lunedì 17 giugno 2019

24 Ore di Le Mans, la gara più bella e dura del mondo


Le Mans è una cittadina francese come molte altre. Se non fosse per quel piccolo particolare che la rende uno dei luoghi più famosi del mondo: la 24 Ore di Le Mans. Una gara che si disputa una volta all'anno e che dal 1923 a oggi si è svolta quasi senza soluzione di continuità. Quella che prenderà via il 15 giugno alle ore 15, per finire domenica 16 giugno alla stessa ora, è l'edizione numero 87 che quest'anno segna il record per il numero di vetture in pista, ben 62 e per i piloti ammessi, che sono 186. Per chi fosse interessato, si vede su Eurosport. È una corsa ricca di storia, che richiama quasi 300 mila spettatori, che non si può paragonare a nessun'altra nel mondo e ha caratteristiche assai peculiari. Sui 13,7 chilometri del circuito semipermanente de La Sarthe - caratterizzato da frenate impegnative, soprattutto in prossimità delle due chicane che dividono il lungo rettilineo (3 km) di Mulsanne - convivono auto appartenenti a due grandi categorie, i prototipi (LMP1 e LMP2) e le GT che hanno livelli prestazionali così diversi tra loro che una delle maggiori difficoltà che i piloti devono gestire sono i sorpassi ai colleghi più lenti e più veloci. Continua su GQ

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Tutti i numeri della 24 Ore di Le Mans, la gara più impegnativa del mondo

Sessantadue vetture al via, suddivise in 4 classi differenti partecipano in queste ore all’87esima edizione della classica 24 Ore di Le Mans, la più prestigiosa gara endurance al mondo. A contendersi la vittoria assoluta saranno soprattutto i prototipi, suddivisi nelle categorie LMP1 (dei team ufficiali) e LMP2 (di team non ufficiali). Leggermente meno performanti, ma non per questo non competitive, sono le Grand Touring Endurance (GTE), vetture derivate dalla serie, che a loro volta si ripartiscono in LM GTE Pro (dei team ufficiali) e LM GTE Am (“amatori”). Ecco qualche numero che forse non sapevate. Continua su La Stampa

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Volkswagen Polo GTI, la virtù dell'equilibro

Di tutte le sigle che compongono l'universo dell'automobile, alcune meritano più rispetto di altre. Una di queste è GT, scritto con le tre maiuscole. Significa Gran Turismo Injection e se oggi la terza parola fa quasi sorridere, nel 1976, quando apparve sul portellone della Golf, aveva tutto un altro significato. Da oltre quaranta anni, dunque, queste tre letterine magiche identificano un modo ben preciso di rendere sportiva un'auto da famiglia. Un concetto che ha avuto così tanto successo da essere stato condiviso con molti altri modelli. Uno di questi è la nuova Polo GTI, che è diventata così matura da potere permettersi di insidiare anche la sorella maggiore. Tra le due «hot hatch», infatti, ballano solo una ventina di centimetri di lunghezza, un quintale di peso e una quarantina di cavalli, visto che il 2.0 TSI è condiviso. Ovviamente la Golf va un po' più forte, ma non è detto che questo basti a giustificare i 10.000 euro in più che servono per portarsela a casa. Continua su GQ

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domenica 16 giugno 2019

La Peugeot 403 “Familiale” di Aldo Moro in mostra a Torino

La foto di Aldo Moro, e della Renault 4 in cui è stato ritrovato il suo corpo, rimarrà per sempre nella memoria collettiva italiana. Del resto la potenza delle immagini è spesso superiore a quella delle parole. «Noi invece vogliamo ricordarlo in vita, in un momento famigliare» dice Mariella Mengozzi, direttore del Museo dell’automobile di Torino. Fino al 12 maggio il Mauto ospita infatti la Peugeot 403 “Familiale” color blu mare della famiglia Moro, una macchina a cui lo statista era legatissimo, scelta per fare viaggiare in comodità i quattro figli. L’aveva acquistata nel 1960 per uso privato e spesso veniva guidata dalla moglie Eleonora. Era una vettura spaziosa - una delle poche disponibili in quegli anni a poter ospitare otto persone - e di basso profilo, come amava essere lo statista pugliese. Continua su La Stampa

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sabato 15 giugno 2019

Vespa Sei Giorni II Edition, carattere e stile

Nel 1951 la Squadra Corse Piaggio strabiliò il mondo delle competizioni trionfando con un piccola Vespa contro vere moto off-road in una delle gare più dure e prestigiose. Nel dopoguerra le gare di regolarità vivevano il loro momento di gloria: prove massacranti, su percorsi durissimi, lunghi centinaia di chilometri. Un banco di prova straordinario per uomini e mezzi. La competizione più prestigiosa era la Sei Giorni Internazionale che si svolgeva a Varese. Le dieci Vespa al via furono accolte dallo scetticismo generale: cosa avrebbero potuto contro vere moto pensate per le competizioni? Invece il modello realizzato proprio per quella gara, partendo dalla versione Sport, dominò conquistando ben 9 medaglie d’oro individuali. La Vespa “Sei Giorni”, che da quella vittoria prese il nome è in assoluto uno dei più leggendari nella storia dello scooter Piaggio: oggi è ricercatissimo dai collezionisti e vale tantissimo visto che è stata prodotta in solo 300 esemplari. Continua su GQ

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venerdì 14 giugno 2019

Triumph Rocket 3 TFC, la cruiser costruita intorno a l motore più grande del mondo

In un'epoca in cui il downsizing è una specie di imperativo, una motocicletta come la Triumph Rocket 3 TFC è veramente una perla rara. La sigla sta per Triumph Factory Custom e sta a indicare sia la particolare cura posta nell'allestimento, sia la natura limitata di questa edizione: solo 750 esemplari. Ma, seppur ben marcata, non è l'esclusività la caratteristica principale di questa moto, bensì il suo “motorone”. Tre cilindri, 2,5 litri di cilindrata, 170 CV e soprattutto 221 Nm di coppia. Quest'ultimo dato rende la Rocket la moto di serie con più newtonmetri di tutte. Sempre a proposito di record, questa è la Triumph più potente di sempre e la sua cilindrata non è mai stata raggiunta da nessun’altra moto normalmente in vendita. Continua su La Stampa

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giovedì 13 giugno 2019

Fiat 500 Star e Rockstar, elegante o aggressiva?

La Fiat 500 non è solo un'automobile ma anche una «case history» che andrebbe studiata in tutti i corsi di marketing. Da quando è rinata, nel 2007, a oggi, il suo successo non si è mai arrestato. Anzi, è cresciuto nel corso degli anni, come dimostra il fatto che nel 2018 la Fiat 500 ha registrato il suo miglior risultato di sempre con quasi 194.000 unità immatricolate in tutta Europa (contando anche le Abarth 595) e lo scorso marzo si è confermata la vettura più venduta tra le citycar, oltre che la seconda dell’intero trimestre, dietro solo all’altrettanto straordinaria Panda. Insomma, la 500 rimane un simbolo del Made in Italy e con le due nuove versioni top di gamma Star e Rockstar si rivolge a un cliente giovane e sofisticato. In realtà tutta la gamma della piccola torinese è stata rinnovata, puntando su carattere, stile ed esclusività. Continua su GQ

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mercoledì 12 giugno 2019

Vacanze Sicure 2019: attenti ai controlli sui vostri pneumatici a maggio e giugno

Da sedici anni la campagna Vacanze Sicure (sito ufficiale) cerca di sensibilizzare gli automobilisti riguardo alla sicurezza stradale e lo fa attraverso il controllo dei pneumatici. Chi è appassionato come noi sa benissimo che le gomme sono fondamentali, in quanto unico  punto di contatto tra il veicolo e la strada, ma purtroppo questa non è una nozione così universalmente conosciuta. Così la Polizia Stradale, nell’ambito della campagna Vacanze Sicure 2019, opererà in sei regioni – Piemonte, Marche, Toscana, Lazio, Umbria e Puglia – effettuando circa 11.000 controlli durante tutto il mese di maggio e in parte giugno. Verranno verificati l’usura del battistrada, l’omologazione, la corrispondenza delle misure montate rispetto a quanto riportato in carta di circolazione, l’eventuale presenza di danneggiamenti visibili ad occhio nudo e il sotto gonfiaggio – oltre un’automobilista su due viaggia con pneumatici sgonfi – che molto spesso è la premessa di un cedimento strutturale improvviso del pneumatico. Continua su Autoappassionati

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martedì 11 giugno 2019

Audi A4, il restyling punta su tecnologia e motore ibrido

Anche se negli ultimi anni l'offerta si è estesa e moltiplicata, la A4 occupa sempre un posto speciale nella gamma Audi, visto che è in produzione ormai da 25 anni. La generazione attuale è in vendita dal 2015 e dunque è giunto il momento di aggiornarla. I due temi principali di questo restyling sono la tecnologia e il design, che si allinea al nuovo linguaggio stilistico del marchio di Ingolstadt. La griglia single frame è più ampia con le linee orizzontali sottolineano l’impronta a terra della vettura. La fiancata, poi, è caratterizzata dal ribassamento della linea di cintura e dai profili muscolosi in corrispondenza dei passaruota. All'interno, invece, l’ampio display MMItouch porta in abitacolo l’intuitività dei comandi tipica degli smartphone. Continua su GQ

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lunedì 10 giugno 2019

Le 5 app per andare in vacanza tranquilli

Per brevi o lunghe che siano, le possibilità vacanziere offerte dal calendario sono davvero tante. Che si voglia fare una tranquilla gita fuori porta, visitare una capitale europea, andare al mare, in montagna oppure organizzare una vacanza intercontinentale, l’importante è trovare il tempo per staccare la spina. Ma per partire e viaggiare in serenità è anche bene essere organizzati e in questo ci sono diverse app che possono dare una mano. Così abbiamo selezionato quelle che a nostro avviso sono più utili. Continua su Boggi

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domenica 9 giugno 2019

Peugeot Pulsion, lo scooter «connesso»

Dalle auto agli scooter. A volte il travaso tecnologico imbocca percorsi poco convenzionali e passa da un settore all'altro con una certa fluidità. Ovviamente, se ne vale la pena. Nel caso del Peugeot Pulsion, la risposta è “sì”, visto che i trasferimenti dalle quattro alle due ruote riguardano gli aspetti meglio riusciti delle auto francesi degli ultimi anni: il design e la gestione originale dell'ergonomia del posto guida. Lo stile è fatto di linee affilate e precise, con i fari full LED - che ricordano «i canini del Leone» inaugurati sulla nuova 508 - sottolineati dalle prese d’aria e dalle maschere nere e cromate. La griglia della presa d’aria a scacchiera, poi, rende a sua volta omaggio al DNA della famiglia Peugeot. Il Pulsion si guida con la patente B, perché il suo motore è di 125 cc, anche se non si direbbe guidandolo tra le strade di Parigi. Lo spunto è sempre vivace e anche nei viali più scorrevoli non ci sono problemi quando la velocità sale, perché la stabilità è ottima, anche se le ruote non sono alte, ma da 14 pollici all'anteriore e da 13 al posteriore. Continua su GQ

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sabato 8 giugno 2019

Husqvarna Svartpilen701 – l’alternativa svedese


I tempi in cui la moto era esclusivamente uno strumento di mobilità per spostarsi da “A” a “B” sono finiti da un tempo. Nessun altro mezzo a motore esprime la personalità del centauro che la cavalca come la motocicletta, che è anche figlia della cultura di una nazione o di un continente. Le due ruote vivono di mode, influenze, corsi e ricorsi storici. Considerando tutto questo è più facile spiegare la nuova Husqvarna Svartpilen 701 che è ispirata dal ritorno in auge delle competizioni flat track, pur avendo una destinazione d’utilizzo squisitamente stradale. Il suo nome vuol dire “freccia nera” ed è una naked moderna e innovativa, del tutto spoglia di eccessi e vuole conquistare una nuova generazione di motociclisti, interessata a un design più semplice, ma senza tempo. Continua su Boggi

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venerdì 7 giugno 2019

Volkswagen ID.3, l'elettrica della rivoluzione si può già ordinare

Il momento è arrivato. La prima Volkswagen della nuova era, quella della rivoluzione elettrica, è pronta ad arrivare sul mercato. Annunciata come prototipo nell'autunno 2016 e facente parte di un imponente piano industriale, la ID. è finalmente pronta e nel frattempo ha guadagnato una nome più articolato. La denominazione ufficiale infatti è ID.3, un numero che indica la possibilità di estendere la gamma sia verso l'alto che verso il basso, come peraltro ampiamente anticipato da tutte le altre concept elettriche viste negli ultimi anni. Ma non è tutto, perché il tre simoboleggia anche l'ingresso del marchio di Wolfsburg nella sua terza fase “storica” dopo la prima del Maggiolino e la seconda della Golf. Siamo andati a vederla a Berlino, nel giorno in cui Volkswagen ha aperto i pre-ordini nei mercati europei. Continua su GQ

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giovedì 6 giugno 2019

Audi R8 review – la supercar di scuola tedesca


“Con il 50% dei componenti condivisi con la R8 LMS GT3 e il 60% con la R8 LMS GT4, nessun’altra vettura di serie è così simile a un’auto da corsa quanto la R8”. Basterebbero queste parole di Oliver Hoffmann, Responsabile dello sviluppo tecnico di Audi Sport GmbH, a descrivere la nuova supercar di Ingolstadt, ennesima evoluzione di un modello nato nel 2007 e diventato, anno dopo anno, una delle icone tedesche della sportività su quattro ruote. La nuova R8 conferma le sue caratteristiche fondanti, come l’eccezionale reattività alle pressioni dell’acceleratore, il sound allo scarico unico e la “fame di giri” del V10 aspirato, sconosciuta ai propulsori turbocompressi. Il 10 cilindri si trova in posizione centrale, alle spalle del pilota ed è disponibile in due livelli di potenza: 570 CV e 560 Nm di coppia oppure 620 CV e 580 Nm. Continua su Boggi


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mercoledì 5 giugno 2019

Nissan GT-R Nismo, dalla pista alla strada

“La versione 2020 della GT-R Nismo è un’auto sportiva estrema, eppure equilibrata. Il piacere di guida è la vera colonna portante di quest'auto che offre prestazioni equiparabili a un’auto da corsa, ma al tempo stesso garantisce il comfort di guida di un’auto stradale” sono le parole con cui i tecnici giapponesi definiscono la loro ultima e più veloce creatura, una supercar che negli anni si è conquistata un posto d'onore nell'Olimpo dei modelli ad alte prestazioni. L'obiettivo progettuale della GT-R è sempre stato quello di mettere a disposizione di tutti i guidatori le tecnologie proprie delle auto da corsa, con un controllo sensibile ma reazioni dinamiche affidabili. Continua su GQ

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martedì 4 giugno 2019

Porsche 911 993, l’auto della rivoluzione di Zuffenhausen

Per tutti gli appassionati dell’universo targato Zuffenhausen, la Porsche 911 993 rimarrà sempre il modello spartiacque tra un prima e un dopo, nella fattispecie a “causa” del raffreddamento ad aria. Come infatti sanno anche le mattonelle di Zuffenhausen, quest’auto ha rappresentato la massima evoluzione di questa soluzione tecnica, prima del passaggio al più adatto, per i tempi, liquido refrigerante. Un cambiamento necessario per motivi legati principalmente alle prestazioni e alle emissioni. Con la sola aria ad abbassare la temperatura della testa, infatti, è impossibile salire oltre una certa potenza specifica e non si riesce a gestire nemmeno la combustione in quel modo fine che le norme antinquinamento hanno iniziato a richiedere a partire dalla seconda metà degli anni Novanta. Insomma, puristi o no, il passaggio aria-liquido “s’aveva da fare” anche sulla iper-tradizionalista Porsche 911 che del resto aveva portato nuovamente alla ribalta uno schema tecnico nato con, a ben guardare, con il Maggiolino Volkswagen ancora prima della Seconda Guerra Mondiale. Continua su Autoappassionati

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lunedì 3 giugno 2019

Hellephant Crate Engine, il motore da 1.000 CV (e 30 mila dollari) che puoi montarti in garage

Spendereste 30.000 euro per avere un motore da 1.000 cavalli? Intanto che ci pensate, sappiate che per quella cifra, che in realtà è in dollari e non in euro, avrete solo il propulsore, senza l’auto intorno. Strano? No, anzi. Negli Stati Uniti quella di vendere i motori “da soli” è una tradizione che viene da lontano ed è molto affine con il mondo delle competizioni. Si chiamano “crate engine” che letteralmente vuol dire “motore in cassa” e sono perfettamente legali, visto che dall’altro lato dell’Atlantico le leggi sono molto più permissive quando si tratta di mettere mano alle automobili. Quindi, se avete una vecchia muscle car o, perché no, anche un pick-up a cui volete aggiungere un po’ di pepe, potete rivolgervi alla Mopar - marchio di componenti e accessori del gruppo Fca - e ordinare il nuovo “Hellephant” 426 Supercharged Crate Hemi Engine. Continua su La Stampa

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domenica 2 giugno 2019

Land Rover Defender, ritorno alle origini

Per la Land Rover Defender il 2019 sarà l'anno della rinascita. Prodotta ininterrottamente per quasi settanta anni - dal 1948 al 2016 - in varie serie, ma senza mai cambiare la sua impostazione tecnica di base, la più famosa delle fuoristrada britanniche sta per tornare con una pelle completamente nuova. Un'operazione molto delicata, che si doveva già fare all'inizio del decennio ma che poi è stata rimandata per una serie di dubbi, soprattutto di natura stilistica. Ora il momento è arrivato e per essere sicuri che la nuova Land Rover Defender sia all'altezza della vecchia quanto a robustezza e capacità off-road, i tecnici Land Rover hanno deciso di metterla alla prova in un territorio a lei molto caro, quello africano. Continua su GQ

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sabato 1 giugno 2019

Ferrari SF90 Stradale, la supercar ibrida da 1.000 cavalli

Era attesa da molto tempo e finalmente è arrivata. La nuova Ferrari SF90 Stradale, che è anche la prima auto ibrida plug-in nella storia di Maranello. Ovviamente la sua missione non è consumare poco, ma andare il più veloce possibile e per questo la quantità dei sui cavalli è un numero che rimane scolpito nella mente: mille. Ma non è l'unico numero incredibile della nuova hypercar del Cavallino Rampante, che può vantare un rapporto peso potenza di 1,57 kg/cv, un rapporto solitamente riservato alle auto da corsa. Ma è lo stesso nome della nuova Ferrari a sottolineare le sue prestazioni, visto che richiama la celebrazione dei 90 anni della Scuderia Ferrari, sottolineando allo stesso tempo lo stretto legame che è sempre esistito tra il mondo delle corse e le vetture stradali. Così la SF90 Stradale è la dimostrazione migliore di come le conoscenze acquisite attraverso le competizioni trovino applicazione su una vettura Ferrari di produzione. Continua su GQ

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Anche la Lotus diventa “green” e annuncia la sua prima supercar elettrica

Per gli appassionati di auto sportive, la notizia è di quelle che lasciano interdetti. Lotus, il marchio in assoluto più famoso per la sua filosofia costruttiva votata alla leggerezza delle auto, ha annunciato l’arrivo di una supercar elettrica. Anche se la data di presentazione del modello di serie è ignota, così come i dettagli tecnici, c’è qualcosa che stride concettualmente, visto che le batterie al litio necessarie per qualsiasi auto elettrica sono l’antitesi della leggerezza. Anche su una monoposto di Formula E, che attualmente rappresenta la massima espressione sportiva delle emissioni zero, le batterie contano per poco meno della metà della massa complessiva dell’auto (384 kg su 900 kg con pilota a bordo). Questa nuova Lotus, dunque, non potrà certamente essere “magra” come le precedenti, ma probabilmente ai proprietari cinesi di Geely non interessa più di tanto. Continua su La Stampa

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