sabato 21 luglio 2018

Alfa Romeo 155, l’incompresa che vinceva le corse

Se parlate di lei con un vero alfista preparatevi a non ricevere commenti entusiastici, perché Alfa Romeo 155 porta con sé il peccato originale di sostituire la gloriosa 75, abbandonando la storica trazione posteriore con schema transaxle e, come se non bastasse, utilizzando anche lo stesso pianale della Tipo e di molti altri modelli coevi del Gruppo Fiat. In sintesi, Alfa Romeo 155 aveva perso tutte le peculiarità tecniche della Alfa Romeo, portando con sé dall’esperienza precedente solo il motore Twin Spark. Continua su Autoappassionati

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venerdì 20 luglio 2018

Mazda MX-5, stile e prestazioni senza compromessi

Quando un’auto ha la storia della Mazda MX-5, nulla le è precluso. Quasi trent’anni di carriera e oltre un milione di esemplari venduti ne fanno la spider più popolare di sempre. Un record impareggiabile che pone la due posti giapponese nell’Olimpo automobilistico accanto alle inaccessibili supercar. La MX-5, invece, sa regalare emozioni a tutti grazie al suo carattere ma anche grazie alla passione per la qualità, per il design e per la cura dei dettagli. Caratteristiche che accomunano il suo spirito a quello di una Maison di moda come Pollini e che hanno portato alla realizzazione di una versione unica nel suo genere. E’ la serie speciale la MX-5 Limited Edition In Partnership With Pollini Heritage spinta dal motore 1.5 da 131 CV, che è disponibile in tre esemplari e tre diversi colori di carrozzeria con accessori esclusivi e un kit di borsoni e sneaker firmati Pollini Heritage. Ma la MX-5 vuol dire anche prestazioni da godere a cielo aperto e la versione con il propulsore da 2,0 L è perfetta per questo scopo. Continua su GQ

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giovedì 19 luglio 2018

Michelin Track Connect, in pista con Porsche 911 GTS e GT3

Dopo avervi raccontato che cosa è e soprattutto come funziona il sistema Michelin Track Connect nella teoria è ora di passare alla pratica e dunque di scendere in pista. Davanti a me c'è un'interessatissimo gruppetto di Porsche, quasi tutte gommate con le Michelin Pilot Sport Cup 2 in versione Connect, cioè dotate del sensore brevettato che si interfaccia con il ricevitore Bluetooth nell'abitacolo e da lì con lo smartphone del pilota attraverso una app pensata specificamente per l'utilizzo amatoriale in pista, quello tipico dei track day. L'idea è quella di permettere al pneumatico di dialogare con il guidatore per informarlo sulla temperatura e sulla pressione di ogni singola gomma in tempo reale e per suggerirgli gli aggiustamenti volti a ottenere il miglior comportamento dell'auto in pista. Eccomi dunque pronto ad avviare i boxer, rigorosamente con la mano sinistra e a fare qualche giro con: 718 Cayman GTS, 911 GTS Carrera 2 e Carrera 4, 911 GT3. Continua su Motor1

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mercoledì 18 luglio 2018

Shell, che cos'è la tecnologia Gas To Liquids

Nella ultra-centenaria storia della Shell - fondata nel 1907 - l'innovazione tecnologica è sempre stata una priorità e il livello attuale di investimenti in ricerca e sviluppo, pari a 1 miliardo di dollari all'anno, è lì a dimostrarlo. Una spesa che è la somma delle azioni di oltre 45.000 tecnici e ingegneri, dislocati nei centri Shell Global Solutions di tutto il mondo. L’approccio Shell alla tecnologia si basa su tre pilastri: innovazione, applicazione delle tecnologie ai prodotti e partnership con aziende leader, grazie a cui può aumentare le proprie competenze, facendo tesoro anche dell'impegno in pista: con Ferrari nella Formula 1, con Ducati nella MotoGP, con Hyundai nel WRC e con BMW nel DTM. Guardando un po' indietro, si scopre che le prime ricerche nel settore della lubrificazione risalgono al 1940, mentre negli anni Sessanta, Shell è stata la prima a lanciare sul mercato gli oli motore “multigrado” per l’utilizzo su tutte le tipologie di veicoli e in qualsiasi stagione. Continua su Motor1

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martedì 17 luglio 2018

Cristiano Ronaldo, tutte le auto del suo garage da sogno

È finalmente arrivato il grande giorno di Cristiano Ronaldo in Serie A. Una nuova sfida per il campione portoghese che a 33 anni, dopo cinque Palloni d’oro e altrettante Champions League vinte con il Manchester United e il Real Madrid, vuole ripetersi in quello che una volta era definito come il campionato più bello del mondo. Ma CR7 ha anche altre passioni – una su tutte le automobili – e in attesa di osservare le sue gesta in campo ecco una bella carrellata di tutte le sue auto. Continua su GQ

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lunedì 16 luglio 2018

Honda Super Cub C125, arriva anche in Italia il veicolo a motore più venduto della storia

Di tutti i mezzi che hanno fatto la storia della motorizzazione di massa, dalla Ford T al Volkswagen Maggiolino passando la Fiat 500, ce n’è uno che molto spesso non viene preso in considerazione, ma si tratta a tutti gli effetti del veicolo a motore più venduto del mondo. Stiamo parlando dell’Honda Super Cub, un “moped” nato originariamente nel 1958 - in occasione del 10°anniversario di Honda - con motore 4 tempi 50 cc e venduto quasi in tutto il mondo (160 Paesi) in oltre 100 milioni di esemplari. Continua su La Stampa

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sabato 14 luglio 2018

Michelin Track Connect, l'app per gestire le gomme nei track day

Se avete la fortuna di possedere un'auto sportiva con la “S” maiuscola, tipo con qualche quadrupede di quelli giusti sul cofano, e se avete anche l'ardire di portarla in pista, allora il dispositivo di cui sto per parlare fa sicuramente al caso vostro. Si chiama Michelin Track Connect ed è una app pensata specificamente per l'utilizzo amatoriale in pista, quello tipico dei track day. Funziona con una versione particolare dei Pilot Sport Cup 2, denominata anch'essa Connect e dotata di un sensore sotto il battistrada. Ma prima di entrare nei dettagli è interessante sottolineare come lo sviluppo di questo sistema sia partito dalle esigenze e dall'esperienza degli utenti e non dai freddi calcoli di un reparto marketing. Il lavoro di co-sviluppo con i piloti amatoriali, infatti, è durato un anno e mezzo, ma ancora prima che iniziasse Michelin aveva indagato tra gli appassionati e i soci dei club per capire quali aspetti relativi al veicolo e alla guida ritenessero perfettibili per migliorare l'esperienza della guida sportiva. Continua su Motor1

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venerdì 13 luglio 2018

Porsche, 70 anni di auto da sogno

Settanta anni fa l’Europa tentava di riprendersi dagli anni bui della guerra e le fabbriche ricominciavano con fatica a produrre automobili. C’era da motorizzare un continente intero con modelli convenienti, robusti e affidabili, ma c’erano anche clienti più facoltosi che volevano vetture sportive. Fu così che un certo Ferdinand Porsche, dopo avere inventato la Volkswagen – all’inizio nome e marca coincidevano, fu solo nel 1963 che diventò Maggiolino – si mise a studiarne una derivazione sportiva. I progetti si trasformarono in realtà nel giugno 1948, quando in Carinzia (Austria) fu targata la prima Porsche con la numerazione K 45.268. Era l’antesignana di quella che sarebbe diventata la 356, aveva la carrozzeria barchetta con il motore boxer montato in posizione posteriore a sbalzo, da soli 1,1 litri e 40 CV. Tuttavia, il peso non raggiungeva nemmeno i 600 kg e la potenza ridotta era sufficiente per raggiungere i 140 km/h. Continua su Boggi

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giovedì 12 luglio 2018

Shell Helix Ultra 0W, ovvero “Sua Scorrevolezza”

Alzi la mano chi si è mai preoccupato di scegliere con attenzione l'olio per la propria auto. Ci sarà sicuramente qualcuno che avrà disteso il braccio dietro al PC e che conosce tutto sui lubrificanti ma siamo sicuri che si tratta di una piccola minoranza. La maggior parte degli automobilisti si affida alle scelte o ai consigli del meccanico di fiducia o al massimo approfitta di qualche offerta al supermercato. E' così, l'olio è una di quelle cose che riguardano l'auto a cui si pensa pochissimo. Ed è un errore, perché si tratta di un componente fondamentale per il funzionamento del motore, che ne ha bisogno come il corpo umano ha bisogno del sangue. Questo perché quasi tutto quello che è in movimento all'interno del motore deve essere lubrificato per evitare che si surriscaldi e che possa gripparsi. Le parti che non necessitano di lubrificazione sono, per esempio, le cinghie o le frizioni a secco. E questo discorso vale per tutti i motori, dai piccoli monocilindrici degli scooter 50 cc 4 tempi ai V6 turbo delle Formula 1. Continua su Motor1

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mercoledì 11 luglio 2018

Tesla Model 3, la produzione raggiunge l’obiettivo delle 5.000 unità settimanali

Quante auto a settimana producono la Ford, la Volkswagen oppure la Toyota? Molte più di 100.000, ma è un numero che pochi conoscono e che interessa ad ancora meno persone. E allora perché tutti sanno che il traguardo della produzione della Tesla Model 3 era di 5.000 unità a settimana? La risposta è quasi banale, ma la Casa californiana si conferma come un unicum nel panorama automobilistico internazionale, come un'azienda che vive di regole proprie e che continua ad avere una capitalizzazione incredibile rispetto alla sua produzione industriale. Continua su La Stampa

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martedì 10 luglio 2018

Le 10 auto più brutte della storia

Quali sono le automobili più brutte mai concepite e disegnate da mente umana? Ecco le nostre dieci. Posto che il gusto estetico è sempre personale e soggettivo, ci sono dei canoni di oggettività impossibile da superare, soprattutto per quanto riguarda le proporzioni. Il resto lo fanno le colorazioni e spesso anche la storia, a volte immeritata. Ecco dunque a voi la lista delle 10 auto più brutte di sempre, ovviamente secondo noi. Continua su GQ

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lunedì 9 luglio 2018

Aston Martin DBS Superleggera, figlia del vento

Poche case automobilistiche sono abili come la Aston Martin nell’allestire versioni speciali di un modello, modificandone il carattere e ringiovanendone l’immagine. Un’abilità maturata nella scorsa decade, quando non c’erano risorse per progettare modelli completamente nuove e l’unica possibilità era rinfrescare quelli esistenti. Ma ora è tutto diverso, perché la DB11 è nuova fiammante e preparare una variante più estrema è una scelta ben ponderata. Ecco dunque la DBS Superleggera che prende il posto della precedente Vanquish S e rispolvera un nome ricorrente nella storia del marchio di Gaydon che negli anni Cinquanta e Sessanta si era affidato al carrozziere italiano per vestire i suoi modelli più veloci. La Superleggera pesa dunque meno della DB11 V12 da cui deriva e l’ago della bilancia è sceso da 1.710 a 1.693 kg principalmente grazie all’utilizzo della fibra di carbonio per la carrozzeria, portiere a parte che rimangono in alluminio. Continua su GQ

sabato 7 luglio 2018

Alfa Romeo 75, l’ultima berlina a trazione posteriore prima della Giulia

Per tanti appassionati, a dire la verità un poco integralisti, l’Alfa Romeo è morta con lei ed è rinata solo da poco con l’arrivo della Giulia. Stiamo parlando ovviamente della Alfa Romeo 75, l’ultima del Marchio progettata prima dell’acquisto da parte della Fiat, ma anche l’ultima con il leggendario schema transaxle e ponte De Dion. Andiamo con ordine e partiamo dal nome che era stato scelto per festeggiare il settantacinquesimo anniversario del Marchio del Biscione. All’inizio degli anni Ottanta non tirava una buona aria dalle parti di Arese, i cui bilanci erano pesantemente in rosso. Tuttavia, bisognava sostituire la Giulietta che era ormai sul mercato dal 1977, ma bisognava farlo con risorse economiche limitatissime: la meccanica non si sarebbe potuta toccare e nemmeno le parti della scocca più onerose da progettare e soprattutto da stampare in catena di montaggio. Continua su Autoappassionati

venerdì 6 luglio 2018

Lewis Hamilton: le auto e le moto, lo stile e gli orologi. L’intervista di GQ

Giovedì pomeriggio al Paul Ricard, il circuito di Le Chatelet dove questo weekend si corre il GP di Francia. Il paddock della F1 è apparentemente tranquillo, anche se l’attività dei tecnici dietro le quinte è frenetica. Il giorno prima delle prove libere la pista rimane chiusa e i piloti hanno l’opportunità di rilassarsi un poco e di prendere confidenza con l’atmosfera del circuito. È qui che incontriamo Lewis Hamilton, campione di Formula 1 (quattro volte) e di stile (sempre). Siamo invitati da IWC, il brand di orologi svizzeri di lusso, di cui Hamilton è ambassador. Al polso porta appunto un bellissimo IWC Big Pilot’s Watch Annual Calendar Edition Antoine de Saint Exupéry. “La prima cosa che mi ha colpito è stata la cassa in oro rosa, poi mi piace l’eleganza del design, il fatto che abbia il calendario annuale oltre che l’incredibile personaggio a cui è dedicato”. Continua su GQ

giovedì 5 luglio 2018

Ride Vision, il sistema di allerta per i motociclisti che arriva da Israele

Israele è uno dei Paesi più avanzati del mondo dal punto di vista tecnologico, tanto da far invidia alla Silicon Valley per alcuni aspetti. Ci sono oltre 6.000 start-up e una vasta parte di queste si occupano di hi-tech, con un'attenzione particolare ai sistemi di riconoscimento e acquisizione di immagini, come telecamere, radar, lidar e sensori di vario genere. Con queste premesse non c'è da stupirsi se proprio da Israele arriva una tecnologia dedicata al mondo delle due ruote che potrebbe aumentare di molto la sicurezza di marcia con un esborso abbastanza contenuto e modalità di installazione non particolarmente invasive. Sostanzialmente si tratta di un sistema a visione "predittiva" a 360 gradi. La start-up che lo ha messo a punto di chiama Ride Vision ed è stata finora  finanziata da una società di venture capital chiamata YL Ventures che ha investito circa 2,5 milioni di dollari. Continua su La Stampa

mercoledì 4 luglio 2018

Cupra, il nuovo brand sportivo dal carattere latino

Martorell è un piccolo comune a 26 chilometri da Barcellona, che sarebbe come tanti altri sparsi per la Spagna, se non fosse che qui c’è il quartier generale della Seat che è sì di proprietà del Gruppo Volkswagen ma tenta di mantenere il più possibile il suo DNA latino. Tra i tanti edifici dello stabilimento ce n’è uno molto speciale, quello che ospita la sede del neonato brand Cupra che è stato distaccato da Seat per sviluppare e vendere autonomamente i modelli più sportivi. Il primo in assoluto sarà la Cupra Ateca che è già stata presentata ed arriverà sul mercato nei prossimi mesi, una C-SUV a trazione integrale da 300 CV e 250 km/h di velocità massima che ha bisogno di soli 5,4 secondi per passare da 0 a 100 km/h. Continua su GQ

martedì 3 luglio 2018

Tesla, un tendone nel deserto per aumentare la produzione della Model 3

In attesa di stupire il mondo con strabilianti risultati commerciali, l’elettrica Tesla Model 3 probabilmente ha già conquistato un record, per quanto difficile da misurare: quello dell’auto più seguita mediaticamente, anche se per ora soltanto dal punto di vista della produzione industriale. Presentata inizialmente nel 2016 come concept, nella versione definitiva dovrebbe essere l’auto per trasformare l’azienda di Elon Musk da piccola factory di lusso a costruttore generalista, visto che la Model S e la Model X per loro natura non possono farlo. Peccato che una sfilza di problemi abbia finora impedito di raggiungere il target di 5.000 unità prodotte a settimana: ritardi e incomprensioni con i fornitori, insufficiente approvvigionamento delle batterie e processi produttivi imperfetti sono stati i problemi principali sofferti dalla entry level Tesla. Così la produzione ha da poco superato le 1.500 unità a settimana. Continua su La Stampa

lunedì 2 luglio 2018

Fiat Uno Turbo i.e., l’auto che ha inventato gli anni Ottanta

Anni Ottanta e turbo sono parole così connesse tra loro che potrebbero quasi essere sinonimi. L’evoluzione tecnologica, del resto, è strana: a volte resta ferma per secoli, altre fa passi avanti incredibili in pochi anni. Così c’è stato un periodo iniziato più o meno con l’arrivo sul mercato della prima Porsche 911 Turbo (1974) e durato almeno venti anni, fino all’uscita di produzione della Lancia Delta Integrale, in cui era quasi impossibile pensare di progettare un’auto sportiva senza ficcarle una bella turbina nel cofano. E le dimensioni non contavano. Così dopo soli due anni dall’uscita della Uno, la Fiat decide di mettere in vendita la variante “cattiva”. È il 1985 e con l’arrivo della Fiat Uno Turbo i.e. la storia sta per cambiare. La piccola torinese pesa solo 845 e per il motore sono state fatte le cose in grande. Gli ingegneri piemontesi non si limitano a prendere un monoblocco esistente e ad adattarlo per la sovralimentazione, ma ne disegnano uno inedito. La base di partenza è il 4 cilindri 1.116 cc della Ritmo 65, ma la corsa viene allungata utilizzando le misure del 1.498 cc montato sulla Ritmo 105TC. Continua su Autoappassionati

sabato 30 giugno 2018

Mazda MX-5 Pollini Heritage, la passione per l’esclusività

Che cosa hanno in comune un brand automobilistico come Mazda e una Maison di moda come Pollini? La passione per la qualità, per il design e l’eleganza, ma anche per la cura dei dettagli. Un filo conduttore che unisce prodotti diversi per forma ma molto simili per spirito e che si trasforma in un’interpretazione unica ed esclusiva dell’icona Mazda per eccellenza: la MX-5. La spider giapponese rappresenta un caso unico nella storia dell’auto, essendo stata venduta in oltre un milione di esemplari nei quasi trenta anni di produzione in cui si sono succedute quattro generazioni. Ora l’ultima serie speciale di Casa Mazda, la MX-5 Limited Edition in partnership con Pollini Heritage, è stata presentata al pubblico ieri sera, in occasione della MilanoFashion Week, in un luogo davvero esclusivo, la boutique Pollini in via della Spiga a Milano. Questa edizione limitata è disponibile in soli tre esemplari e tre diversi colori di carrozzeria con accessori esclusivi e un kit di borsoni e sneaker firmati Pollini Heritage. Continua su GQ.it

venerdì 29 giugno 2018

Qooder ha quattro ruote, ma piega come una moto

Auto, scooter o mezzi pubblici? Chi si muove quotidianamente in città si trova sempre di fronte a questo dilemma. A volte le soluzioni sono obbligate, altre volte la soluzione perfetta viene scartata per paura dei rischi. Parliamo ovviamente dei mezzi a due ruote, impareggiabili per sfidare il traffico e facili da parcheggiare, ma anche molto meno stabili di quelli a quattro ruote. Il nuovo Qooder, prodotto dalla Quadro Vehicles, supera brillantemente questa dicotomia, riunendo il meglio dei due mondi. È stato presentato a marzo al Salone di Ginevra e rappresenta la migliore evoluzione del concetto di scooter a quattro ruote.Qooder unisce la sicurezza delle automobili con l’agilità degli scooter, ed è pronto a debuttare sul mercato anche attraverso una innovativa formula di e-commerce, che prevede la consegna a domicilio del mezzo, già targato e pronto all’uso, da parte di uno specialista. Continua su GQ.it

giovedì 28 giugno 2018

3.000 Vespa hanno “invaso” Belfast per il raduno annuale

E’ uno dei veicoli made in Italy più famosi nel mondo e non ha quattro ruote, bensì due. Stiamo parlando della Vespa che dal 1946 è diventata una vera e propria icona globale, riuscendo a creare intorno a sé un universo di appassionati. I primi Vespa Club, infatti, si costituirono appena dopo l’inizio delle vendite dello scooter inventato dalla Piaggio. Oggi i Vespa Club nazionali sono diventanti cinquatatre, in rappresentanza di altrettanti Paesi e sono tutti associati al Vespa World Club. A questi si aggiungono altre centinaia di Vespa Club locali ufficialmente censiti, per oltre 120.000 soci iscritti in tutto il mondo. Ogni anno i più appassionati si raduno per dare vita ai Vespa World Days e ieri si è chiusa a Belfast l’edizione 2018. Continua su GQ

mercoledì 27 giugno 2018

Sedric, un giro sulla Volkswagen elettrica senza volante

Quando al Salone di Ginevra dello scorso anno Volkswagen ha presentato la Sedric e i servizi per cui era stata progettata, il pensiero comune degli addetti ai lavori è stato più o meno “Molto interessante ma non la vedremo per strada prima di dieci anni”. E' un giudizio piuttosto ricorrente quando si parla di prototipi con in questo caso “l'aggravante” dell'ecosistema che la Sedric avrebbe dovuto creare per poi esserne protagonista. Oggi, a poco più di un anno di distanza da quel giorno, la Sedric è su strada anche se per ora è quella privata e ultra-controllata del centro prove del Gruppo Volkswagen di Ehra-Lessien. I tecnici tedeschi hanno organizzato una dimostrazione per trasformare una visione in una sensazione reale, per quanto filtrata dai confortevoli confini di un centro ricerca. Per cui eccomi qua, poco lontano dal quartier generale di Wolfsburg, pronto a salire per la prima volta nella mia vita su un veicolo senza posto guida e senza volante, dove l'abitacolo è costituito da uno spazioso salotto e le forme sono molto più simili a quelle dei film di fantascienza che a quelle di una Golf o di una Passat. Continua su Motor1

martedì 26 giugno 2018

Future Center, qui nascono le Volkswagen del Futuro

Per avere una visione innovativa e flessibile del futuro non basta riempirsi la bocca di parole complicate o dichiarare obiettivi irrealizzabili. Guardare al futuro vuol dire immaginare nuove soluzioni, sperimentare tecnologie ancora allo stato embrionale o provare nuove applicazioni di quelle esistenti, ma vuol dire anche definire approcci originali alla soluzione dei problemi. I tre Future Center che il Gruppo Volkswagen ha aperto in altrettanti continenti si occupano esattamente di questo. Sono tre centri di ricerca focalizzati sui temi che caratterizzeranno e influenzeranno la mobilità nei prossimi anni e si trovano a Potsdam (Germania), Belmont (California, USA) e Pechino (Cina). Località scelte per le loro posizioni strategiche, da dove poter comprendere le diverse esigenze di ogni area geografica e riuscire ad attrarre i migliori talenti in circolazione. Ovviamente in California la Silicon Valley ha una certa influenza e i progetti si concentrano sull'esperienza digitale dell'utente, sui software UX e su soluzioni di mobilità accessibili. In Europa il focus è sullo sviluppo di prototipi a guida autonoma come SEDRIC – di cui vi racconteremo a breve - e sul design globale dei veicoli. Le attività del Future Center di Pechino, invece, si indirizzano verso la progettazione di concept specifiche per la Cina e i mercati asiatici. Continua su Motor1

lunedì 25 giugno 2018

Volkswagen, il design dell'auto elettrica come sfida per il futuro

“Il design sarà uno degli elementi fondamentali nel determinare quali brand sopravviveranno in futuro e quali no. Il mondo sta cambiando a una velocità mai vista prima d'ora e così anche il concetto di mobilità che si baserà su aspettative, parametri e possibilità differenti”. Sono le parole con cui Michael Mauer, il numero uno del Design di tutto il Gruppo Volkswagen che abbiamo incontrato al Future Center Europe di Potsdam, spiega perché per ogni marchio sarà sempre più difficile differenziarsi dagli altri. Per farlo sarà necessario cambiare i propri valori di riferimento: finora nell'industria automobilistica il tema più importante era legato all'ottimizzazione delle procedure e delle tecnologie ma nel prossimo futuro l'innovazione andrà oltre la tecnologia così come la conosciamo oggi. Per un'azienda come il Gruppo Volkswagen, proprietaria di molti marchi diversissimi tra loro, l'attenzione verso il futuro è altrettanto importante di quella al presente. Può sembrare strano, ma mentre una parte del Gruppo è impegnata nelle complesse omologazioni per il ciclo WLTP ce n'è un'altra che si relaziona con quello che succederà nei prossimi due lustri. Continua su Motor1

sabato 23 giugno 2018

Volvo V60 Polestar, la supercar che si crede station wagon

Dopo averle dato una rapida occhiata i più distratti vedono solo una Volvo station wagon, mentre chi ha un minimo di attenzione in più capisce che si tratta di una supercar travestita da familiare. È la V60 Polestar, l’unica auto di serie ad avere le sospensioni Ohlins regolabili manualmente. Anzi no, non è l’unica, perché condivide questo primato con un altro modello, la Lamborghini Aventador. Un dettaglio del genere potrebbe bastare per definire quest’auto, visto che non è un vezzo del marketing ma un set di componenti di altissimo livello pensati per la vera guida sportiva, anche in pista. Questa Polestar, del resto, è un’auto a sé, difficile da inquadrare e anche da mettere in concorrenza con altri modelli. Il motore, per esempio, è un 2 litri 4 cilindri a benzina, che non contento di avere il turbocompressore ha pure un compressore volumetrico, una soluzione inventata dalla Lancia negli anni Ottanta e ripresa una manciata di volte da altri costruttori nel corso degli anni. Continua su GQ

venerdì 22 giugno 2018

Federclub Mini Meeting, un weekend immersi nella passione

Quando a fine anni Novanta BMW ha rilevato il marchio Mini e ha iniziato a progettare la sua rinascita, sapeva bene di poter contare anche sulla lunga storia del brand e su un’ampia schiera di appassionati della piccola berlina britannica. Per conoscere da vicino questa realtà abbiamo partecipato all’ultimo raduno Federclub Mini Meeting, ecco com’è andata. Anche se la Mini rinata nel 2001 non ha nemmeno un bullone in comune con quella originale concepita nel 1959 e poi evolutasi nel corso degli anni, c’è un fil rouge che collega entrambe a livello di stile e personalità. Continua su Autoappassionati

Omologazione emissioni, ecco che cosa cambia fra il vecchio ciclo Nedc e il nuovo Wltp

Diversi costruttori tedeschi, fra cui la Porsche e la Volkswagen, hanno dovuto sospendere la vendita in Europa di alcuni modelli per le difficoltà legate all’adeguamento alle nuove procedure di omologazione, che ora sono legate al famigerato ciclo Wltp che sta per Worldwide Harmonized Light Duty Vehicles Test Procedure. Il ciclo Wltp è stato definito dopo studi e trattative congiunti tra Unione Europea, Giappone e India - gli Stati Uniti mantengono i propri standard Epa - iniziati alla fine del 2013 (dunque due anni prima dello scoppio del Dieselgate) e terminati a giugno del 2016 con l’approvazione finale del Consiglio Ue. Il Wltp prende il posto dell’obsoleto ciclo Nedc - New European Driving Cycle - dove la prima parola indica l’aggiornamento datato 1997 rispetto ai canoni del 1990. Continua su La Stampa

giovedì 21 giugno 2018

Audi A1 Sportback, tutta nuova senza diesel

Essere il marchio premium e tecnologico per eccellenza del Gruppo Volkswagen – Bentley, Bugatti, Lamborghini e Porsche esclusi – significa avere l’onere di essere sempre un passo avanti agli altri e di confrontarsi con i migliori concorrenti su piazza. Tuttavia ci sono anche dei vantaggi e uno di questi è poter attingere alle piattaforme meno nobili e poter coprire segmenti che gli altri non possono frequentare. Quella delle piccole è una partita che si gioca quasi interamente sui costi, con margini di guadagno bassi se non nulli, tant’è che qualcuno rinuncia addirittura a prendervi parte. Quindi avere già pronta in casa la meccanica della nuova Polo è una bella base di partenza. Così ecco la nuova Audi A1, seconda generazione del modello presentato originariamente nel 2010 e aggiornato sia nel 2015 che pochi mesi fa. La nuova Audi A1 Sportback arriverà sul mercato solo a novembre, come suggerisce il nome solo con la carrozzeria a cinque porte, giacché le piccole a tre porte non le vuole più nessuno. Continua su GQ

mercoledì 20 giugno 2018

Guida all’acquisto Renault Zoe: prezzi, versioni…

Guida all’acquisto della Zoe, l’auto elettrica più rappresentativa della gamma Renault (guarda il nostro mini-test). Al modello attuale, che è nato nel 2012, si è arrivati dopo ben tre concept car, datate 2005, 2009 e 2010. La prima aveva ancora un motore a scoppio, ma la seconda era già figlia della strategia elettrica deliberata dalla Casa francese nel 2008. Evoluta costantemente, la Zoe è da tre anni consecutivi l’auto elettrica più venduta in Europa e tuttora la terza più venduta in Italia, dopo la Smart e la Nissan Leaf. Finora è stata prodotta in oltre 100.000 unità. Ha una gamma piuttosto articolata, composta da tre motori e due allestimenti, con la possibilità di scegliere se noleggiare la batteria oppure acquistarla. I prezzi di listino partono da 25.800 euro, a cui bisogna aggiungerne 8 mila se si vuole comprare la batteria, altrimenti i canoni vanno dai 69 euro ai 119 euro al mese. La forbice è dovuta al chilometraggio considerato, da un minimo di 7.500 chilometri annui fino all’opzione illimitata. Se la batteria viene noleggiata, la sua efficienza è garantita almeno fino al 75% per tutta la durata del noleggio, mentre se viene acquistata la garanzia è di 5 anni o 100.000 km. Al momento non ci sono particolari offerte sulla Zoe. Continua su Vaielettrico

martedì 19 giugno 2018

Le 10 Porsche più importanti di sempre

In questi giorni la Porsche compie settanta anni, perché proprio l’8 giugno del 1948 veniva targata in Carinzia il primo prototipi della 356, il modello che fino al 1963 ha scritto i primi capitoli della storia della Casa di Zuffenhausen. Era poco più di un prototipo basato sulla meccanica evoluto del Volkswagen Maggiolino e del resto non poteva essere altrimenti visto che le due auto sono state progettate dalla stessa matita di Ferdinand Porsche. I primi disegni tecnici si perdono negli anni Trenta quando la Germania nazista andava in cerca della sua prima auto del popolo – su precisa indicazione di Hitler – e anche di una vettura più sportiva e prestazionale. Così ecco la 356 che dietro il cofano posteriore aveva lo stesso 1,1 litri della Kdf-Wagen (nome originale del Maggiolino) che però grazie ad alcune modifiche come il doppio carburatore anziché singolo raggiungeva i 40 CV. Oggi sono una potenza ridicola, ma allora bastavano per raggiungere la ragguardevole velocità di 140 km/h grazie al peso inferiore a 600 kg. Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti e dunque ecco a voi i dieci modelli più significativi della storia della Porsche. Continua su GQ

lunedì 18 giugno 2018

Motus-E, l'associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia

L'auto elettrica non si vende da sola, nel senso che attualmente ha ancora troppi difetti perché venga presa in considerazione anche solo da una piccola parte del mercato di massa. Il delta di prezzo rispetto ai modelli con motori tradizionali è solo uno dei motivi che ne limitano la diffusione, gli altri sono da ricercare nella carenza di infrastrutture e nella sostanziale assenza di vantaggi fiscali o di circolazione, per non parlare della totale mancanza di qualsivoglia incentivo. Proprio per fare “sistema” e aiutare il settore della mobilità elettrica a decollare è nata Motus-E, un'associazione senza scopo di lucro fondata da ALD Automotive Italia, Enel X, ABB, Volkswagen Group Italia, Allianz, Cobat (Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo) e Politecnico di Milano. L'intento è quello di favorire il cambiamento (motus) attraverso una forte sinergia tra operatori del settore, mondo accademico, filiera industriale, consumatori e movimenti di opinione, in un contesto in cui le tecnologie e la trasformazione digitale hanno un ruolo abilitante per l’intero comparto. Continua su Motor1

sabato 16 giugno 2018

Porsche, il marchio nacque esattamente 70 anni fa: dalle sportive ai Suv, verso il futuro elettrico

L’otto giugno di settanta anni fa la prima Porsche veniva targata per circolare in Austria, nella regione della Carinzia, con la numerazione K 45-286, scrivendo la prima pagina di un libro che è arrivato ai giorni nostri e continua ad aggiungere capitoli. Quell’auto era la prima 356, praticamente un prototipo basato sulla meccanica rivisitata del Volkswagen Maggiolino. Le due vetture, del resto, sono figlie dello stesso padre, quel Ferdinand Porsche che già negli anni Trenta aveva iniziato a progettare la prima auto del popolo e che successivamente aveva iniziato a pensare a una variante sportiva. Continua su La Stampa

venerdì 15 giugno 2018

BMW 9cento, ecco la “adventure sport” del prossimo futuro

Negli ultimi anni il Concorso d'Eleganza di Villa d'Este è diventato sempre di più un'occasione per mostrare prototipi o modelli di serie, in particolar modo per quanto riguarda il gruppo BMW che è sponsor principale dell'evento. Quest'anno, auto storiche a parte, i riflettori erano tutti puntati sulla Rolls-Royce Cullinan, ovvero il primo Suv nella storia del blasonato marchio britannico. I più attenti, però, non si saranno lasciati sfuggire la BMW 9cento, concept di una motocicletta assolutamente inedito e assai innovativo. I bavaresi la inseriscono nella categoria “adventure sport” e ne parlano come un possibile modello del futuro ma la verità è che questa moto è molto più vicina alla produzione di quanto non sembri. La base tecnica, infatti, è quella con motore bicilindrico parallelo da 800 cc e 90 CV delle “piccole” BMW e il resto della ciclistica è piuttosto tradizionale, con la forcella rovesciata e il forcellone posteriore. Continua su La Stampa

giovedì 14 giugno 2018

Harley-Davidson Blue Edition, la moto più costosa del mondo

Perché spendere più di un milione di euro per un’auto se si può fare altrettanto per una moto? Bündnerbike è un concessionario e tuner svizzero specializzato in Harley-Davidson che ha chiesto il supporto del gioielliere Bucherer per realizzare la Harley-Davidson Softail Slim S Blue Edition. Il valore è di 1,88 milioni di franchi svizzeri, più o meno 1,6 milioni di euro. Le ragioni di questa quotazione vanno ricercate nell’esclusività del trattamento ricevuto: è tempestata di diamanti e altre pietre preziose, placcata in argento e oro a seconda dei pezzi. Ma non è tutto, perché all’interno della motocicletta sono state ricavate due casseforti: nella prima c’è spazio per un anello, un solitario con un diamante da 5,4 carati, nella seconda per un cronografo Bucherer Patravi TravelTec II ovviamente ispirato al mondo delle moto. Continua su GQ

mercoledì 13 giugno 2018

Mole Costruzione Artigianale 001, l’Alfa 4C al testosterone

Nata nel 2013 per guidare il rilancio del marchio Alfa Romeo, la 4C non avrà un’erede, come ha dichiarato Sergio Marchionne alla presentazione del nuovo piano industriale di FCA. Un vero peccato per un’auto che è subito entrata nel cuore degli appassionati. Alcuni si potranno consolare osservando l’ultima opera delle Officine Umberto Palermo denominata Mole Costruzione Artigianale 001, ovvero una 4C completamente ridisegnata che però non è stata toccata nella meccanica. Già dal nome si capisce la volontà di rendere omaggio a Torino, dove peraltro debutterà all’interno del Salone Parco Valentino. Dopodiché verrà realizzata in piccola serie in maniera del tutto artigianale, inaugurando un inedito intento commerciale, cioè quello di realizzare delle fuoriserie partendo da prestigiosi modelli italiani fuori produzione, dandogli una seconda vita con una carrozzeria e degli interni che ne esaltino la nobiltà della meccanica. Continua su GQ

martedì 12 giugno 2018

Lancia Delta, la storia di un mito – Seconda Parte

Nel maggio del 1986 la Delta ha già sette anni e nessuno avrebbe da ridire se venisse sostituita da un modello inedito, magari anche con un altro nome. L’arrivo della prima HF 4WD, tuttavia, spariglia completamente le carte in tavola. È un’auto che praticamente non ha concorrenti. Abbina il comfort e la qualità di una vettura da famiglia con le prestazioni di una vera sportiva, con il plus della trazione integrale permanente. Il differenziale anteriore è libero, quello centrale è di tipo epicicloidale e lavora insieme a un giunto viscoso Ferguson ripartendo la coppia motrice al 56% sull’asse anteriore e al 44% sull’asse posteriore, quello posteriore è di tipo Torsen e ha una percentuale di bloccaggio massima del 70%. Un sistema che permette di utilizzare sempre al meglio ognuno dei 165 CV e dei 29 kgm di coppia del 2 litri 4 cilindri turbo. Continua su Autoappassionati

lunedì 11 giugno 2018

Che Golf compro? Elettrica, metano, benzina…Il confronto

La Volkswagen Golf non ha bisogno di troppe presentazioni. Dal 1976 è stata venduta in oltre 40 milioni di esemplari, lungo otto generazioni, ed è il riferimento indiscusso tra le berline del cosiddetto segmento C. La sua gamma è talmente ampia che va dagli 85 CV del piccolo 1.0 3 cilindri ai 310 della versione R a trazione integrale. Ma la Golf è stata anche la prima auto, ed è tutt’ora l’unica, a essere disponibile con una incredibile varietà di motorizzazioni: diesel, benzina, bifuel a metano, ibrida plug-in ed elettrica. A noi interessa in particolare quest’ultima, che è proposta in un unico allestimento, piuttosto completo. E ha un prezzo di listino di 39.600 euro. Prezzo che viene scontato di ben 7.141 euro grazie all’offerta della rete Volkswagen e che può anche essere spalmato con un finanziamento in 35 rate dal 299 euro al mese. In questo caso è inclusa anche l’estensione di garanzia di 2 anni e 45.000 km, che si aggiungono ai due anni previsti per legge. Quanto alla batteria, la garanzia ne assicura l’efficienza almeno al 70% per 8 anni o 160.000 chilometri. Continua su Vaielettrico

sabato 9 giugno 2018

Lancia Delta, la storia di un mito – Prima parte

Chi nel settembre 1979 si è trovato al Salone di Francoforte davanti allo stand Lancia ad ammirare la neonata Delta, sicuramente non ha immaginato che quel giorno iniziava uno dei capitoli importanti della storia dell’auto. Ma andiamo con ordine. Verso la metà degli anni Settanta la Casa Torinese – ormai da alcuni anni all’interno del Gruppo Fiat – mette in cantiere la nuova “piccola di casa” che avrebbe affiancato la Beta raccogliendo allo stesso tempo l’eredità della Fulvia. La meccanica è moderna, dunque tutt’avanti come quella della Ritmo, i motori sfruttano le sinergie del Gruppo e il design è firmato da Giorgetto Giugiaro. La Delta è subito un successo e vince l’Auto dell’Anno nel 1980, rimanendo a tutt’oggi l’unica Lancia ad avere ricevuto questo premio. La gamma iniziale è piuttosto semplice, con il 1.3 e il 1.5 a benzina da 78 e 85 CV. I rally sono ancora lontani ma i prodromi ci sono già. Continua su Autoappassionati

venerdì 8 giugno 2018

VW e Porsche, vendite e produzione in parte sospese. Ecco perché

Due giorni fa vi abbiamo dato la notizia del blocco alle vendite Porsche per la maggior parte dei modelli causato dai ritardi nell'omologazione dei modelli secondo le nuove procedure di test WLTP. A Zuffenhausen non sono gli unici ad avere questo problema. Rimanendo all'interno del Gruppo tedesco, ieri Volkswagen ha comunicato la necessità di fermare alcune linee produttive finché i relativi modelli non saranno omologati WLTP. Dal 1 settembre 2018, infatti, non sarà più possibile vendere auto che non rispettino le nuove procedure. Ma il Gruppo Volkswagen non è l'unico ad avere questi problemi, anche BMW ha sospeso la vendita di alcuni modelli, tra cui la Serie 7, la M3 e le X5 e X6 a benzina. Allo stesso modo Mercedes potrebbe rinunciare ai motori diesel di origine Renault sulle CLA e GLA. Viene da chiedersi cosa stia succedendo e perché, per esempio, la Opel abbia già provveduto a ri-omologare tutta la gamma. La risposta è semplice, nella sua complessità: è un problema quantitativo. Quanti più modelli, combinazioni motore-cambio e optional si hanno in gamma, tanti più test bisogna fare. Continua su Motor1

giovedì 7 giugno 2018

Milano è la capitale europea del car sharing

Milano è la capitale europea del car sharing, confermando un trend nazionale che vede l'Italia come la nazione europea che preferisce i servizi dell'auto condivisa, seguita dalla Germania. Dei circa 4,5 milioni di utenti europei di car sharing ben 1,3 milioni si trovano in Italia, con un dato in crescita del 21% rispetto al 2016. Ancora più interessante è il numero degli utenti attivi, che è quello che conta davvero e che nel 2017 è arrivato a 820.000 utenti con una crescita del 38%. Questo è quanto emerso durante la conferenza “Rapporto sulla sharing mobility” organizzata dall'ANIASA – Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici – proprio a Milano che è la locomotiva europea del car sharing. Nel capoluogo lombardo ci sono ben 640.000 utenti che nello scorso anno hanno effettuato 3.830.000 noleggi utilizzando 3.100 automobili. Continua su Motor1

mercoledì 6 giugno 2018

Land Rover, il marchio compie 70 anni: dai mezzi “agricoli” ai Suv glamour

Il 30 aprile di settanta anni fa al Salone di Amsterdam debuttava la Land Rover Serie I, uno dei pochissimi veicoli fuoristrada disponibili all'epoca, il cui nome sarebbe poi diventato leggenda e avrebbe dato vita a un marchio a sé stante e a una stirpe di modelli. Oggi fa sorridere ricordare che il primissimo prototipo della Serie I fu costruito partendo dal telaio e dai semiassi di una Jeep Willys, ma all'epoca chi avrebbe potuto dire che questi due marchi sarebbero diventati i rivali per eccellenza nel mondo off road? Ad ogni modo, la Serie I era stata pensata anche come veicolo agricolo, tanto che poteva anche avere una presa di forza esterna per attaccarvi aratri o altri macchinari. Nella decade successiva si affermava come veicolo polivalente anche per usi militari o di polizia e nel 1958 veniva sostituita dalla Serie II, a sua volta pensionata nel 1971.

martedì 5 giugno 2018

Mazda MX-5 Cherry Edition, la prova di GQ.it

Solitamente l’industria automobilistica segue schemi di fredda razionalità, anche se ogni tanto qualcosa o qualcuno sparigliano le carte prendendosi un pezzetto di storia, come nel caso della Mazda MX-5. La piccola due posti giapponese è semplicemente la spider più venduta nella storia. Dal 1989 a oggi è stata venduta in oltre un milione di esemplari – traguardo raggiunto il 25 aprile del 2016 – lungo quattro generazioni succedutesi degli anni. La quarta e attuale è arrivata sul mercato nel 2015 ed è stata sviluppata secondo la filosofia ‘jinba-ittai’ che in giapponese significa unità totale tra cavallo e cavaliere, in questo caso tra auto e pilota. Disponibile con due motorizzazioni aspirate a benzina, da 1.5 e 2 litri di cilindrata, la MX-5 costa come un crossover compatto, rispetto a cui è molto più scomoda ma infinitamente più fascinosa. Se al tempo della sua genesi i giapponesi si erano ispirati alle spider inglesi e italiane degli anni Sessanta, l’ultima generazione ha uno stile che più orientale non potrebbe essere. Il layout è quello classico, sempre più raro nella produzione odierna che tutto sacrifica sull’altare dei costi: motore anteriore longitudinale e trazione posteriore. Continua su GQ

lunedì 4 giugno 2018

All’asta l’Harley-Davidson di Terminator 2, ma per ora nessuna offerta

Nei primi anni Novanta l'utilizzo di effetti speciali cinematografici era ancora piuttosto limitato, soprattutto per gli inseguimenti tra auto e qualsiasi altro veicolo. Per questo una scena come quella di Terminator 2, in cui Arnold Schwarzenegger salva il giovane John Connor dalle ire del T1000, sradicandolo con un braccio dalla sua motina da cross e issandolo per direttissima sulla gigantesca Harley-Davidson è diventata immortale. Era tutto maledettamente vero e la moto in questione era una fiammante Fat Boy,lanciata sul mercato solo un anno prima. Quando si dice la tempistica perfetta del product placement... Ad ogni modo, oggi è in vendita una delle moto utilizzata nelle riprese – un altro esemplare è di proprietà del museo H-D – che si può comprare attraverso un'asta pubblica sul sito icollector.com. C'è tempo per altri 15 giorni ma attualmente non è stata fatta nessuna offerta. Continua su La Stampa

sabato 2 giugno 2018

Goodyear Eagle F1 Asymmetric 3 SUV, i test su asciutto e bagnato

Dopo avervi parlato dei nuovi pneumatici Goodyear Eagle F1 Asymmetric 3 specifici per i SUV ad alte prestazioni e avervi spiegato nel dettaglio le loro caratteristiche, è ora di raccontarvi i quattro test in pista a cui li abbiamo sottoposti. Le auto che abbiamo avuto a disposizione erano tutte Range Rover Velar, ma con motorizzazioni diverse: siamo passati dalla top di gamma con il 3.0 V6 a benzina da 380 CV alle due diesel più potenti, la 2 litri 4 cilindri da 240 CV e la 3 litri V6 da 300 CV. Ecco come è andata. Continua su Motor1.

venerdì 1 giugno 2018

Goodyear Eagle F1 Asymmetric 3 SUV, il grip è il suo mestiere

Gli pneumatici sono uno di quei componenti che si tendono a dare per scontati, a cui si dà poca importanza. Si compra l'auto con quelli di primo equipaggiamento e quando è ora di cambiarli ci si affida ai consigli del gommista, si cerca qualche offerta nella grande distribuzione o su internet, oppure (peggio ancora) si percorrono strade “low cost” che però non portano mai a nulla di buono. Ogni auto, invece, avrebbe bisogno del pneumatico più adatto a lei, ovviamente in buone condizioni e gonfiato alla pressione corretta. Per questo Goodyear ha sviluppato una versione dedicata ai SUV più prestazionali del suo pneumatico top di gamma, l'Eagle F1 Asymmetric 3. Questo genere di auto, infatti, ha caratteristiche peculiari, come la massa elevata e il baricentro alto, che influenzano fortemente il modo in cui le gomme mantengono il contatto con l'asfalto. Continua su Motor1

giovedì 31 maggio 2018

Addio alla Fiat Punto, l’ultima utilitaria torinese esce di produzione e non verrà sostituita

L’ufficialità arriverà solo domani quando Sergio Marchionne presenterà il nuovo piano industriale di FCA, ma le indiscrezioni sulla fine nella produzione della Fiat Punto possono essere prese per buone al 99,9%. Le linee dello stabilimento di Melfi si fermeranno nella prima metà del prossimo mese di agosto, chiudendo la storia dell’ultima “segmento B” torinese che non verrà sostituita. I motivi sono arcinoti e riguardano principalmente i costi: sviluppare, produrre e vendere questo genere di auto dove la scelta dei clienti si basa quasi unicamente sul prezzo e gli sconti sono altissimi non è più conveniente, a meno di non poter dividere lo sforzo con un altro costruttore. Inoltre, i numeri dicono che gli automobilisti preferiscono sempre di più i Suv, anche nei segmenti inferiori e dunque non vale più la pena impiegare risorse su quelle “utilitarie” che fino a qualche anno fa erano la spina dorsale del mercato italiano e in molti casi anche di quello europeo. Continua su La Stampa

Guida all’acquisto Smart EQ: prezzi, versioni…

La storia della Smart elettrica non è  parallela a quella delle altre motorizzazioni: è iniziata solo nel 2009, con la seconda generazione. Dal quel momento in poi la piccola due posti tedesca ha trovato la sua nicchia di estimatori in vari mercati, anche negli Stati Uniti. Ma pure nei momenti migliori le sue vendite a livello globale non hanno superato qualche migliaia di unità all’anno. Dall’inizio del 2018, tuttavia, è l’elettrica più venduta in Italia e dal 2020 le Smart EQ con motore elettrico saranno le uniche disponibili sul mercato. Niente più Benina. Alcuni mesi fa, infatti, Daimler-Mercedes ha annunciato di voler trasformare il suo marchio più giovane in “full electric” entro due anni. Scopriamo dunque la gamma italiana della Smart EQ, che è declinata su tre carrozzerie: fortwo, cabrio e forfour. Gli allestimenti disponibili sono quattro e i prezzi partono da 23.920 euro. Inclusi il caricatore di bordo e la garanzia di 8 anni o 100.000 km sulla batteria. Continua su Vaielettrico

mercoledì 30 maggio 2018

BMW Serie 2 Active Tourer, evoluzione ragionata

Al Salone di Ginevra 2014 BMW presentava una pietra miliare della propria storia, ovvero la sua prima auto a trazione anteriore che portava anche al debutto la nuova piattaforma modulare sviluppata per tutte le auto a motore trasversale del gruppo, Mini incluse. Ora la monovolume tedesca si aggiorna con un restyling che non ne snatura le caratteristiche di base ma la avvicina maggiormente al mondo della Casa bavarese, soprattutto in termini di sportività. Ovviamente gli aggiornamenti riguardano anche una serie di equipaggiamenti che si sono evoluti negli ultimi anni, a partire dall'infotainment. Le dimensioni esterne non sono cresciute e sono quelle tipiche del segmento C: 4,35 metri di lunghezza, 1,55 m di altezza, 1,80 m di larghezza e per 2,67 metri di passo. Dal punto di vista stilistico non ci sono particolari rivoluzioni, gli stilemi rimangono quelli della produzione bavarese. Ma sebbene la Active Tourer sia un prodotto rivolto perlopiù a coppie di circa 50/60 anni amanti delle attività outdoor, gli aspetti legati al dinamismo sono stati tenuti maggiormente in considerazione, come dimostrano i nuovi paraurti più aggressivi, la griglia anteriore di maggiori dimensioni e il doppio scarico posteriore sui motori 4 cilindri. Continua su Motor1

martedì 29 maggio 2018

Volkswagen Touareg e il display da 15 pollici che sfida la Tesla

Ieri vi abbiamo raccontato come va la nuova Touareg, che dopo l'uscita di scena della Phaeton è l'ammiraglia del marchio Volkswagen. Oggi invece ci concentriamo su tutta la tecnologia che la grande SUV made in Wolfsburg porta con sé, portandola in alcuni casi anche al debutto assoluto sul marchio tedesco. Prima di entrare nello specifico, però, bisogna ricordare che lo spettacolare Innovision Cockpit, ovvero la strumentazione completamente digitale da 12,3 pollici e il sistema di infotainment da 15 pollici prerogativa dell'allestimento Advanced, che costa 11.000 euro in più rispetto allo Style, in cui non è disponibile nemmeno a richiesta. Optional è anche lo Steering Pack da 3.000 euro, che include le ruote posteriori sterzanti, le sospensioni pneumatiche a regolazione elettronica e le barre antirollio attive. Head-up display e Night vision costano invece rispettivamente 1.350 e 1.950 euro, mentre servono altri 1.000 euro per avere il Safety Pack che somma l'assistente per la marcia in colonna, quello per il cambio di corsia e quello per gli incroci. Vediamo le dotazioni più interessanti nel dettaglio. Continua su Motor1

lunedì 28 maggio 2018

Guida autonoma, le autorità americane svelano la dinamica dell’incidente mortale Uber

Lo scorso 18 marzo una Volvo XC90 impegnata nei test per la guida autonoma di Uber e appositamente modificata per questo scopo, aveva investito e ucciso un pedone nei dintorni di Tempe in Arizona. Le cause dell'incidente non sono state subito chiare ma ora il rapporto preliminare del National Transportation Safety Board chiarisce meglio la dinamica dei fatti. Innanzitutto è confermato che l'auto si stava muovendo in modalità completamente autonoma e che il pedone era vestito con abiti scuri. Questi non ha guardato nella direzione di provenienza del veicolo se non fino a un attimo prima dell'impatto e ha attraversato la strada in un punto non illuminato da alcuna luce stradale. Continua su La Stampa