di rilassarsi un poco e di prendere confidenza con l’atmosfera del circuito. È qui che incontriamo Lewis Hamilton, campione di Formula 1 (quattro volte) e di stile (sempre). Siamo invitati da IWC, il brand di orologi svizzeri di lusso, di cui Hamilton è ambassador. Al polso porta appunto un bellissimo IWC Big Pilot’s Watch Annual Calendar Edition Antoine de Saint Exupéry. “La prima cosa che mi ha colpito è stata la cassa in oro rosa, poi mi piace l’eleganza del design, il fatto che abbia il calendario annuale oltre che l’incredibile personaggio a cui è dedicato”. Continua su GQ

giovedì 5 luglio 2018

Ride Vision, il sistema di allerta per i motociclisti che arriva da Israele

Israele è uno dei Paesi più avanzati del mondo dal punto di vista tecnologico, tanto da far invidia alla Silicon Valley per alcuni aspetti. Ci sono oltre 6.000 start-up e una vasta parte di queste si occupano di hi-tech, con un'attenzione particolare ai sistemi di riconoscimento e acquisizione di immagini, come telecamere, radar, lidar e sensori di vario genere. Con queste premesse non c'è da stupirsi se proprio da Israele arriva una tecnologia dedicata al mondo delle due ruote che potrebbe aumentare di molto la sicurezza di marcia con un esborso abbastanza contenuto e modalità di installazione non particolarmente invasive. Sostanzialmente si tratta di un sistema a visione "predittiva" a 360 gradi. La start-up che lo ha messo a punto di chiama Ride Vision ed è stata finora  finanziata da una società di venture capital chiamata YL Ventures che ha investito circa 2,5 milioni di dollari. Continua su La Stampa

mercoledì 4 luglio 2018

Cupra, il nuovo brand sportivo dal carattere latino

Martorell è un piccolo comune a 26 chilometri da Barcellona, che sarebbe come tanti altri sparsi per la Spagna, se non fosse che qui c’è il quartier generale della Seat che è sì di proprietà del Gruppo Volkswagen ma tenta di mantenere il più possibile il suo DNA latino. Tra i tanti edifici dello stabilimento ce n’è uno molto speciale, quello che ospita la sede del neonato brand Cupra che è stato distaccato da Seat per sviluppare e vendere autonomamente i modelli più sportivi. Il primo in assoluto sarà la Cupra Ateca che è già stata presentata ed arriverà sul mercato nei prossimi mesi, una C-SUV a trazione integrale da 300 CV e 250 km/h di velocità massima che ha bisogno di soli 5,4 secondi per passare da 0 a 100 km/h. Continua su GQ

martedì 3 luglio 2018

Tesla, un tendone nel deserto per aumentare la produzione della Model 3

In attesa di stupire il mondo con strabilianti risultati commerciali, l’elettrica Tesla Model 3 probabilmente ha già conquistato un record, per quanto difficile da misurare: quello dell’auto più seguita mediaticamente, anche se per ora soltanto dal punto di vista della produzione industriale. Presentata inizialmente nel 2016 come concept, nella versione definitiva dovrebbe essere l’auto per trasformare l’azienda di Elon Musk da piccola factory di lusso a costruttore generalista, visto che la Model S e la Model X per loro natura non possono farlo. Peccato che una sfilza di problemi abbia finora impedito di raggiungere il target di 5.000 unità prodotte a settimana: ritardi e incomprensioni con i fornitori, insufficiente approvvigionamento delle batterie e processi produttivi imperfetti sono stati i problemi principali sofferti dalla entry level Tesla. Così la produzione ha da poco superato le 1.500 unità a settimana. Continua su La Stampa

lunedì 2 luglio 2018

Fiat Uno Turbo i.e., l’auto che ha inventato gli anni Ottanta

Anni Ottanta e turbo sono parole così connesse tra loro che potrebbero quasi essere sinonimi. L’evoluzione tecnologica, del resto, è strana: a volte resta ferma per secoli, altre fa passi avanti incredibili in pochi anni. Così c’è stato un periodo iniziato più o meno con l’arrivo sul mercato della prima Porsche 911 Turbo (1974) e durato almeno venti anni, fino all’uscita di produzione della Lancia Delta Integrale, in cui era quasi impossibile pensare di progettare un’auto sportiva senza ficcarle una bella turbina nel cofano. E le dimensioni non contavano. Così dopo soli due anni dall’uscita della Uno, la Fiat decide di mettere in vendita la variante “cattiva”. È il 1985 e con l’arrivo della Fiat Uno Turbo i.e. la storia sta per cambiare. La piccola torinese pesa solo 845 e per il motore sono state fatte le cose in grande. Gli ingegneri piemontesi non si limitano a prendere un monoblocco esistente e ad adattarlo per la sovralimentazione, ma ne disegnano uno inedito. La base di partenza è il 4 cilindri 1.116 cc della Ritmo 65, ma la corsa viene allungata utilizzando le misure del 1.498 cc montato sulla Ritmo 105TC. Continua su Autoappassionati