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giovedì 2 luglio 2020

Bosch, nonostante il Codiv-19 l’impegno in Italia resta invariato

"Con tutto quello che è successo, prima di parlare di previsioni per il bilancio di fine anno dobbiamo capire come si chiuderà il primo semestre e poi valutare l'andamento dopo il periodo estivo. In ogni caso, a livello di gruppo, auspichiamo di poter chiudere l'anno in pareggio". Così Fabio Giuliani, General Manager del gruppo Bosch in Italia, delinea il 2020 della filiale italiana della multinazionale tedesca, durante la conferenza annuale sui dati di bilancio. L'anno in corso, dunque, nel migliore dei casi sarà stagnante, dopo un 2019 che ha visto il volume di affari italiano contrarsi dell'8,4%, a 2,25 miliardi di euro, rispetto a quello dell'anno precedente. Un risultato determinato dalla forte contrazione dei mercati di riferimento, in particolare per il settore automotive. Continua su La Stampa

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venerdì 18 marzo 2016

Seat, tornano gli utili dopo sette anni addio “brutto anatroccolo” del gruppo Vw


Solo 6 milioni di euro. Ma il segno più davanti al numero fa la differenza quando si fanno i conti di una grande azienda ed è con questa cifra che la Seat è ritornata all’utile dopo ben sette anni. Era dal 2008, infatti, che la casa spagnola non chiudeva un bilancio in “nero”. I motivi di questo miglioramento sono sostanzialmente due, l’incremento delle vendite e una gamma con un margine lordo di contribuzione più elevato, traducibile in “vendiamo più auto e guadagniamo il 3,5% in più su ognuna”. Interessante è anche il fatturato di 8,3 miliardi di euro, che rappresenta il record assoluto di Seat ed è anche il doppio di quello del 2009. Tornando al bilancio finale, nel 2014 c’era stata ancora una perdita di 66 milioni, nonostante un incremento delle vendite sul 2013. L’aumento c’è stato anche nel 2015, tanto che Seat è tornata a vendere oltre 400.000 auto all’anno, cosa che non succedeva da prima della crisi (2007).

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giovedì 22 ottobre 2015

Ferrari: esordio “di corsa” in Borsa, azioni a 60 dollari


L'esordio della Ferrari alla Borsa di New York non poteva iniziare nel modo migliore. Le azioni del Cavallino Rampante, infatti, hanno subito aperto la seduta sopra i 60 dollari, cioè un 8 dollari i più rispetto ai 52 a cui l e azioni erano state offerte al pubblico. Tradotto in percentuale significa una maggiorazione del 15%, anche se dopo circa un'ora il prezzo è sceso a 57-58 dollari, per poi attestarsi sui 55 dollari. Wall Street, dunque, ha accolto bene l'arrivo della Casa di Maranello nel mercato azionario e la soddisfazione è subito emersa sui volti di Sergio Marchionne, John Elkann, Amedeo Felisa e Piero Ferrari, tutti e quattro presenti al momento di suonare la campanella per dare il via allo scambio azionario. Questo ottimo risultato iniziale, tuttavia, è anche figlio di una certa prudenza nella definizione del prezzo delle azioni. Il valore di partenza di 52 dollari, infatti, avrebbe anche potuto essere innalzato fino a 53, opportunità che è stata discussa dai top manager di FCA e Ferrari fino a ieri sera con le banche sottoscrittrici principali - Ubs e Bank of America Merrill Lynch – e che sarebbe stata giustificata dall'ottima accoglienza nella cosiddetta fase di “road show”.

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