lunedì 19 aprile 2021

Cinquanta anni fa nasceva la Fiat 127, cioè la prima utilitaria moderna italiana


La Fiat 127 è una di quelle auto che hanno fatto la storia della motorizzazione italiana. Il modello originale debuttò nell'aprile del 1971, proprio mezzo secolo fa, compiendo un grande balzo in avanti rispetto alla 850, che del resto era stata concepita alla fine degli anni Cinquanta. Il salto era grande non soltanto nella tecnica ma anche nello stile. Lo schema "tutto avanti" con il motore anteriore trasversale era già stato sperimentato dal Gruppo Fiat sulle Autobianchi Primula e A112 e sulla Fiat 128 che era uscita un paio di anni prima. Ma con la 127 questo schema arrivava per la prima volta su una vettura davvero popolare. A livello di design, invece, la matita di Pio Manzù - figlio dello scultore Giacomo - definì una linea molto moderna, tanto nelle proporzioni quanto in alcuni dettagli estetici piuttosto ricercati. Era talmente avanti rispetto all'epoca, che ispirò molte concorrenti degli anni seguenti. Manzù, invece, fu molto sfortunato perché morì in un incidente stradale proprio mentre si recava alla presentazione della maquette definitiva alla dirigenza Fiat. La 127, in ogni caso, ebbe un successo immediato, anche fuori dall'Italia, tanto che in poco più di tre anni ne vennero prodotte un milione, mentre nel 1972 si aggiudicò il premio di Auto dell'Anno, allora ancora più ambito di oggi, oltre a diversi altri premi nazionali. Nello stesso anno debuttò anche la versione "3 porte" visto che la prima 127 aveva ancora il baule separato dall'abitacolo e non un portellone completo. Con questa modifica, si poteva sfruttare tutto lo spazio interno, aprendo possibilità sconosciute alle vetture con il motore posteriore. A livello meccanico, in ogni caso, la 127 era figlia di un progetto all'avanguardia, a partire dal propulsore che era un'evoluzione di quello della 850 Sport, ovvero il 903 cc ad aste e bilancieri che sarebbe poi arrivato fino al terzo millennio. Continua su La Stampa

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domenica 18 aprile 2021

Formula 1, Fernando Alonso torna a Imola 20 anni dopo la prima volta: «La sfida è immensa»


Fernando Alonso torna a Imola, 20 anni dopo la sua prima volta, al volante di una Alpine. La prima volta che il pilota spagnolo corse all'autodromo Enzo e Dino Ferrari su una Formula 1, infatti, era esattamente il 15 aprile 2001. L'auto in questione era una Minardi e quell'anno Alonso era il terzo più giovane esordiente della storia della F1. Da quel giorno ne è passata di acqua sotto i ponti: Fernando Alonso ha vinto due mondiali con la Renault e ne ha sfiorati altri due con la Ferrari, perdendoli per quattro punti nel 2010 e per tre punti nel 2012. In tutto ha corso per cinque stagioni con la scuderia di Maranello, prima di approdare alla McLaren dove però non è mai andato oltre il decimo posto in classifica. Poi il ritiro del 2018 e l'impegno spostato su altre discipline molto impegnative, come il mondiale endurance. In questo periodo sono arrivate le due vittorie alla 24 di Le Mans e l'assalto alla 500 miglia di Indianapolis, che però non è riuscito. E proprio di questo gli abbiamo chiesto nella nostra intervista. 

Sei vicinissimo alla cosiddetta Triple Crown (mondiale F1, Le Mans e 500 miglia di Indianapolis), ci riproverai?

«Non so se ci riproverò, è difficile rispondere adesso. Di certo è un obiettivo che mi attrae ancora e ha sicuramente il suo fascino. Ma ora sono focalizzato al 100% sulla Formula 1 ed è difficile guardare oltre. Non so che cosa farò dopo, la sfida di questo ritorno è già immensa. In ogni caso la 500 miglia di Indianapolis resta una gara magica».

A Imola sei stato protagonista di grandi duelli con Michael Schumacher, che ricordi hai?

«Ho un bellissimo ricordo delle battaglie con Michael. Una grande emozione. Io arrivavo in F1 in quegli anni e lui era un riferimento, un campione da cui imparare tanto. Duellare con lui era speciale e quello che abbiamo fatto qui a Imola è rimasto nell'immaginario collettivo. Riguardo alla sua situazione attuale, rispetto la sua privacy, come tutti, ma ho sempre la speranza che arrivino buone notizie». Continua su GQ

 

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sabato 17 aprile 2021

Audi Q4 e-tron e Q4 e-tron Sportback, ecco le elettriche “popolari” di Ingolstadt


Le Audi Q4 e-tron erano attese da molto tempo e finalmente sono arrivate in veste definitiva. Le forme sono fedeli a quelle delle due concept presentate nel 2019 al Salone di Ginevra e poi a metà 2020. Le Q4 e-tron, dunque, nascono subito con due carrozzerie distinte, quella tradizionale - una volta si sarebbe detto due volumi - e quella Sportback, con il profilo del posteriore che degrada verso il basso, quasi come su una coupé. Ma al di là della doppia scelta, quello che veramente conta è che le Q4 e-tron sono le prime Audi 100% elettriche sviluppate sulla piattaforma MQB comune a tutto il Gruppo Volkswagen. Dopo che la e-tron quattro ha portato Audi al debutto nel mercato elettrico, ma nella fascia più alta, il compito delle nuove arrivate è quello di posizionarsi più in basso, dove i volumi iniziano a crescere. A questo proposito, in Italia, i prezzi partiranno da meno di 46.000 euro, incentivi esclusi, e le auto arriveranno nelle concessionarie a giugno. Con 4,58 metri di lunghezza, 1,86 di larghezza e 1,63 di altezza, la Audi Q4 e-tron si posizionano nella parte più alta del segmento C-SUV, dove la concorrenza è massima, anche a livello globale. Il passo di 2,76 metri configura un abitacolo generoso - Audi prende come riferimento le dimensioni esterne della Q3 e la volumetria della Q7 - e un bagagliaio da almeno 535 litri (520 per la Sportback). Ancora a proposito delle carrozzerie, il CX è ottimo per entrambe, cioè di 0,28 per la due volumi e di 0,26 per la Sportback. La penetrazione aerodinamica favorevole favorisce anche le autonomie, che sono comprese tra i 306 e i 520 km a seconda dei powetrain, delle batterie e della trazione posteriore o integrale. Le Q4 e-tron, infatti, saranno disponibili in tre step di potenza: 170, 204 e 299 CV, abbinati rispettivamente alle versioni "35", "40" e "45". L'accelerazione da 0 a 100 km/h parte da 9 secondi e scende fino a 6,2, con velocità massime (limitate) di 160 o 180 km/h. Continua su La Stampa

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venerdì 16 aprile 2021

Le 10 auto cabrio e spider che hanno fatto la storia


Le 10 auto cabrio e spider che hanno fatto la storia fanno tutte parte del nostro immaginario collettivo, anche se in molti casi non sappiamo nemmeno quale sia il loro nome corretto. Classiche o moderne che siano, le vetture senza tetto hanno sempre un fascino particolare e poco importa se siano derivate da una versione chiusa o se nascano già con la capote. Nella maggior parte dei casi si tratta di modelli sportivi, ovviamente con le dovute eccezioni. Anche la distinzione tra cabriolet (o convertible, come dicono gli americani) e spider è importante. Le prime sono le auto che derivano da una berlina e che possono offrire quattro posti - o alla peggio 2+2 con i posteriori di fortuna - invece le seconde sono sportive più radicali e hanno solo due posti secchi. In ogni caso, questo genere di auto sembra un po' passato di moda negli ultimi anni, come abbiamo raccontato qui. Basti pensare che ancora nel 2004 gli automobilisti europei hanno acquistato 476.000 vetture a cielo aperto, mentre nel 2019 il totale è tracollato a 163.300 unità. Nel 2020, anche a causa della pandemia, in Italia sono state vendute meno di 5.000 unità tra cabriolet e spider. Insomma, anche se questo è il paese del sole, evidentemente piace sempre di meno prenderlo in macchina. Tuttavia, non è sempre stato così, come dimostrano i modelli presenti nella nostra classifica delle 10 auto spider e cabrio che hanno fatto la storia. Continua su GQ

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giovedì 15 aprile 2021

Dacia Spring, la prova: tutto quello che non c’è non si può rompere


La Dacia Spring arriva come un temporale sul mercato europeo e italiano grazie una caratteristica imbattibile: il prezzo, 19.900 euro di listino. Sfruttando gli ecoincentivi e la rottamazione, costa meno di diecimila euro - 9.460 per la precisione - diventando l'auto a zero emissioni più economica in Italia. Un titolo che fino a qualche tempo fa apparteneva alla "cugina" Renault Twingo per la quale, tuttavia, bisogna mettere in conto almeno 12.950 euro. Anche se i due brand a cui appartengono fanno entrambi parte del Gruppo Renault, le due auto non hanno praticamente nulla in comune: la Twingo è figlia della vecchia joint venture con la tedesca Smart, mentre la Spring viene prodotta dalla Dongfeng - una delle tre principali Case auto cinesi - ma su piattaforma Renault. Questa Dacia, dunque, viene costruita in Cina, dove viene anche venduta con tre brand e nomi diversi con qualche lievissima modifica di carrozzeria. Tornando alla versione italiana (ed europea), siamo di fronte a una citycar a cinque porte lunga 3,73 metri e con un passo di 2,43, che configurano un discreto spazio a bordo per 5 persone e 290 litri per i bagagli. Il motore elettrico ha 44 CV e 125 Nm ed è alimentato da una batteria agli ioni di litio che ha una capacità di 27,4 kWh. L'autonomia media omologata WLTP è di 230 km, che però diventano 305 km in città. Considerate le dimensioni degli accumulatori, le quattordici ore necessarie per il pieno con una presa domestica sono accettabili, ma già con una wallbox da 7,4 kW si scende a cinque ore. In ogni caso, la potenza massima di ricarica non supera i 30 kW, ma considerando che la maggior parte delle colonnine pubbliche italiane è da 22,3 kW, ci si può accontentare. I numeri che invece destano qualche perplessità sono quelli relativi alle prestazioni: a leggere i 19,1 secondi per passare da 0 a 100 km/h e i 125 km/h di velocità massima, sembra di tornare indietro nel tempo, alle utilitarie degli anni Ottanta. Continua su La Stampa

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mercoledì 14 aprile 2021

David Beckham è il nuovo Global Ambassador di Maserati (e l'annuncio arriva con un film girato a Miami)


Maserati sceglie David Beckham come nuovo Global Ambassador. L'ex-capitano della nazionale di calcio inglese, stella del Manchester United e del Real Madrid, è il partner perfetto per accompagnare il brand del Tridente nella prossima tappa del suo viaggio, rompendo i confini e portando il marchio in prima linea tra le automobili di lusso nel ventunesimo secolo. Nella sua storia lunga oltre un secolo, Maserati si è distinta per innovazione, design e passione, creando veicoli iconici, che hanno cambiato per sempre il modo di pensare alle automobili. Oggi, questa ricetta italiana unica, trova una definizione inedita con l'unione tra Maserati e David Beckham, icona sportiva a livello mondiale, filantropo, uomo d'affari e pioniere dello stile. «Il Brand continua a essere proiettato in avanti, inaugurando una nuova era. Maserati sfida ogni giorno lo status quo grazie al suo essere innovativa per natura, spinta dalla passione e unica per design. La partnership con David Beckham esprime tutti questi valori», ha commentato Paolo Tubito, Chief Marketing Officer Maserati. David Beckham, dal canto suo, insiste sul legame con stile e innovazione che condivide con il brand:  «Per me è entusiasmante iniziare questa partnership con Maserati: un marchio italiano iconico che condivide la mia stessa ammirazione per le innovazioni più grandi e per il migliore design. In un momento così cruciale della sua storia, non vedo l'ora di lavorare a stretto contatto con Maserati e di continuare con loro questa crescita su scala globale». Continua su GQ

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martedì 13 aprile 2021

Citroen C5 X, la nuova ammiraglia francese diventa crossover


Sebbene il segmento D, quello delle berline e delle station wagon lunghe tra i 4,6 e i 4,8 metri, sia in crisi in tutta Europa - nel 2020 sono state immatricolate 790.000 auto, di cui il 60% appartenenti ai marchi premium - Citroen prova a dire la sua con la nuova C5 X, che adotta una formula più originale. Se la prima parte della denominazione riprende quella della generazione precedente, uscita dal mercato quattro anni fa, la "X" finale è quella che cambia tutto, lasciando intendere le nuove caratteristiche dell'auto. Le forme sono quelle di un crossover, un po' berlina due volumi, un po' station wagon, con un ampio portellone posteriore. La lunghezza è di 4,8 metri, la larghezza di 1,86 e l'altezza di 1,48. Misure che insieme al passo di 2,79 metri lasciano presagire una grande abitabilità interna, mentre il vano bagagli ha una capacità di 545 litri. Lo stile della C5 X riprende alcuni stilemi già visti sulla nuova C4, anche se qui il design è lievemente meno sperimentale e va alla ricerca di una maggiore eleganza. Continua su La Stampa

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lunedì 12 aprile 2021

Audi e-tron GT, potenza strabiliante e prestazioni sostenibili


La Audi e-tron GT porta una scossa nella storia brand di Ingolstadt. Nella versione RS, infatti, è semplicemente l'Audi di serie più potente di sempre, senza contare che è la prima elettrica nata su una piattaforma - la J1 condivisa con la Porsche Taycan - pensata sin dall'inizio esclusivamente per questo tipo di soluzione. La Audi e-tron GT, inoltre, è l’apice dell’evoluzione sostenibile della sportività dei quattro anelli, visto che viene costruita nello stabilimento Audi Böllinger Höfe - dove nasce anche la supercar R8 - che è certificato carbon neutral e utilizza tecnologie all'avanguardia come la realtà virtuale, il riciclo della plastica e dell’alluminio. Lunga 4,99 metri, larga 1,96 metri e alta 1,41 metri, è stata sviluppata da Audi Sport, seguendo il concetto di coupé a quattro porte, che ha permesso di ottenere un CX bassissimo di 0,24, grazie anche ad accorgimenti come le prese d’aria attive, lo spoiler posteriore estraibile, il sottoscocca carenato l'estrattore posteriore. Riguardo allo stile, invece, bastano le parole di Marc Lichte, Responsabile del Design Audi che l'ha definita come “l’auto più bella che abbia mai disegnato”. Anche l’abitacolo è in stile Granturismo, con conducente e passeggero seduti in posizione ribassata, separati da un’ampia console, mentre i sedili posteriori garantiscono un’abitabilità tale da ospitare tre adulti. Parlando invece di tecnica, la e-tron GT ha due motori elettrici, uno per asse, che configurano una trazione integrale senza albero di trasmissione, del 50% più veloce rispetto a un sistema tradizionale. Continua su GQ

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domenica 11 aprile 2021

Ford Puma ST, la prova: non svegliate il felino che dorme


Prendete la crossover piccola più in voga del momento, aggiungete buona parte della meccanica di una delle migliori "hot hatch" in circolazione, cioè la Fiesta ST, e otterrete una miscela esplosiva. La Ford Puma ST è un'auto unica nel suo genere e infatti non ha concorrenti dirette. Il suo carattere è tutto racchiuso nelle due letterine magiche che seguono il nome, perché quando una Ford riceve le cure del reparto Sports Technologies e di conseguenza la sigla ST - la RS purtroppo è stata abbandonata dopo la penultima Focus per motivi legati alle emissioni - di solito si trasforma in un'auto estremamente divertente. La nuova Puma ST non fa eccezione e, sebbene il suo baricentro non sia esattamente quello di un'auto sportiva, già dopo qualche curva si capisce che si tratta di un limite più teorico che pratico. La piccola crossover Ford, infatti, sa essere molto divertente e non ha nulla da invidiare alla Fiesta ST, rispetto a cui risulta molto più versatile e godibile a 360°. Del resto, Ford Italia non fa mistero del fatto che per la prima volta nella storia c'è in gamma un'auto che batte la Fiesta in fatto di vendite. Continua su La Stampa

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sabato 10 aprile 2021

Essere un «Digital Nomad», l'esempio di Nick Pescetto


Nick Pescetto è un content creator specializzato nel mettere insieme temi come gli sport estremi, la natura, i viaggi e la fotografia. Le immagini dei suoi viaggi sono tra le più apprezzate del web e sulla sua pagina Instagram conta oltre 330,000 follower. Un "Digital Nomad", un giramondo contemporaneo che è riuscito a cogliere le opportunità di un lavoro che fino a poco tempo fa era quasi sconosciuto. Dopo essersi accorto di non poter essere felice con un classico lavoro d’ufficio, infatti, ha inseguito i suoi sogni con coraggio fino a raggiungerli. Del resto, il confine tra tempo libero e lavoro, turismo e professione scompare quando l’ufficio diventa un lap top. Raccontare cultura e tradizioni locali vivendo on the road oggi è una realtà per molti ma è anche una sfida che impone di riflettere sul tema del cambiamento: dai mezzi di trasporto che usiamo ai comportamenti necessari a ridurre l’impatto sull’ambiente e sulle comunità che ci ospitano. Così, abbiamo parlato con Nick Pescetto durante gli Electric Days Digital e ci ha raccontato che cosa vuol dire essere un content creator e anche un "Digital Nomad". «Ho iniziato a definirmi come un content creator solo tre o quattro anni fa. Prima mi presentavo come filmmaker, fotografo, atleta, talent o producer a seconda del tipo di lavoro che dovevo svolgere. Ora sono convinto che il concetto di content creator possa riassumere tutti questi altri», ha detto Nick, che poi ci ha parlato della sua idea di viaggio e di come realizza i suoi contenuti. Continua su GQ

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venerdì 9 aprile 2021

Hyundai Santa Fe, la prova - per il compleanno dei 20 anni diventa ibrida


La storia europea di Hyundai è iniziata nel 1978, con l'inizio delle vendite in alcuni mercati della Pony, presentata al Salone di Torino nel 1974. Quella italiana, invece, è iniziata nell'autunno del 1981, sempre con la Pony ma in versione aggiornata. Il brand coreano, dunque, ha una storia relativamente breve nel Vecchio Continente, ma in poco tempo ha saputo portarsi al livello dei migliori concorrenti e in alcuni casi anche oltre (la garanzia di 5 anni a chilometri illimitati è battuta solo dai 7 della cugina Kia che però pone il limite dei 150.000 km). La Santa Fe è l'esempio migliore di questa crescita veloce ma qualitativa, perché di tutti i modelli Hyundai, è quello che è commercializzato nel mercato europeo da più tempo, per la precisione nel 2000. Quella attuale è la quarta generazione, di cui questa versione "20th Anniversary" rappresenta il restyling. Il design, soprattutto all'anteriore, è piuttosto audace, nel solco di quanto già visto con la Tucson, ma le vere novità si trovano sotto il cofano dove debutta un powertrain ibrido che in Italia è anche l'unico disponibile sulla grande SUV coreana. È composto da un 1.6 turbo benzina a iniezione diretta da 180 CV e da un motore elettrico che eroga 44,2 kW ed è collegato a una batteria agli ioni di litio da 1,49 kWh. La potenza complessiva a disposizione è di 230 CV con 350 Nm di coppia, dati più che adeguati alla mole della vettura che sfiora le due tonnellate. Per l'accelerazione da 0 a 100 km/h, infatti, servono 9,1 secondi e la velocità massima è di 187 km/h. Numeri a parte, nella guida quotidiana la Santa Fe è sempre pronta a riprendere velocità, ben supportata dal cambio automatico (del tipo con convertitore di coppia) a 6 rapporti. La trazione è integrale e per la prima volta in casa Hyundai integra un selettore delle modalità di guida che permette di predisporre l'elettronica di gestione del veicolo a fondi come sabbia, neve e fango. Continua su La Stampa

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giovedì 8 aprile 2021

Auto elettrica, la nostra guida a una parola (quasi) sconosciuta: elettrificazione


L'elettrificazione, insieme con tutto ciò che riguarda l'auto elettrica, è uno dei tre grandi temi del presente e del prossimo futuro dell'industria automobilistica. Gli altri due sono la guida autonoma e la connettività sempre più avanzata, ma è l'elettrificazione che tocca più da vicino gli automobilisti, poiché si trovano a scegliere automobili nuove, dotate di tecnologie sconosciute o quasi. Per la maggior parte degli italiani, infatti, l'auto elettrica è ancora un oggetto misterioso - come ha dimostrato anche la ricerca di Electric Report presentata durante gli Electric Days Digital - e anche quando si parla di ibrido le idee non sono molto chiare. Tutto questo in uno scenario di mercato che gradualmente diventa più elettrificato, visto che nel 2020, un'auto nuova su cinque in venduta in Italia era elettrificata. Dove per elettrificata si intende dotata di una di queste tecnologie: mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid, full electric. Cerchiamo dunque di capirci qualcosa in più, tenendo presente che tutti i powertrain ibridi recuperano energia nelle frenate e nelle decelerazioni per poi riutilizzarla nelle accelerazioni, il momento in cui il consumo è massimo. Anche i motori elettrici recuperano energia in frenata, ma nel loro caso la situazione più penalizzante è quella delle alte velocità costanti. Continua su GQ

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mercoledì 7 aprile 2021

Piaggio Beverly 300 e 400 hpe, la prova - esame di maturità


Il mercato degli scooter europei è tradizionalmente diviso in due macro categorie, ruote alte e ruote basse. I primi privilegiano la stabilità a discapito dello spazio di carico e di una parte di versatilità, mentre i secondi fanno l'esatto opposto. Poi ci sono le vie di mezzo, come il Piaggio Beverly, che davanti ha il cerchio da 16 pollici e dietro da 14 pollici, cercando di coniugare il meglio dei due mondi. Quella che abbiamo provato a Livorno è la nuova generazione del Beverly, che arriva a venti anni esatti dal debutto del modello originale, un periodo in cui è stato uno degli scooter più di successo in Italia. Il nuovo scooter made in Pontedera si evolve per unire la versatilità, le doti dinamiche e con le prestazioni e il comfort di un gran turismo, confermando ed evolvendo una ricetta già nota. Il capitolato di progetto - spiegano i tecnici Piaggio - definiva uno scooter adatto sia al commuting urbano sia al turismo extraurbano, anche con passeggero. Per quest'ultimo utilizzo è senza subbio meglio scegliere il Beverly più potente. Ma andiamo con ordine. Rispetto alla generazione precedente, il design è diventato più affilato, anche grazie ai gruppi ottici a led e a un posteriore snello, quasi da moto. La sella, invece, ha guadagnato nel look e nelle finiture, visto che ora presenta un doppio rivestimento e doppie cuciture. Ma anche sotto la pelle è cambiato tutto, a partire dal telaio che è più simile a quello di una moto che di uno scooter; unisce una doppia culla in tubi di acciaio ad alta resistenza alla lamiera stampata. Per quanto riguarda le sospensioni, invece, sia la forcella con steli da 35 mm di diametro che gli ammortizzatori posteriori, con precarico regolabile su cinque posizioni, sono forniti da Showa. Altra grande novità sono i due nuovi motori Euro 5 di 300 e 400 cc, entrambi monocilindrici, con distribuzione a 4 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido e iniezione elettronica. Queste unità sono state completamente riprogettate, a partire dalla camera di scoppio, per migliorare le prestazioni e allo stesso tempo ottemperare alle norme antinquinamento più recenti. Continua su La Stampa

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martedì 6 aprile 2021

Porsche, va all'asta una delle collezioni più incredibili di sempre


Delle Porsche all'asta stuzzicano sempre la fantasia degli appassionati, soprattutto se si tratta di modelli pazzeschi come la 918 Spyder, la Carrera GT e la 911 GT2 RS. Queste tre sportive made in Zuffenhausen, insieme ad altre quattro, andranno all'asta in un evento online organizzato da RM Sotheby's e in programma dal 19 al 28 febbraio. Questa collezione è stata soprannominata Swiss Porsche, perché proviene tutta un solo proprietario. Tutte le auto sono esemplari eccezionali, con pochi chilometri, colori personalizzati e diversi optional del catalogo Porsche Exclusive. Tra le due perle più rare della collezione c'è senza dubbio la Porsche 918 Spyder del 2014, l'hypercar ibrida sviluppata per competere con la Ferrari LaFerrari e la McLaren P1. Accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e arriva fino a 345 km/h. Questo esemplare è verniciato in Liquid Chrome Blue Metallic - un'opzione da 63.000 dollari - ha gli interni rivestiti in pelle Mocha Brown. I cerchi in lega sono quelli in magnesio del pacchetto Weissach e il contachilometri segna poco meno di 5.500 km. Il prezzo stimato è compreso tra 975.000 e 1.100.000 franchi svizzeri. La Carrera GT era la regina della gamma Porsche prima della 918 Spyder. Questo esemplare del 2004 è uno dei 644 prodotti per il mercato americano. Sotto il cofano posteriore c'è un V10 aspirato che Porsche aveva sviluppato originariamente per le competizioni e che poi è stato montato su questa vettura di serie, arrivando a erogare 612 CV a 8.000 giri. Da notare che questa barchetta ha il cambio manuale a 6 marce, i freni carboceramici e zero aiuti elettronici per la guida. Attualmente l'esemplare in vendita a un prezzo compreso tra 775.000 e 825.000 franchi svizzeri ha percorso 16.327 km ed è stato revisionato nel marzo 2020. Continua su GQ

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lunedì 5 aprile 2021

Kia Sorento Plug-in Hybrid la prova - addio Diesel, benvenuto litio


Il destino dei grandi SUV - quelli oltre i 4,7 metri di lunghezza - appare ormai segnato: il Diesel sta diventando un ricordo. Il tema non è banale, perché era solo grazie a quel tipo di propulsore che "bestioni" da sette posti e almeno due tonnellate, avevano consumi accettabili. Ma nel futuro c'è sempre meno gasolio e dunque l'alternativa è l'ibrido, che può essere di diversi tipi. La scelta operata da Kia è piuttosto democratica, visto che con l'arrivo della versione plug-in, le Sorento ibride in gamma diventano due. La motorizzazione full hybrid, infatti, aveva già debuttato qualche mese fa e ora è il momento di quella alla spina, che costa 8.500 euro di più ma anche un maggiore numero di frecce al suo arco. Inoltre, il raddoppio dell'offerta elettrificata di Kia sul suo SUV top di gamma si inserisce nel processo di trasformazione intrapreso dal brand coreano che vuole evolversi dal ruolo di costruttore tradizionale a fornitore di nuove soluzioni di mobilità sostenibile. Più concretamente, entro il 2030 Kia intende vendere 1,6 milioni di veicoli elettrificati ogni anno, che dovranno rappresentare il 40% delle proprie vendite totali. E vale la pena sottolineare che in questo computo non sono inclusi i mild hybrid, che dell'elettrificazione hanno solo le premesse. Passando dalla teoria alla pratica, sotto il cofano della Sorento c'è un powertrain ibrido composto da un 1.6 turbobenzina (180 CV e 265 Nm) e da un motore elettrico (66,9 KW e 304 Nm) che è alimentato da un pacco batteria agli ioni di litio da 13,8 kWh. La potenza combinata è di 265 CV e 350 Nm, con un'autonomia in modalità elettrica - misurata secondo il ciclo WLTP - di 57 km che in città diventano 70. Tutto questo a fronte di emissioni omologate di 38 g/km di CO2. Quanto ai consumi, il dato ufficiale di questa Sorento - così come quelli di tutte le altre PHEV - va preso con le pinze, perché i test di omologazione vengono fatti con la batteria carica al 100%. Continua su La Stampa

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domenica 4 aprile 2021


Gli Electric Days Digital entrano nel vivo e dopo la giornata di apertura di ieri, in cui sono stati diffusi e commentati i risultati dell'inchiesta che ha indagato il rapporto degli italiani con l'auto elettrica, oggi si entra nel vivo dei talk. La giornata del 9 febbraio è dedicata a una serie di confronti sul tema della mobilità elettrica ed elettrificata, che possono essere seguiti in diretta streaming cliccando nel video qui sotto. Di seguito il programma di oggi degli Electric Days Digital.

09:00 - 10:00 L’auto elettrica può far ripartire l’Italia?

Dopo la pandemia, il Recovery Fund può innescare una serie di meccanismi virtuosi per tutta l’industria nazionale. Il requisito base per gli investimenti? La sostenibilità. Attraverso la mobilità elettrica, possono schiudersi importanti possibilità per il rilancio del Paese.

11:00 - 11:30 Batterie made in Italy, si può fare!

Dopo aver lasciato per decenni la produzione tech in mano all’Asia, a Bruxelles è sopraggiunta la consapevolezza di dover recuperare nel più breve tempo possibile il terreno perduto. La Commissione Ue ha messo in campo l’artiglieria pesante e i primi frutti dell’alleanza cominciano finalmente a vedersi anche in Italia. Continua su GQ

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sabato 3 aprile 2021

Aprilia Tuono 660, la prova - in medio stat virtus


Una delle discussioni più classiche che può svilupparsi tra motociclisti verte su quale sia la moto perfetta per divertirsi su strada. Di solito, dopo aver scartato le ipotesi più assurde, quasi sempre frutto di storie personali, la disquisizione si arena inconciliabilmente tra la sportiva con i semimanubri e la naked con il manubrio dritto. A questo punto gli animi si scaldano, le teorie si fanno dogmi ed è praticamente impossibile eleggere la tipologia vincitrice. Probabilmente, per farlo servirebbe posare le terga su una sella ed esperire direttamente le sensazioni che ogni motocicletta sa regalare. Ecco, se in ogni combriccola di centauri arenati sui massimi sistemi si potesse recapitare una Tuono 660, quasi certamente non ci sarebbe più nulla su cui fare della filosofia. La nuova media cilindrata di Noale, infatti, è la quadratura del cerchio per chi vuole godersi le domeniche tra una piega e un altra. Ma andiamo con ordine.

Dopo il grande debutto sulla RS 660, il nuovo bicilindrico Aprilia arriva sulla Tuono che con la sorella carenata condivide gran parte della base tecnica. Se lo stile ricorda quello aggressivo dell'esuberante Tuono V4, con superfici dalle dimensioni ridotte e la doppia carenatura, il carattere è quello di una moto gestibile e leggera, divertente ma alla portata di tutti. La posizione in sella garantisce un ottimo controllo e non è per nulla stancante, come abbiamo potuto sperimentare durante il nostro test di 200 km intorno ai Castelli Romani. Anche la protezione aerodinamica è buona per il tipo di moto e si apprezza la lunga ricerca in galleria del vento con cui è stato definito il gruppo ottico anteriore a triplo led dotato di luci diurne Drl. Ma l'asso nella manica della Tuono 660 è l'ottimo rapporto peso/potenza che è dato da una massa di 183 kg in ordine di marcia e dai 95 CV del due cilindri parallelo. Una leggerezza dovuta anche al telaio e al forcellone in alluminio pressofuso e al motore sfruttato come elemento portante. Continua su La Stampa

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venerdì 2 aprile 2021

Lotus Elise ed Exige, le Final Edition prima della pensione per chiudere in bellezza


Le Lotus Elise ed Exige sono pronte alla pensione. Dopo aver annunciato i piani per il futuro, la Casa britannica da sempre specializzata in sportive leggere ed essenziali, ha presentato le serie finali delle due berlinette. Le nuove Lotus Elise ed Exige Final Edition sono una vera e propria gamma di cinque modelli - più potenti e con specifiche tecniche di alto livello - che celebrano la carriera di due auto che sono rimaste sul mercato rispettivamente per 25 e 21 anni. Le colorazioni di queste Final Edition sono nuove ed esclusive, così come i badge personalizzati e i cerchi in lega. Anche i nomi sono inediti: Elise Sport 240, Elise Cup 250, Exige Sport 390, Exige Sport 420 ed Exige Cup 430. Le Elise Final Edition hanno un nuovissimo cruscotto digitale TFT con la scelta di due schermi, uno con un set convenzionale di quadranti e l'altro con uno stile racing e indicatori digitali. Anche il volante è inedito, rivestito in pelle e Alcantara, ha una base piatta per creare un maggiore spazio per le gambe del pilota. Nella Sport 240 il 1.8 sovralimentato arriva fino a 240 CV e 244 Nm, che bastano per spingerla da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi; l'allestimento comprende i cerchi in lega leggera forgiati a 10 razze che calzano pneumatici 195/50 R16 anteriori e 225/45 R17 posteriori. La massa a vuoto è di 922 kg. La Elise Cup 250 aggiunge una cura aerodinamica specifica, composta da splitter anteriore, alettone posteriore, diffusore posteriore e brancardi, che genera 66 kg di deportanza a 160 km/h. Inoltre ha di serie gli ammortizzatori sportivi Bilstein, le barre antirollio regolabili, la batteria agli ioni di litio e il lunotto in policarbonato. La massa a vuoto si ferma a 931 kg. Continua su GQ

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giovedì 1 aprile 2021

Moto e scooter, dalla A alla Y, tutte le novità in arrivo nel 2021


Nel 2020 il mercato delle due ruote non è stato falcidiato dalla pandemia, così come accaduto a quello delle auto. Il 2020 si è chiuso con un -5,5% rispetto al 2019, mentre il cumulato dei primi due mesi del 2021 ha fatto segnare un -3,79% nei confronti del primo bimestre dello scorso anno. Per quest'anno le novità non mancano, sia per le moto che per gli scooter. Procedendo in ordine alfabetico, da Aprilia è attesa la Touareg: costruita sulla piattaforma 660, raccoglierà l'eredità della enduro prodotta a cavallo degli anni Ottanta e Novanta. Benelli aumenta la cilindrata della Leoncino, dopo il successo della 500 arriva anche la 800, con il bicilindrico da 76,2 CV. BMW ha presentato da poco la R 1250 RT aggiornata: la regina del turismo in formato boxer guadagna, tra le altre cose, una strumentazione digitale da 10,25 pollici e il cruise control adattivo supportato dal radar. Continua su La Stampa

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mercoledì 31 marzo 2021

Volkswagen cambia nome in Voltswagen? Storia di un pesce d'aprile che ha fatto arrabbiare molte persone


Volkswagen o Voltswagen? È la domanda che si sono posti i giornalisti della stampa mondiale, gli investitori e gli appassionati nelle ultime ore, dopo aver letto che la filiale americana del brand tedesco avrebbe cambiato nome per sottolineare il suo impegno nell'auto elettrica. Oggi, infine, è arrivata la risposta: come molti ipotizzavano si trattava di un pesce d'aprile, ma non è riuscito particolarmente bene. Cerchiamo di capire perché.

Tutto è iniziato lunedì, quando Volkswagen of America ha caricato un comunicato stampa incompleto sul suo sito ufficiale in cui veniva annunciato per il 29 aprile il cambio di denominazione in «Voltswagen of America». Questo comunicato è rimasto online solo per qualche ora, un tempo che è stato sufficiente ad alcuni media per riprendere la notizia. Dopodiché la nota stampa è stata cancellata e si è scatenata la curiosità di testate e giornalisti: Volkswagen o Voltswagen? Così, per placarla, l'azienda ha pubblicato un'altra versione del comunicato, con la data del 29 marzo, che riportava addirittura le dichiarazioni del Presidente e amministratore delegato Scott Keogh: «Possiamo anche sostituire una K con una T, ma quello che non cambierà sarà il nostro impegno a creare sempre i migliori veicoli per gli automobilisti e le persone di tutto il mondo. L'idea dell'auto del popolo fa parte del nostro DNA da sempre e da quando abbiamo iniziato la nostra trasformazione verso l'elettrico abbiamo detto che avremmo costruito auto per milioni di persone e non solo per i milionari. Questo cambio di nome si lega al nostro passato di auto del popolo e alla nostra convinzione che il futuro sarà dell'auto elettrica del popolo».

Insomma, lo scherzo, se tale voleva essere, stava anche riuscendo bene, forse troppo visto che Il Gruppo Volkswagen è quotato in borsa e che una notizia del genere può tranquillamente muovere il valore azionario, che infatti in poche ore è cresciuto del 10,3%. Così stamattina è arrivata la spiegazione: «Non volevamo ingannare nessuno. L’intera faccenda era solo un'iniziativa di marketing per spingere la gente a parlare della ID.4». E dunque anche il nuovo logo Voltswagen azzurro e luminoso e il cambio delle insegne in tutte le proprietà dell’azienda e nelle seicento concessionarie americane era una burla. Continua su GQ

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martedì 30 marzo 2021

Auto elettrica, perché per gli italiani è ancora un oggetto misterioso


L'auto elettrica, per gli italiani, rimane un oggetto misterioso. È vero che l'Italia sta facendo molti passi avanti sulla mobilità elettrica, come dimostrano i dati di vendita del 2020. Nell'ultimo anno, infatti, nel nostro mercato sono state immatricolate 32.538 auto 100% elettriche, contro le 10.556 dello scorso anno. Nonostante le vendite siano triplicate, non mancano i problemi, a partire da una conoscenza superficiale del tema e dalla realtà di un Paese che si muove a due velocità. È quanto emerge dall’Electric Report presentato oggi per il lancio degli Electric Days Digital, evento online sull’elettrificazione dei trasporti in programma fino al 12 febbraio. La video inchiesta, alla quale ha contribuito un sondaggio realizzato in collaborazione con Citynews e 2B RESEARCH in 50 città, rileva che solo il 16% dei circa 1.000 intervistati sente di padroneggiare il tema delle auto elettrificate, a fronte di un 54% che non ha chiara la differenza tra auto elettriche, ibride, mild hybrid e plug-in. Il 24% del campione ammette poi di avere una conoscenza del tutto insufficiente della materia. E sull'auto elettrica la Penisola continua ad essere spaccata a metà. Da un lato c’è il Nord, dove le infrastrutture di ricarica crescono a ritmo più sostenuto e spesso su base locale si amplificano gli incentivi all’acquisto statali. Dall’altro il Sud, dove si fatica a intravedere in un futuro prossimo il boom dell’elettrico, con orizzonti temporali allungati addirittura fino al 2050. Continua su GQ

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lunedì 29 marzo 2021

Fiat 500 Elettrica, la prova - il "cinquino" è pronto per il futuro


Quando una delle auto più amate dagli italiani, se non la più amata, viene completamente riprogettata, dotata di un nuovo design - con soluzioni originali come i fari anteriori che proseguono nel cofano - ma soprattutto di un motore elettrico, il livello di attenzione e di stupore delle persone che la vedono cresce esponenzialmente. "Ma che è elettrica?" è la domanda che ci è stata rivolta più di frequente durante le due settimane in cui abbiamo guidato la nuova Fiat 500 in lungo e in largo per le vie di della Capitale. Dalla famigerata ZTL del centro, fino al raccordo (croce e delizia dei romani), a Ostia e a Fiumicino, mettendola alla prova in tutte quelle situazioni di vita quotidiana che preoccupano di più tutti quelli che iniziano ad avvcinarsi all'elettrico. Preoccupazioni che nella maggior parte dei casi non hanno ragione di esistere. Con una batteria agli ioni di litio da 42 kWh - 37,3 kWh realmente utilizzabili - e un'autonomia omologata WLTP di 320 km, la 500 è pronta ad accompagnarvi ovunque in ambito urbano. Anche il Comune di Roma, che è il più esteso di Europa, non è un problema. Purtroppo, però, l'inverno è il periodo peggiore per tutte le auto elettriche, che devono usare parte dell'energia delle batterie per riscaldare l'abitacolo. Così, con gli accumulatori al 100%, abbiamo letto al massimo 260 km sullo strumento di bordo, che in ogni caso sono più che sufficienti per utilizzarla diversi giorni senza doverla ricaricare. Per questa operazione le possibilità sono molteplici. Noi l'abbiamo collegata quasi tutte le sere a un impianto domestico da 3,6 kW di potenza. Immaginando di tornare a casa all'ora di cena e di uscire la mattina seguente, dodici ore bastano per passare dal 50% al 100% e senza limitazioni nell'utilizzo degli elettrodomestici. Ovviamente installando una Wallbox da 7,2 kW i tempi si accorciano, ma non è indispensabile. Se invece si vuole ricaricare lontano da casa, il discorso diventa più articolato: attualmente a Roma ci sono circa 350 colonnine, la maggior parte delle quali hanno una potenza massima di 22 kW, in corrente alternata. Continua su La Stampa

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domenica 28 marzo 2021

L' Audi RS e-tron GT debutta ai Mondiali di sci di Cortina 2021


L' Audi RS e-tron GT farà il suo debutto internazionale in occasione dei Mondiali di sci di Cortina 2021, che andranno in scena dal 7 al 21 febbraio a Cortina d'Ampezzo. L'auto che verrà esposta nella centrale Piazza Roma è ancora la versione prototipo della Audi RS e-tron GT, ma c'è da scommettere che la versione finale sarà molto simile a questa. Per vederla nelle sue forme definitive dovremo attendere la presentazione ufficiale, che avverrà online martedì 9 febbraio dalle ore 19.00 e potrà essere seguito in live streaming. Sviluppata da Audi Sport e prodotta con metodi innovativi e tecnologie sostenibili come il ciclo chiuso dell’alluminio, la Gran Turismo elettrica costituisce l’apice dell’evoluzione sostenibile della sportività dei Quattro anelli. Un percorso iniziato con l’iconica Audi RS 6 Avant che è diventata ibrida e che culminerà con le prestazioni da supercar della Audi e-tron GT: da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi per la variante RS, ricarica rapida fino a 270 kW in DC e sound digitale che “copia” l’erogazione del powertrain. La Audi RS e-tron GT sarà la più potente vettura elettrica mai realizzata dalla Casa di Ingolstadt. La nuova Gran Turismo è prodotta all’Audi Böllinger Höfe, il sito certificato carbon neutral di Heilbronn, dove la tecnologie d'avanguardia si affianca a lavorazioni realizzate con un sapiente lavoro artigianale. Continua su GQ

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sabato 27 marzo 2021

La Moto Guzzi compie 100 anni e si prepara a presentare una naked sportiva inedita


Moto Guzzi compie un secolo e l'Aquila che si trova sul serbatoio grazie a una storia di profonda amicizia continua a volare alto anche cento anni dopo. Risalire alle origine di uno dei più importanti marchi motociclistici italiani vuol dire spostarsi dalle rive del del Lago di Como a quelle del Mediterraneo ligure. Era il 15 marzo 1921 e nello studio del notaio Paolo Cassanello, sito in Corso Aurelio Saffi a Genova, viene fondata la "Società Anonima Moto Guzzi" avente per oggetto "La fabbricazione e la vendita di motociclette e ogni altra attività attinente o collegata all'industria metalmeccanica". I soci snoo l'armatore Emanuele Vittorio Parodi, suo figlio Giorgio e l'amico Carlo Guzzi. Parodi e Guzzi, inoltre, avevano un amico e commilitone nel Servizio Aereo della Regia Marina, con cui avevano combattuto fianco a fianco durante la Prima Guerra Mondiale. Si chiamava Giovanni Ravelli e morì nel 1919 durante un volo di collaudo. L'Aquila che si trova sul serbatoio delle Moto Guzzi è proprio quella del Servizio Aereo della Marina, che legava Ravelli ai suoi amici. Sin dalla fondazione, tutte le Moto Guzzi sono state costruite a Mandello del Lario e progettate in Italia. Motociclette che, soprattutto nel primo Dopoguerra, hanno fatto la storia della motorizzazione italiana ed europea. La prima a uscire dal cancello dell'attuale via Parodi 57 è la Normale, con 8 CV di potenza. Seguono modelli di successo come la Guzzi G.T. del 1928, soprannominata “Norge” per il raid al Circolo Polare Artico, e l’Airone 250 (1939), per oltre 15 anni la “media cilindrata” più diffusa in Italia. Giungono anche le vittorie sportive: la prima è nella Targa Florio nel 1921 che inaugura una serie impressionante di successi. Al momento del ritiro dalle competizioni (1957), la Moto Guzzi conta 14 titoli mondiali velocità e 11 Tourist Trophy. Nel dopoguerra nascono modelli come il Guzzino 65 (“Cardellino”), per oltre dieci anni la moto più venduta in Europa. In seguito arrivano il Galletto (1950) e la Lodola 175 (1956). Continua su La Stampa

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venerdì 26 marzo 2021

Formula E, ecco il nuovo circuito dell'E-Prix di Roma


La Formula E si prepara a partire con la nuova stagione, che debutterà il 26 e 27 febbraio a Diriyah, in Arabia Saudita, dove si correrà per la prima volta in una doppia gara in notturna. A poco meno di dieci settimane dal via è stata svelata la nuova configurazione per il circuito di Roma. Il teatro è sempre quello dell’EUR, che vedrà sfrecciare nel cuore del quartiere capitolino le ventiquattro monoposto elettriche Gen2, per la terza volta dall'esordio della serie nel 2018. Il Rome E-Prix è previsto per il 10 aprile e la nuova pista sarà molto impegnativa: i piloti dovranno affrontare tre nuove curve veloci, un'ulteriore sezione di curve tecniche e i classici sali e scendi caratteristici del vecchio circuito. Il nuovo tracciato metterà in risalto ancora di più il contesto spettacolare che offre il quartiere EUR, passando davanti a Palazzo dei Congressi e poi in Piazzale Marconi. Inoltre, da quest'anno passerà anche di fronte all'iconico Palazzo della Civiltà Italiana, il cosiddetto Colosseo Quadrato e tutto il Parco del Ninfeo sarà incluso all'interno del perimetro della manifestazione. Il layout della nuova pista è nato con la collaborazione dei residenti e delle aziende, con l'obiettivo di ridurre al minimo le interruzioni nella mobilità durante le giornate precedenti e antecedenti alla gara. Il nuovo tracciato, infatti, coinvolgerà in modo superficiale Via Cristoforo Colombo e avrà un impatto minore sul traffico cittadino. Continua su GQ

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giovedì 25 marzo 2021

Auto elettriche e incentivi: che cosa si compra da 15.000 a 45.000 euro


Nel 2020 gli italiani si sono accorti dell'esistenza delle auto elettriche. Lo scorso anno, infatti, sono state immatricolate 32.538 vetture BEV - Battery Electric Vehicle - contro le 10.556 del 2019. Il totale, dunque, si è triplicato ed è arrivato a rappresentare il 2,3% dell'interno mercato. È ancora poco, ma è quello che basta perché molti automobilisti inizino a considerare l'acquisto di una elettrica o perlomeno a parlarne all'interno della propria rete di conoscenze. Tuttavia, esclusi gli appassionati di nuove tecnologie, la maggior parte delle persone ha una conoscenza superficiale della materia, a partire dai prezzi. Infatti uno dei dubbi più classici e frequenti riguarda il prezzo delle auto elettriche. Quindi, proviamo a fare chiarezza e consideriamo già nel prezzo finale i 10.000 euro di incentivi.

Entro i 15.000 euro

Si parte dalla Dacia Spring, per la quale che costa da 9.640 euro. L'elettrica democratica del Gruppo Renault è lunga 3,73 metri, ha un motore da 45 CV e una batteria da 27 kWh che sono sufficienti per farle percorrere 230 km nel ciclo di omologazione misto del WLTP. La Twingo EV è una sua parente stretta, ancora più compatta. La lunghezza si ferma a 3,60 metri, mentre i kWh degli accumulatori sono 22 che bastano per omologare un'autonomia media di 190 km. Tutto ciò al prezzo di 12.950 euro. Le Smart Fortwo e ForFour EQ hanno un legame ancora più stretto con la Twingo, visto che sono tutte figlie dello stesso progetto, per cui Renault e Daimler avevano unito le forze. Nel loro caso, però, la batteria ha solo 18 kWh e garantisce 143 e 138 km di percorrenza, rispettivamente per la due e la quattro porte. I prezzi partono da 15.210 e 18.832 euro. Continua su La Stampa

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mercoledì 24 marzo 2021

Tesla Model S e Model X, il nuovo volante sembra la cloche di un aereo


Tesla ha presentato gli aggiornamenti della Model S e della Model X - i modelli più vecchi della gamma - che cambiano soprattutto all'interno. L'abitacolo è stato praticamente rivoluzionato e il volante è diventato così scenografico che sembra la cloche di un aereo. Ma andiamo con ordine. Tesla ha iniziato il nuovo anno con il vento in poppa, visto che i risultati del 2020 sono stati positivi come non mai. Per la prima volta in 17 anni, infatti, la Casa californiana ha chiuso un bilancio in attivo, con 721 milioni di dollari di utile.

Questo grazie al mezzo milione scarso di auto vendute, che hanno portato il margine operativo lordo al 18,4%, un valore che per la maggior parte delle Case auto è solo un sogno. Numeri che spiegano meglio l'incredibile capitalizzazione Tesla, che da qualche mese si è stabilizzata a 800 miliardi di dollari. Ovviamente per Elon Musk non è abbastanza. «Stiamo aumentando la nostra capacità produttiva il più rapidamente possibile. Nei prossimi anni prevediamo di raggiungere una crescita media annua del 50% nelle vendite. In alcuni anni, come nel 2021, questo dato potrebbe anche salire», ha detto Musk durante la presentazione dei risultati economici. Tornando alle Model S e Model X, la vecchia plancia di derivazione Mercedes è stata sostituita da un nuovo cruscotto con forme orizzontali su cui galleggia il display dell'infotainment orizzontale da 17 pollici, come sulla Model 3. Continua su GQ

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martedì 23 marzo 2021

Maserati Bora, la prima vettura del Tridente a motore centrale compie 50 anni


Ci sono delle vetture che lasciano il segno, vuoi per lo stile oppure per la tecnica. La Maserati Bora è una di queste e nel suo caso sono entrambe le motivazioni a imprimere una traccia nella storia dell'auto. Parlando di design, la matita che ha firmato la Bora è quella di Giorgetto Giugiaro e della Italdesign, a cui Maserati commissionò prima lo studio di "una vettura sportiva con motore posteriore centrale che esaltasse prestazioni, design, comfort e sicurezza" e poi la linea del modello definitivo. L’impostazione era futuristica, il muso si presentava basso e sottile quasi affilato per voler perforare l’aria, mentre la calandra era caratterizzata da due prese d’aria a forma rettangolare con un Tridente al centro. La fiancata, perfettamente liscia, era divisa centralmente da un sottile filetto profilato di gomma nero, mentre il posteriore terminava a coda tronca. 

Parlando invece di caratteristiche tecniche, fu la prima vettura stradale del Tridente ad utilizzare questa configurazione del propulsore, seguendo una tendenza che si era imposta già da qualche anno in Formula 1. In ogni caso, sono trascorsi esattamente cinquanta anni dal marzo del 1971, quando il Salone di Ginevra fece da palcoscenico al debutto del Maserati Bora, che oggi è più attuale che mai, visto che al suo layout si ricollega quello della MC20.


Tornando alla Bora, come molte altre Maserati, anche lei porta il nome di un vento famoso, mentre a spingerla ci pensava il collaudato V8 da 4,7 litri, capace di erogare 310 cavalli a 6.000 giri, montato in posizione longitudinale su un telaietto ausiliario applicato alla scocca portante. Nel 1973 fu affiancato dal più potente 4,9 litri che aveva 335 CV e che poteva spingere la supercar modenese oltre i 280 km/h, con un comfort ammirevole per una vettura di quel genere e di quell'epoca. Continua su La Stampa

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lunedì 22 marzo 2021

Sparco è pronta per la stagione di kart 2021


Sparco è pronta per la stagione di kart 2021 e del resto l'azienda torinese è da sempre focalizzata nella ricerca e sviluppo di prodotti tecnici per il kart. La grande novità di quest'anno è la partnership pluriennale con WSK Promotion, che prevede la fornitura di un kit completo di abbigliamento e di accessori Sparco a tutto il personale impegnato nei maggiori circuiti italiani (Lonato, Adria, La Conca e Sarno), che ospiteranno i più celebri eventi kart, tra cui la Champions Cup, Super Master Series, l’Euro Series e la Final Cup, e nel mondo racing, il Campionato Italiano Formula 4 powered by Abarth. Ogni kit sarà composto da una giacca in softshell a manica lunga, gilet smanicato, felpa, camicia, polo, t-shirt, pantalone lungo, scarpe, cappellino, borsone, zainetto. Inoltre, la WSK Station e le hospitality, allestite per ogni evento da WSK, verranno arredate con le celebri sedute ufficio Sparco personalizzate. Anche i circuiti karting verranno allestiti con l’iconico blu di Sparco, che accompagnerà i campioni anche sul podio. «La storia che lega Sparco al karting è lunga e passionale, per questo siamo felici di dare impulso a nuovi progetti e nuove partnership in questo settore dove negli ultimi anni abbiamo concentrato importanti investimenti. Grandi team kart oggi si affidano a noi, consapevoli di poter contare su un equipaggiamento tecnico estremamente performante e sicuro», ha spiegato Niccolò Bellazzini, brand manager Sparco. Continua su GQ

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domenica 21 marzo 2021

Mazda celebra il legame tra Italia e Giappone con “La Forma del Tempo”


Quest'anno la Mazda MX-81, futuristica concept car creata da Bertone nel 1981, compie quarant'anni e la Casa giapponese ha deciso di renderla protagonista di un progetto e di un cortometraggio chiamato "La forma del tempo". È una storia di incontri, una vicenda particolare che si inserisce nella narrazione dei cento anni di Mazda, le cui celebrazioni sono iniziate nel 2020: l’incontro di giovani ambiziosi che immaginavano il futuro dell’automobile, la commistione tra il design italiano e la cura giapponese del prodotto; il bilanciamento tra la volontà di innovare e sperimentare con quella di lasciare un segno nella vita di milioni di persone. Il ponte tra Italia e Giappone ha origini lontane: nasce nel 1960, con l’arrivo in Italia di Hideyuki Miyakawa - eclettico imprenditore giapponese impegnato nell'automotive - e con il suo incontro al Salone dell’automobile di Torino con Giorgetto Giugiaro, che all’epoca è capo del design di Bertone. Continua su La Stampa

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sabato 20 marzo 2021

Romelu Lukaku, ecco le auto più belle del suo garage


Un ottimo gusto, viene da commentare. Tra le auto di Romelu Lukaku ci sono diverse Maserati, visto che il centravanti dell'Inter è un testimonial della casa del Tridente. Alcuni giorni fa, poco prima di lasciare il segno nel derby di Milano, Lukaku ha ricevuto una nuovissima Levante Trofeo, ovvero il SUV più prestazionale della gamma Maserati, con la quale ha anche realizzato un video intitolato Journeys of audacity, a story about determination. «Tutti giocano a football, ma non tutti hanno l’opportunità di diventare i migliori della loro generazione», dice Lukaku percorrendo le vie di Milano mentre il suo profilo si intreccia con le immagini della vettura. «Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi devi avere talento e attitudine», dice ancora il numero nove che poi su Twitter scrive «Il talento è il motore, l’attitudine è l’acceleratore, ho più in comune con la Maserati levante Trofeo di quanto possiate immaginare». Il suo rapporto con la Maserati, comunque, era già iniziato la scorsa estate, quando si era fatto fotografare insieme a una bellissima Grancabrio, altra perla della produzione del brand modenese. Ma le auto di Romelu Lukaku rappresentano una passione che arriva da lontano. Già ai tempi dell'Everton, l'attaccante belga guidava una Bentley Continental GT, mentre quando poi è passato al Manchester United si è regalato una ancora più esclusiva Rolls-Royce Wraith. Inoltre, nel suo periodo britannico, Lukaku ha avuto anche tre Mercedes: una GLS 63, una GT-R e una Classe S Coupé. Continua su GQ

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venerdì 19 marzo 2021

Vespa 75th, ecco la serie speciale che celebra tre quarti di secolo di storia


La Vespa Piaggio si prepara a compiere 75 anni, dato che il brevetto del progetto originale fu depositato il 23 aprile del 1946 da Corradino d'Ascanio, un geniale ingegnere abruzzese che comprese di quale mezzo avesse bisogno l'Italia del Dopoguerra. Montava un motore di 98 c.c. monocilindrico a due tempi da 3,2 Kw di potenza, con cambio a tre marce e velocità di punta di 60 km/h. In questi tre quarti di secolo, lo scooter italiano si è diffuso in tutto il mondo, dando origine a fenomeni di costume, musicali e giovanili; ha accompagnato paesi e continenti nella loro crescita, diventando una icona senza tempo, simbolo di contemporaneità, esempio di stile e tecnologia italiane. Così, per celebrare i 75 anni della Vespa, nasce la nuova serie speciale Vespa 75th, che sarà disponibile per Vespa Primavera (nelle cilindrate 50, 125 e 150 cc) e per Vespa GTS (nelle cilindrate 125 e 300 cc) a partire da marzo e limitatamente al 2021. Continua su La Stampa

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mercoledì 17 marzo 2021

Moto, il Telepass Family diventa gratuito


Il Telepass Family per le moto diventa gratuito, una buona notizia per tutti i motociclisti che utilizzano spesso il proprio mezzo in autostrada. Per usufruire della gratuità bisogna avere attivato lo Sconto Moto in un Punto Blu o in un Telepass store ed è necessario essere già titolari dei servizi di pagamento Telepass Pay Plus o dell’offerta Telepass Pay X. Se invece non si è titolari, si può aderire fino alla fine di aprile 2021 e la gratuità del canone resterà tale finché si continueranno a verificare tutte le condizioni predette. Per attivare le offerte Telepass Pay e avere accesso al circuito di pagamento dei servizi integrati di mobilità, basta scaricare la relativa app disponibile per i dispositivi iOS e Android. Telepass Pay permette il pagamento, sicuro e veloce, di servizi integrati e collegati ai nuovi stili di mobilità, senza l’uso del contante, utilizzando solo il proprio smartphone: dal pagamento cashless di carburante, a quello del parcheggio e del taxi, fino ad arrivare al treno e allo skipass e al noleggio di monopattini, bici e scooter elettrici. Oltre a quanto sopra, Telepass comunica che - così come concordato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con Aiscat, l’Associazione delle concessionarie autostradali - è stato rinnovato anche per il 2021 lo sconto del 30% sul pedaggio per i motocicli dotati di dispositivo Telepass Family sulle tratte autostradali gestite dalle società concessionarie aderenti all’iniziativa Sconto Moto. Continua su GQ

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martedì 16 marzo 2021

Peugeot 3008 Hybrid, la prova - ancora più stilosa e anche ibrida plug-in


Anche se l'Europa ha dichiarato guerra alle emissioni di CO2, sebbene gli automobilisti siano in parte disorientati e si trovino a scegliere l'auto facendo attenzione a caratteristiche mai considerate prime, il primo motivo di scelta di un'auto nuova resta sempre lo stile e l'Italia non fa eccezione. Forse è per questo che la 3008 è stata una delle auto ad avere riscosso più successo negli ultimi anni. Dal 2016 a oggi, infatti, è stata venduta in oltre 800.000 esemplari, di cui circa 85.000 sul nostro mercato, dove gli italiano hanno dimostrato di amarla sin dall'inizio. Così, dopo quattro anni dal debutto della seconda generazione - la prima era stata meno fortunata - Peugeot ha presentato un sostanzioso restyling, che conferma tutte le qualità che hanno definito la sua fortuna e prova ad aggiungerne altre. L'attenzione al design, in ogni caso, è rimasta e della crossover francese si nota subito l'inedita calandra priva di cornice, con disegno a scacchiera ed estesa fino ai proiettori che ora sono full led su tutte le versioni. Continua su La Stampa

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lunedì 15 marzo 2021

Nissan Qashqai, la terza generazione cambia pelle


La Nissan Qashqai si rinnova completamente e con la terza generazione punta tutto sui motori ibridi, sul design e sulla tecnologia. Dopo aver inventato il crossover nel 2007 e aver vendute con le prime due generazione oltre tre milioni di auto in tutta Europa, ora è il momento di tornare in vetta alle classifiche, visto che nel frattempo i concorrenti non sono rimasti a guardare. Così, come per i suoi predecessori, anche la nuova Nissan Qashqai è stata progettata in Gran Bretagna, tra il centro di design di Londra e quello tecnico di Cranfield, nel Bedfordshire. «Il punto di partenza per la progettazione e lo sviluppo del nuovo Qashqai è stata un’analisi approfondita delle relazioni che abbiamo instaurato con i nostri clienti negli ultimi 13 anni. Questo ci ha consentito di comprendere le loro necessità e di approfondire che cosa apprezzano dell'auto che impiegano quotidianamente» racconta Marco Fioravanti, Vice President Product Planning di Nissan Europa. Il nuovo Qashqai ha una linea di cintura più marcata e una presenza su strada più robusta, grazie anche ai nuovi cerchi in lega da 20 pollici. Continua su GQ

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domenica 14 marzo 2021

Moto Guzzi V7, la prova - un grande classico rivisitato


Ogni marchio motociclistico ha le sue icone e nel caso della Moto Guzzi, la V7 rientra a pieno titolo nella categoria. Il modello originale è nato nella seconda metà degli anni Sessanta, mentre quello attuale è rinato all'inizio degli anni Duemila, più precisamente nel 2007. Da quel momento in poi è stata aggiornata diverse volte, cambiando nome in V7 II e V7 III, e adesso è arrivata la terza generazione che torna alla denominazione originale e fa debuttare il nuovo motore derivato direttamente da quello della classic-enduro V85 TT. Il V2 trasversale a 90° è il più recente e moderno costruito a Mandello del Lario e in questa versione ha ricevuto una serie di modifiche meccaniche: i 15 CV in meno rispetto alla V85 TT, dunque, non derivano solo da una diversa messa a punto elettronica. Le prestazioni, rispetto al precedente 750 della V7 III sono migliorate in tutti gli aspetti, grazie anche al cambio a 6 marce. La potenza massima è cresciuta del 25%, passando dai precedenti 52 CV a 6.200 giri agli attuali 65 CV a 6.800 giri; anche la coppia massima è salita, da 60 Nm a 4.250 giri a 73 Nm a 5.000 giri. Continua su La Stampa 

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sabato 13 marzo 2021

Cupra Formentor VZ5, un gioiellino prodotto in soli 7000 esemplari


La Cupra Formentor VZ5 è un regalo di compleanno che il marchio spagnolo si fa per festeggiare il suo terzo anniversario. È una versione speciale, a tiratura limitata di soli 7.000 esemplari, per la quale Cupra ha potuto avere il motore 5 cilindri Audi. Si tratta di un "trasferimento" particolare all'interno del Gruppo Volkswagen, perché solitamente dalle parti di Ingolstadt sono molto gelosi dei loro motori e in particolare dello "straight five" che prima d'ora non era stato mai concesso ad altri marchi. Ma del resto, come ha detto il Presidente di Cupra e Seat, Wayne Griffiths: «La Cupra Formentor VZ5 unisce prestazioni eccezionali a un design esterno ancora più ricercato, andando a rappresentare la massima espressione delle prestazioni per gli appassionati». A questo proposito, il propulsore coniuga iniezione diretta e turbocompressore per raggiungere una potenza massima di 390 CV da 5.700 e 7.000 giri, mentre la coppia massima di 480 Nm è disponibile a partire da 2.250 giri ed è scaricata atterra attraverso il cambio a doppia frizione a 7 rapporti e la trazione integrale 4Drive. Il sound rauco e gutturale è garantito dallo scarico con quattro terminali quattro terminali color rame. A livello di prestazioni pure, la Formentor VZ5 scatta da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi e raggiunge una velocità massima di 250 km/h, limitata elettronicamente. Continua su GQ

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venerdì 12 marzo 2021

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, la prova - un amore così grande


La Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio è una di quelle vettura che resterà per sempre nella storia dell'auto. Per convincersene in pochi minuti è sufficiente salire, anzi scendere, a bordo e guidarla per qualche chilometro. La Giulia Q chiede solo questo, vuole essere guidata e possibilmente veloce, aprendo in questo modo al fortunato pilota (o aspirante) tale, le porte del paradiso motoristico. Se questa sembra una dichiarazione d'amore, si lo è, ma è anche pronunciata con totale lucidità e disponibilità di facoltà mentali. Ovviamente la Giulia Q ha dei difetti e basta leggere qualsiasi social per scoprire come per questo venga messa in croce: obsoleti fari bi-xeno al posto dei full-led, infotainment non all'ultimo grido e l'ormai famigerato feeling delle rotelle e dei tasti di controllo sul tunnel centrale. Sulla mancanza di una versione station wagon di tutte le Giulia, invece, si potrebbe aprire un capitolo a parte, ma non oggi. Oggi è il momento di celebrare le sublimi prestazioni della Giulia Q. Continua su La Stampa

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giovedì 11 marzo 2021

Valentino Rossi, ecco la nuova moto: le prime foto della sua Yamaha MotoGP


Valentino Rossi ha una nuova moto, è sempre una Yamaha ma non è più la M1 ufficiale che durante la scorsa stagione ha condiviso con Maverick Vinales. No, la nuova MotoGP di Valentino Rossi appartiene al Petronas Yamaha Sepang Racing Team, che è alla terza stagione nella classe regina. Il suo compagno di squadra sarà Franco Morbidelli, che nella scorsa stagione è arrivato al secondo posto nella classifica piloti, dietro all'iridato Joan Mir. Valentino, invece, aveva chiuso al quindicesimo posto, raccogliendo la miseria di 62 punti. L'obiettivo del numero 46, dunque, è di mettersi alle spalle un campionato non certo da ricordare e di fare molto meglio in quello 2021. Quanto al team Petronas Yamaha Sepang Racing Team, che deve il suo nome alla proprietà, ovvero il circuito internazionale di Sepang e Petronas (compagnia energetica malese), è orgoglioso di continuare la sua storia di successi come prima squadra malese in MotoGP. Nel 2019 è diventato Top Independent Team, classificandosi quarto nella classifica generale a squadre, con il pilota Fabio Quartararo che si è aggiudicato il titolo di Rookie of the Year e Top Independent Rider. Nel corso dell'ultimo anno il team è salito sul gradino più alto del podio sei volte e ha guidato la classifica per la maggior parte dell'anno prima di concludere la stagione come Top Independent Team - e secondo in classifica generale - con Franco Morbidelli Vice Campione e Top Independent Rider. Continua su GQ

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mercoledì 10 marzo 2021

Lexus UX300e, la prova - l'elettrico premium secondo Toyota


La Lexus UX300 meriterà una pagina speciale nel grande libro della storia dell'auto elettrica, se mai verrà scritto. Per capire perché bisogna lavorare un po' di fantasia e partire dal fatto che - sempre nel libro in questione - il 2021 verrà ricordato come l'anno in cui Toyota ha portato sul mercato il suo primo modello BEV, sigla che sta per Battery Electric Vehicle. Il colosso giapponese ha scelto di unirsi al tavolo dei concorrenti 100% elettrici con un'entrata a effetto, di cui è stato incaricato il marchio premium Lexus, che ha deciso di garantire il pacco batterie della UX300e per dieci anni o un milione di km, quando tutti gli altri si fermano a otto e 160.000 km. In altre parole, dopo più di un quarto di secolo come pioniere dell'ibrido, Toyota ha raccolto un'altra sfida, sebbene il suo rapporto con l'elettrico non sia così idilliaco, come hanno dimostrato le parole del presidente Toyoda. In ogni caso, il motore a elettroni della crossover compatta Lexus ha 204 CV e 300 Nm, mentre i chilometri di autonomia sono 305-315 (omologati WLTP) a seconda geli allestimenti. Continua su La Stampa

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martedì 9 marzo 2021

Auto ibride, le 10 migliori sotto i 25.000 euro


Le 10 migliori auto ibride sotto i 25.000 euro rappresentano il cuore del mercato automobilistico italiano, che nell'ultimo anno ha visto cambiare drasticamente le preferenze degli automobilisti. Tutte le motorizzazioni ibride, infatti, sono diventate sempre più importanti per tutte le Case auto. Da un lato le norme sempre più stringenti in fatto di emissioni, dall'altro le limitazioni sempre più strette messe in campo da alcune amministrazioni locali, che hanno penalizzato oltre modo il Diesel. Il risultato è che la presenza dei modelli ibridi cresce costantemente nei listini di tutti i marchi. Da questo punto di vista il 2021 sarà un anno molto importante, con tante proposte appena arrivate e altre che ne arriveranno. Prima di entrare nello specifico, però, ricordiamo che le tecnologie ibride si dividono in tre grandi famiglie: mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid. Il principio di base è sempre quello di recuperare energia nelle frenate e nelle decelerazioni per poi riutilizzarla nelle accelerazioni, il momento in cui il consumo è massimo. Quello che cambia, in ognuno di questi tre sistemi, è sia la potenza del motore elettrico, sia la dimensioni delle batterie, due caratteristiche che influiscono direttamente anche sui costi. Per un approfondimento tecnico vi rimandiamo a questo pezzo. Intanto ecco le 10 migliori auto ibride sotto i 25.000 euro. Continua su GQ

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lunedì 8 marzo 2021

Audi e-tron S Sportback, la prova - quando l'elettrico diventa sportivo


Tre motori elettrici non si erano mai ancora visti su un'auto di serie. La nuova Audi e-tron S Sportback è la prima a portare questa soluzione sul mercato. Due sono dedicati alle ruote posteriori e uno si occupa di quelle anteriori. Una primizia tecnica che configura un sistema a quattro ruote motrici, senza albero di trasmissione, particolarmente avanzato. Anche Tesla ha annunciato un sistema analogo sulla Model S, peraltro con una potenza stratosferica di 1.100 CV, ma non arriverà nelle concessionarie prima della fine dell'anno. Così questo record è di Ingolstadt, che, dopo aver vinto la battaglia commerciale italiana con la Model X, vendendo quasi il doppio di e-tron, può inserire nella sua offerta un'altra trazione integrale quattro, quarantuno anni dopo il debutto del sistema originale sulla leggendaria Ur-quattro. Dalla vecchia reggina dei rallies alla e-tron S è trascorsa un'era geologica a livello tecnico e mettendosi al volante si capisce subito. Continua su La Stampa 

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domenica 7 marzo 2021

Zlatan Ibrahimovic, tutte le auto più belle del suo garage


Le auto di Zlatan Ibrahimovic mostrano tutta la passione per i motori del campione svedese, capace di spostarsi dai campi da calcio al palco del Festival di Sanremo con una totale disinvoltura. L'attaccante del Milan, peraltro, ha ormeggiato proprio nel porto ligure il suo yacht da 20 milioni di euro, per trovare riparo quando non è impegnato sul palco dell'Ariston. La passione per i natanti, dunque, si accompagna a quella per le supercar e Ibra ne ha avute davvero tante durante la sua carriera ultra ventennale. Ibrahimovic, infatti, ha iniziato la sua carriera da professionista con il Malmo, nel 1999, per poi passare all'Ajax e iniziare la sua avventura in Italia, prima a Torino (sponda bianconera) e poi a Milano con l'Inter. Da qui Ibra si trasferì al Barcellona, prima di tornare in Lombardia per giocare col Milan e poi andare in Francia al Paris Saint-Germain. Dopo la parentesi francese Ibra ha giocato anche con il Manchester United e negli Stati Uniti con il Los Angeles Galaxy, prima di tornare ancora al Milan. Tutte queste avventure sono quasi sempre state caratterizzate dall'acquisto di una nuova supercar e del resto Ibra si è sempre spostato da una squadra all'altra per contratti milionari. Vediamo, quindi, quali sono le auto di Zlatan Ibrahimovic. Continua su GQ

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sabato 6 marzo 2021

Primi segnali di Stellantis: Lancia è in cerca di rilancio e SRT viene riassorbita nel Gruppo


Il primo piano industriale e di prodotto di Stellantis è atteso entro l'estate, ma intanto qualcosa inizia a muoversi nella gestione dei quattordici (quindici contando anche Vauxhall) brand del Gruppo figlio della fusione tra FCA e PSA. La sponda americana ha comunicato da poco la chiusura della divisione SRT - Street & Racing Technology - dedicata alle versioni ad alte prestazioni del brand Dodge, che peraltro ha un portafoglio prodotti piuttosto obsoleto. Noti soprattutto tra gli appassionati, i modelli SRT hanno sdoganato potenze stratosferiche sotto il cofano di modelli tutto sommato popolari, come la Challenger Demon da 840 CV (unica vettura di serie al mondo in grado di alzare le ruote anteriori in partenza) o la Charger Redeye da 797 CV. D'ora in avanti, invece, gli specialisti della SRT proseguiranno il loro lavoro all'interno di una struttura più ampia e in sinergia con tutti gli altri marchi. Continua su La Stampa

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