domenica 17 ottobre 2021

Transformers, tra le auto del nuovo film c'è anche una Porsche


Il nuovo film dei Transformers sta per arrivare e le sue auto, o meglio gli Autobot, si annunciano più in forma che mai. La settima (sesta se si considera Bumblebee come uno spin-off) pellicola della saga iniziata nel 2007 si intitola Transformers - Il risveglio e arriverà nelle sale cinematografiche americane nel giugno del 2022 e poco dopo anche in quelle italiane. Bisogna dunque aspettare ancora qualche mese prima di poter vedere il nuovo film dei Transformers nei cinema. Ma nel frattempo il regista del film, Steven Caple Jr. (già molto apprezzato per Creed II con Michael B. Jordan), ha pubblicato un interessante anticipazione sul suo profilo Instagram, ovvero una foto che lo ritrae con le auto principali che vedremo sul maxi-schermo. Ovviamente la parte del leone la fanno il camion, ovvero Optimus Prime, e la Chevrolet Camaro, alias Bumblebee, ma ci sono anche una Porsche 911 serie 964, un furgone Volkswagen T1 e una Ducati 916. Nella stessa immagina compaiono anche alcuni Decepticon: una Nissan Skyline GT-R R33, un carroattrezzi GMC Topkick e un semirimorchio nero Mack. Ovviamente non saranno gli unici mezzi a comparire in Transformers: Rise of the Beasts - questo è il titolo originale - ma intanto sappiamo già qualcosa su chi avrà il ruolo principale e ha spiegarlo è stato proprio Steven Caple Jr. Continua su GQ

sabato 16 ottobre 2021

Mercedes-Benz e Virgil Abloh disegnano la Maybach del futuro


Mercedes-Benz e Virgil Abloh tornano a collaborare dopo il progetto dello scorso anno, che ha avuto come protagonista la Classe G, leggendaria fuoristrada della casa tedesca. La nuova collaborazione prende il nome di Project Maybach e coinvolgerà l'omonimo marchio di lusso tedesco, definendo nuovi standard nella creatività collaborativa e nel connubio tra i settori automotive, moda e design. L'eclettico artista, architetto, direttore creativo e stilista lavorerà insieme al responsabile del design Mercedes Gorden Wagener, alla realizzazione di una show car elettrica che sarà svelata il 1° dicembre 2021 nella cornice della fiera Art Basel Miami Beach. Questa concept car avrà la peculiarità di essere completamente svincolata da progetti esistenti o da specifiche di produzione. Il suo design, dunque, sarà frutto solamente della creatività. Il Project Maybach firmato Mercedes-Benz e Virgil Abloh coincide con il centenario del debutto della prima Maybach W 3, con la quale Karl Maybach e suo padre Wilhelm ambivano a presentare il best of the best, facendo di Mercedes-Maybach uno dei marchi automobilistici più straordinari ed esclusivi di sempre. Continua su GQ

venerdì 15 ottobre 2021

Corvette Stingray, la prova - assumere regolarmente almeno una volta al giorno


Il grande protagonista della nuova Corvette Stingray è senza dubbio il motore e lo è per due motivi: innanzitutto si trova in una posizione dove non era mai stato prima, in secondo luogo ha un carattere unico ed entusiasmante, con un ruggito che ti abbraccia da dietro le spalle e ti scalda il cuore. Il posizionamento posteriore centrale e le 2 valvole per cilindro sono una combinazione che appartiene a poche vetture, tutte del passato remoto e con natali europei. L'unica americana ad avere un motore del genere con questa disposizione era la leggendaria Ford GT 40. Questo layout, dunque, è una vera rarità per una sportiva made in USA e del resto le precedenti sette generazioni della Vette hanno sempre utilizzato quello classico. La ragione di questo radicale cambiamento fu spiegata dal Presidente di General Motors Mark Reuss, il giorno del debutto dell'ottava "Per quanto la Corvette a motore anteriore fosse fantastica era arrivata al limite dello sviluppo. Per competere con le supercar europee l'unico modo era spostare il motore". Continua su La Stampa

giovedì 14 ottobre 2021

Le auto dei film di James Bond vengono vendute al 1000% in più


Le auto dei film di James Bond aumentano clamorosamente di valore e quando vengono vendute costano almeno 100 volte di più. Come si spiega questa dinamica? Andiamo con ordine. Attualmente 007 è in tutte le sale cinematografiche italiane con No Time to Die, ovvero il venticinquesimo film di quella che è a tutti gli effetti la saga più famosa di sempre. Nelle numerose scene di azione si vedono modelli diversi, partendo dalla leggendaria e immancabile Aston Martin DB5. Ma nel lungometraggio diretto da Cary Fukunaga compaiono anche una Maserati Quattroporte, una Land Rover Defender e una Toyota Land Cruiser, auto che valgono rispettivamente circa 100.000, 50.000 e 60.000 dollari. Tuttavia, quando verranno messe in vendita oppure all'asta, probabilmente costeranno molto di più, perché le auto dei film di James Bond salgono inesorabilmente di valore, almeno secondo una ricerca degli analisti di Hagerty. Secondo costoro, aver avuto un ruolo in uno degli 007 aumenta il valore della vettura in questione di almeno il 1.000% rispetto alla media degli stessi modelli «non scritturati». Inoltre, per alcune auto particolari questo valore ha superato anche il 5.000%. Continua su GQ

mercoledì 13 ottobre 2021

Maserati Mexico, la coupé granturismo del Tridente compie 55 anni


La Maserati Mexico è una di quelle auto la cui storia si perde tra realtà e leggenda, con una trama ricca di personaggi famosi, gare motoristiche e viaggi intercontinentali. Dopo la 5000GT e la Quattroporte, la Mexico rappresenta la terza vettura di serie del Tridente spinta dalla versione stradale del motore V8 con doppio albero a camme in testa progettato per le competizioni della 450 sport. Con la limousine di rappresentanza condivideva l'idea costruttiva generale, sebbene il primo prototipo della Mexico fosse in realtà derivato da una 5000GT danneggiata e fosse pertanto alimentato da un motore da 4,9 litri. Ma la genesi di questa vettura è molto interessante, iniziando dal fatto che al contrario delle altre coupé a quattro posti modenesi non portava il nome di un circuito da corsa. Ed è proprio sulla genesi del nome che si raccontano svariate storie. Continua su La Stampa

martedì 12 ottobre 2021

Con Mazda MX-5 riscopri la purezza della guida


La Mazda MX-5 nasce intorno a una ricetta semplice ma efficace: motore anteriore, trazione posteriore, meno di quattro metri di lunghezza, due posti secchi e niente tetto. Un mix vincente e invariato dal 1989, anno del debutto e da cui è stata prodotta in oltre un milione e centomila esemplari. Un successo limpido, che ha creato comunità di appassionati in tutto il mondo, una generazione di MX-5 dopo l'altra, fino ad arrivare alla attuale, la numero quattro. Ormai è sul mercato dal 2015 ma non è invecchiata di un giorno, perché i suoi concetti fondanti sono rimasti gli stessi e sono frutto della filosofia progettuale che i giapponesi definiscono ancora oggi «Jinba Ittai». Si basa su quattro pilastri: tutti i componenti devono combinarsi per offrire la massima forma di comunicazione tra la vettura e il suo conducente; la creazione di un posto guida deve fare appello ai cinque sensi, focalizzandosi sul conducente; il piacere del pilota deve essere l'obiettivo principale, ancor prima delle prestazioni elevate; la vettura deve dare risposte rapide e dirette per un controllo perfetto. Dalla teoria alla pratica, guidare la Mazda MX-5 è sempre un piacere, sia con il piccolo motore 1.5 da 132 CV affamato di giri che con il 2.0 che nell'ultima evoluzione ha raggiunto i 184 CV, che bastano a far scattare la piccola spider giapponese da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi e a spingerla fino a 219 km/h. Basta affrontare un paio di curve per capire tutto, avere una rivelazione, una specie di «pillola azzurra o pillola rossa». Continua su GQ

lunedì 11 ottobre 2021

Testarossa by Officine Fioravanti, il restomod ispirato agli anni Ottanta


Quella dei restomod è una tendenza dilagante degli ultimi anni. Il concetto del restauro non conservativo, bensì migliorativo delle prestazioni ma salvaguardando l'originalità del progetto, fa sempre più breccia tra gli appassionati. L'unico limite è che solitamente bisogna essere facoltosi e la Testarossa sviluppata da Officine Fioravanti non fa eccezione, visto che il suo prezzo di listino partirà da poco meno di mezzo milione di euro, al netto delle personalizzazioni. Questo perché le Officine Fioravanti si propongono di soddisfare qualsiasi desiderio da parte del cliente, sempre che non voglia “arrogarsi il diritto di cambiar radicalmente aspetto esteriore e stravolgere le peculiarità tecniche originarie” della vettura donatrice. Osservando le immagini della bianca Testarossa si capisce subito che non è questo il caso. L'estetica è quella iconica della supercar dalle forme squadrate simbolo degli anni Ottanta. Le Officine Fioravanti hanno lavorato su una versione della prima serie della Ferrari Testarossa, quella presentata al Salone di Parigi nel 1984 con lo specchietto singolo e i cerchi monodado. Così la purezza delle linee create da Pininfarina è stata salvaguardata e rinfrescata in alcuni piccoli dettagli, mentre per quanto riguarda il piacere di guida è stata utilizzata la tecnologia più avanzata oggi disponibile sul mercato. La parola d'ordine, in ogni caso, è una sola: analogico. E, sempre a proposito di coerenza, siccome negli anni Ottanta la fibra di carbonio non si era ancora diffusa, a bordo non ce n'è traccia. Il reparto sospensioni, invece, è stato notevolmente affinato: gli ammortizzatori Ohlins regolabili elettronicamente sono stati sviluppati su misura e all'anteriore includono il sollevatore per alzare il muso della Testarossa di 7 cm. Continua su La Stampa